Le infrastrutture di trasporto pubblico urbano co-finanziate dall’UE sono sottoutilizzate

Le infrastrutture di trasporto pubblico urbano co-finanziate dall’UE sono sottoutilizzate

Secondo la Corte dei conti europea che ha direttamente controllato 26 progetti di 11 città europee tra le cause principali vi sono carenze nella concezione dei progetti e nelle politiche in tema di mobilità, che avrebbero potuto essere affrontate nella fase di pianificazione dei progetti. Per l'Italia, sono state valutate la tramvia di Firenze e la metropolitana di Napoli.

tramvia

Sono sempre più numerosi i cittadini dell’Unione europea che risiedono nelle aree urbane  e si prevede che passeranno dal 73% del 2010 all’82% nel 2050. C’è perciò l’esigenza di potenziare la mobilità e ridurre il traffico, gli incidenti e l’inquinamento tramite politiche di mobilità locali.
Tra il 2000 e il 2013, l’UE ha stanziato 10,7 miliardi di euro per co-finanziare progetti volti ad aiutare le città ad attuare trasporti urbani con mezzi quali metropolitana, tram e autobus.

Dalla relazione “Efficacia dei progetti di trasporto pubblico urbano finanziati dall'UE”, appena pubblicata dalla Corte dei conti europea, risulta, tuttavia, che due terzi dei progetti di trasporto pubblico urbano co-finanziati dai fondi strutturali dell'UE sono sottoutilizzati.
La Corte ha controllato direttamente se i progetti siano stati attuati come pianificato, abbiano fornito servizi che soddisfano le esigenze degli utenti e siano usati nella misura prevista, visitando 5 Stati membri (tra cui l’Italia), in 11 Città (tra cui Firenze e Napoli) per valutare la performance di 26 progetti di trasporto pubblico urbano (per Firenze: Costruzione di un tracciato lungo 18,9 km per le linee tramviarie 1, 2 e 3 e il Sistema informativo; per Napoli: Prolungamento della linea L1 della metropolitana di 5,3 km con 6 stazioni; Costruzione di 2,2 km con con 4 stazioni per la linea L6 della metropolitana; Prolungamento della linea L6 della metropolitana di 3,3 km con 4 stazioni).
La maggior parte dei progetti controllati erano stati attuati come previsto e soddisfacevano le esigenze degli utenti. Tuttavia, gli auditor della Corte hanno constatato un notevole sottoutilizzo dei servizi forniti: in due terzi dei casi, vi erano meno utenti di quelli attesi - ha affermato Iliana Ivanova, Membro della Corte responsabile della relazione -  Ciò implica altresì prestazioni non ottimali in termini di benefici economici e sociali, quali ad esempio la riduzione dei livelli di inquinamento e del traffico”.

La Corte ha concluso che:
a) per 4 progetti di trasporto urbano si sono verificati notevoli ritardi (tra cui il Prolungamento della metropolitana di Napoli e la Costruzione della tramvia di Firenze), mentre per 10 progetti vi è stato uno sforamento dei costi (anche in questo caso sono comprese le infrastrutture italiane);
b) una volta ultimati, quasi tutti i progetti esaminati soddisfacevano le esigenze degli utenti, tuttavia, un raffronto fra l’utilizzo previsto in date specifiche e l’utilizzo effettivo mostra che due terzi dei progetti realizzati erano sottoutilizzati (la linea di tram di Firenze è indicata quale esempio di raggiungimento degli obiettivi prefissati, avendoli superati per il buon coordinamento, si legge nella relazione della Corte, con la rete degli autobus e alle tariffe integrate; mentre la costruzione della metropolitana partenopea è tra l’elenco di quelle infrastrutture che hanno  un numero di utenti inferiore alle previsioni, anche se una nota chiarisce che “secondo il promotore, la situazione dovrebbe migliorare con il completamento di altre sezioni di questa linea della metropolitana”).
Ciò implica prestazioni non ottimali in termini di benefici economici e sociali (riduzioni dell’inquinamento e del traffico ecc.), cosa cui in genere i promotori del progetto o le autorità nazionali non danno seguito, osservano gli auditors europei, ma può anche comportare squilibri finanziari per le autorità pubbliche che devono assicurare la sostenibilità dei trasporti urbani in questione (il minor numero di utenti rispetto a quanto inizialmente previsto ha condotto a minori introiti derivanti dalla vendita dei biglietti, sottolinea la Corte, compensati da un sussidio pubblico più elevato del previsto, tranne in un caso in cui gli effettivi introiti operativi hanno superato le attese in ragione di aumenti di tariffa);
c) la sottoutilizzazione dei mezzi di trasporto pubblico è principalmente dovuta a carenze nella concezione dei progetti e nelle politiche in tema di mobilità; parecchie di queste avrebbero potuto essere affrontate nella fase di pianificazione dei progetti.

In questo momento di stretta di bilancio, ogni euro speso a valere sul bilancio dell'Unione europea dovrebbe soddisfare in modo efficace esigenze comprovate - ha concluso la Ivanova - In questo contesto, la Corte ha formulato cinque raccomandazioni concrete all'attenzione della Commissione, al fine di migliorare la qualità ed i risultati dei futuri progetti”.
Ecco di seguito le Raccomandazioni:
1) per i progetti soggetti alla sua approvazione, pretendere che vengano posti in essere strumenti di gestione per monitorare la qualità del servizio ed il livello di soddisfazione degli utenti, una volta che il progetto sia divenuto operativo;
2) per i progetti soggetti alla sua approvazione, pretendere che nelle convenzioni di sovvenzione venga incluso un numero minimo di indicatori di risultato con relativi valori-obiettivo, e che questi vengano in seguito misurati;
3) per i progetti soggetti alla sua approvazione, pretendere che la stima del numero di utenti attesi sia analizzata con maggior rigore e che la scelta della modalità di trasporto sia giustificata da un raffronto quantitativo tra differenti opzioni di trasporto;
4) per i progetti soggetti alla sua approvazione, pretendere che i progetti di trasporto urbano siano inclusi in una politica coerente in tema di mobilità;
5) pretendere che gli aspetti sopra menzionati siano altresì presi in considerazione dalle autorità degli Stati membri quando sono queste ultime a gestire progetti di trasporto urbano finanziati dall’UE.

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