Un sondaggio compiuto dall'ente di certificazione DNV GL rileva che le imprese, pur facendo investimenti per ridurre i consumi e i costi dell'energia, non hanno un approccio olistico in grado di ottenere adeguati ritorni economici a causa della mancata adozione di un sistema di gestione.

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Secondo i risultati di un'indagine internazionale condotta nel mese di aprile 2015 dall'ente di certificazione DNV GL - Business Assurance, uno dei leader mondiali tra gli Enti di certificazione, in collaborazione con l'Istituto di ricerca GFK Eurisko, sotto la spinta del contenimento di consumi e costi, le aziende si stanno impegnando a favore dell'efficienza energetica, ma la maggior parte si limita ad un approccio superficiale, senza attingere pienamente alla piena potenzialità di un'efficiente gestione energetica.

Il tema dell'efficienza energetica è un tema fondamentale non solo a livello personale (77%) e sociale (81%), ma anche dal punto di vista delle dinamiche di business (69%). Il 57% delle aziende ha adottato una strategia ad hoc e il 55% si è dato degli obiettivi misurabili, con percentuali che aumentano di 10 punti circa per le imprese appartenenti ai settori ad alta intensità energetica.
Tuttavia, l'efficienza energetica è ancora un'ambizione generica, con obiettivi fissati principalmente a livello aziendale (37%), mentre sono pochissimi gli obiettivi concreti stabiliti sulle attività, anche tra le imprese ad elevato consumo di energia.

Il 67% delle imprese ha investito in iniziative di efficienza energetica nel corso degli ultimi tre anni, ma è la riduzione dei costi il driver della sostenibilità: il 46% ha dichiarato di aver fatto investimenti al riguardo per conseguire una riduzione dei consumi e costi energetici. Le aziende stanno facendo sforzi concreti al fine di ottimizzare la gestione dell'energia, ma senza una visione a lungo termine. Solo il 26% ha un piano di gestione dell'energia. Iniziative più sofisticate quali la formazione del personale (21%), la nomina di un energy manager (20%) o le attività di verifica e valutazione (20%), giocano un ruolo minore. Mancano sia una strategia chiara che un approccio sistematico: sono meno della metà le aziende che dopo aver intrapreso attività di efficienza energetica sono in grado di quantificare i risparmi ottenuti.

La consapevolezza da parte del management non manca, essendo stata segnalata come problema solo dal 18% delle aziende. I vincoli economici sono i principali ostacoli che impediscono alle aziende di fare progressi: altre priorità che assorbono risorse (36%), la costosa esecuzione (33%), la mancanza di ritorni economici (25%) e la concentrazione sui risultati a breve termine (24%) sono in cima alla lista.

Un approccio sistematico potrebbe aiutare le aziende a prendere le giuste decisioni e ottenere un adeguato ritorno dagli investimenti. Tuttavia, i benefici sono percepiti come superiori ai costi (59%), soprattutto in termini di risparmio (54%).

Guardando al futuro, le aziende dovrebbero aumentare il loro impegno per l'efficienza energetica, adottando un approccio più maturo. Le attività connesse alla riduzione dei consumi resteranno le azioni più comuni, ma ci saranno anche aumenti significativi in interventi più strategici come la formazione del personale (+13% rispetto a oggi), l'identificazione di potenziali di risparmio energetico (+8%) e elaborazione di piani di gestione dell'energia (+7%).

"La maggior parte delle aziende non sta adottando, purtroppo, un approccio olistico - ha commentato Luca Crisciotti, Amministratore Delegato di DNV GL - Business Assurance - Vediamo che l'efficienza energetica non viene applicata a tutti i livelli organizzativi nelle imprese. Le imprese si stanno concentrando principalmente sulla riduzione di consumi e costi, ma mancano di un approccio a tutto tondo che permetterebbe di sfruttare appieno il potenziale di una efficiente gestione energetica. L'adozione di un sistema di gestione dell'energia potrebbe aiutarle a definire una strategia e di tradurla in azione".

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L'indagine è stata condotta nel mese di aprile 2015, su un campione di 1.557 professionisti che lavorano in aziende di primo piano nei settori primario, secondario e terziario in Europa, nelle Americhe e in Asia, intervistati tramite questionario somministrato con la metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).

Il campione è costituito da clienti DNV GL e non è statisticamente rappresentativo delle aziende in tutto il mondo:
- Il 22% delle imprese coinvolte impiega meno di 50 persone, il 35% tra 50-249 e il 43% da 250 o più;
- il 4% delle imprese proviene dal settore primario, il 54% dal settore secondario e il 42% dal settore terziario.

Il 18% delle aziende appartiene a settori ad alta intensità energetica: miniere e cave; fornitura di energia elettrica, gas e acqua; lavorazione del legno e prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; produzione di articoli in paglia e materiali da intreccio; produttori di pasta di legno, carta e prodotti di carta; editoria, stampa e riproduzione di materiali registrati; produzione di carbone, prodotti petroliferi raffinati e combustione nucleare; lavorazione di sostanze chimiche e prodotti chimici; produzione di articoli in gomma e materie plastiche; produzione di minerali non metalliferi; produzione di metalli di base; riciclaggio.

Il campione comprendeva 67 aziende definite "leader" ovvero società che presentano un insieme di requisiti specificamente definiti da DNV GL: avere una strategia di efficienza energetica; stabilire obiettivi misurabili di efficienza energetica; stabilire obiettivi di riduzione a livello aziendale, a livello di struttura e a livello di area; avere investito in iniziative di efficienza energetica negli ultimi tre anni; quantificare l'ammontare dei risparmi energetici conseguiti con tali iniziative; capacità di valutare il rapporto globale costi/benefici delle azioni intraprese.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha prorogato al 6 settembre 2015 la scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni alla consultazione per la Strategia nazionale. La proroga è stata decisa in considerazione della complessità del documento di consultazione  ed è quindi altamente probabile che l'adozione della strategia nazionale, inizialmente prevista entro la fine del 2015, possa subire uno slittamento.