Le rinnovabili domineranno il futuro energetico della Cina?

Le rinnovabili domineranno il futuro energetico della Cina?

Anche se il carbone rimarrà dominante con una quota del 58% al 2030, a causa della minor capacità energetica delle rinnovabili, secondo il nuovo Rapporto BNEF, queste rappresenteranno la metà dalla produzione energetica aggiuntiva, passando da una quota del 21% del 2012 al 29% nel 2030, allorché la capacità sarà più che raddoppiata, raggiungendo i 2.707 GW. 

BNEF

Entro il 2030 la Cina raddoppierà la propria capacità energetica di 88 GW all’anno, oltre la metà dei nuovi impianti sarà a energia rinnovabile, erodendo la quota di mercato del carbone, e attrarrà investimenti per 1.400 miliardi di dollari.

È quanto si evince dal Rapporto “The future of China’s power sector. From centralised and coal powered to distributed and renewable?” rilasciato il 27 agosto da Bloomberg New Energy Finance (BNEF), Divisione di ricerca dati sugli investimenti nei mercati energetici emergenti della multinazionale Bloomberg L.P., fondata dall’attuale Sindaco di New York. 

Dopo la sua rapida espansione economica negli ultimi decenni, la Cina è divenuta il mercato energetico più grande del mondo, il più grande emettitore di anidride carbonica a livello mondiale e il consumatore della metà del carbone nel mondo - si legge nell’Executive Summary - Nel 2030 il suo mercato energetico sarà più che raddoppiato di dimensione e la posizione dominante del carbone sarà sfidata dalle fonti rinnovabili competitive, aumenteranno la consapevolezza dell’inquinamento ambientale, le prospettive dello shale gas e un potenziale prezzo sulle emissioni di carbonio”.

Il Rapporto BNEF ha preso in esame le seguenti questioni: 

Quali sono gli scenari realistici per lo sviluppo del settore energetico cinese al 2030, attesa la veloce diminuzione dei costi delle rinnovabili, il potenziale dello shale gas e la maggiore efficienza energetica? 

Oltre alla tanto necessaria volontà politica di alto livello per realizzare il sogno della “Beautiful China”, quali sono i fattori economici e tecnologici che spingono la transizione della Cina verso un futuro più pulito? 

Come dovrebbero posizionarsi le aziende in previsione della prossima ondata riformatrice del mercato energetico, al fine di beneficiare nel corso dei prossimi 20 anni dell’evoluzione del settore energetico della Cina?

Principali risultati e conclusioni 

Viene previsto che la capacità di generazione energetica totale della Cina sarà più che raddoppiata entro il 2030 con un aumento di 1.583 GW, raggiungendo i  2.707 GW).

china-bnef

Tale risultato viene previsto dallo scenario base “New Normal”, ritenuto dai ricercatori BNEF il più probabile, stante l’attuale situazione politica, tecnologica ed economica del Paese. Questa crescita è necessaria per soddisfare le proiezioni di crescita dei consumi di elettricità della Cina del 5% all’anno pari a 88 GW, equivalente alla somma della potenza totale installata ogni anno nel Regno Unito. 

Le Rinnovabili contribuiranno a più della metà della nuova capacità di crescita e al 2030 la capacità installata sarà pari a quella del carbone. La capacità di produzione di energia dalle centrali a carbone diminuirà dal 67% nel 2012 al 44% nel 2030, anche se in termini assoluti, continuerà a crescere  di 25 GW all’anno - ancora quasi un terzo delle nuove costruzioni e pari a due centrali a carbone di grandi dimensioni ogni mese. Tra le fonti rinnovabili, l’idroelettrico aumenterà dal 27% al 44% nel 2030 con una produzione di 47 GW all’anno. 

I motivi principali alla base della rapida crescita delle energie rinnovabili sono simili a quelli osservati in altri Paesi. Questi includono:
I) il continuo calo dei costi tecnologici dell’eolico e del solare fotovoltaico;
II) l'aumento dei costi delle centrali a carbone come conseguenza dei controlli ambientali;
III) la prevista utilizzazione del solare fotovoltaico distribuito nel settore commerciale cinese.

Poiché le fonti rinnovabili hanno un fattore di capacità inferiore rispetto ai combustibili fossili, la quota di produzione energetica dal carbone rimarrà dominante al 58% nel 2030, anche se nel 2012 questa rappresentava il 72%. Tuttavia, nello scenario New Normal, le energie rinnovabili rappresenteranno la metà dalla produzione energetica aggiuntiva, passando da una quota del 21% del 2012 al 29% nel 2030.

• I risultati globali ottenuti secondo gli scenari Traditional Territory e Barrier Busting; non sono molto diversi. Per tali scenari sono state prese in esame diverse ipotesi circa i costi ambientali per impianti a carbone, i prezzi del gas naturale, le politiche per le rinnovabili e la penetrazione del fotovoltaico distribuito. Fattori che potrebbero indurre a cambiamenti importanti per questi scenari sono: i) un boom del gas shale alla fine di questo decennio con conseguente diminuzione del prezzo del gas a meno di $ 5/MMBtu (unità di misura corrispondente a circa 2,8 m3); ii) un disastro nucleare che porti ad una battuta d’arresto nella costruzione di nuovi relativi impianti; iii) un dimezzamento dei costi nel settore dell’eolico offshore. 

Se venisse imposto un prezzo al carbonio del settore energetico della Cina (misura che il Governo cinese ha recentemente introdotto in via sperimentale) le emissioni raggiungerebbero il picco già nel 2023 con un prezzo medio del carbonio di 99 yuan (16 dollari) per tonnellata di CO2. Combinando lo scenario Barrier Busting con un sistema di scambio delle emissioni (ETS) a partire dal 2017 sarebbero in costruzione solo il 77% dei nuovi impianti a carbone rispetto a quelli previsti nello scenario base “New Normal”, rimpiazzati da fonti di energia rinnovabili e di gas naturale, con una conseguente riduzione delle emissioni.

Allestire la flotta energetica della Cina su così larga scala richiederà investimenti pari a 159 miliardi di dollari all’anno, equivalenti al 2% del PIL totale del Paese nel 2012, di cui la metà andrà alle fonti rinnovabili. Circa 77 miliardi di dollari all’anno saranno investiti in fonti rinnovabili, compreso l’idroelettrico, approssimativamente quanto è stato fatto negli ultimi anni, indicando un fabbisogno di finanziamento stabile per il settore delle rinnovabili nel corso dei prossimi due decenni, anche se ci sarà un riorientamento verso progetti distribuiti. 

Per far fronte all’aumento previsto di capacità di generazione energetica, soprattutto per le rinnovabili più discontinue, la Cina dovrà investire 57 miliardi di dollari all’anno in infrastrutture di supporto. BNEF stima che la Cina, nello scenario New Normal, abbia bisogno di un supplemento di 1.024 miliardi di dollari per le linee di trasmissione a lunga distanza, le reti intelligenti, i progetti di stoccaggio e i sistemi di pronta risposta alla domanda, che all’incirca corrisponde ad un terzo del totale degli investimenti in corso finalizzati alla stessa capacità di generazione.

La Cina ha iniziato a cambiare rotta andando verso un futuro più pulito, ma nonostante i progressi significativi nello sviluppo delle energie rinnovabili, il carbone sembra destinato a rimanere dominante fino al 2030 - ha dichiarato l'analista Jun Ying di BNEF - Se la Cina vuole ridurre la sua dipendenza dal carbone più rapidamente, avrà bisogno di dare maggior sostegno alle rinnovabili, al gas naturale e all'efficienza energetica”.

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