Le emissioni del 2011 nell’UE sono diminuite del 3,3%

Le emissioni del 2011 nell’UE sono diminuite del 3,3%

Secondo l’AEA il dato è ancora migliore delle stime per effetto delle riduzioni del settore residenziale e quello commerciale per effetto dell’inverno mite, ma è aumentata l’intensità di carbonio da combustione di fossili per il maggior ricorso al carbone.

Le emissioni del 2011 nell’UE sono diminuite del 3,3%

Nell’UE sono diminuite le emissioni Secondo i dati ufficiali dell’Inventario dei Gas Serra, pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente oggi, comunicati anche dalla Commissione UE alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCC), le emissioni nell’Unione Europea sono risultate a più basse di quanto fossero state precedentemente stimate, con una riduzione del 3,3% (con il PIL +1,6%) rispetto al 2010, pari al 18,4% per quanto attiene all’anno base 1990, come previsto dal Protocollo di Kyoto.

La riduzione delle emissioni di gas serra nel 2011 è una buona notizia, tuttavia, è stata determinata in gran parte da un inverno più caldo del consueto - ha dichiarato Jacqueline McGlade, Direttrice esecutiva dell’Agenzia - Comunque, l’UE sta facendo chiari progressi verso i suoi obiettivi di emissione”.

Se la traiettoria è in linea con quanto previsto dal “Pacchetto Clima - Energia”, la Direttrice ha tenuto a precisare che “C’è stato un aumento del consumo di carburanti a più alta intensità di carbonio come il carbone, mentre la produzione di energia idroelettrica e il consumo di gas sono diminuiti. Se l’Europa intende realizzare la transizione verso una società a basse emissioni di carbonio, avrà bisogno di significativi investimenti in tecnologie e innovazione”.

Come accennato, l’Agenzia imputa una riduzione delle emissioni maggiore di quanto avesse stimato e pubblicato lo scorso anno per effetto della contrazione della domanda di riscaldamento (i tagli maggiori sono intervenuti nel settore residenziale e in quello commerciale), fenomeno che si è evidenziato solo quando i dati energetici completi e finali sono stati disponibili. 

Questi sono gli altri dati significativi messi in luce dall’inventario.

- Quasi i due terzi della riduzione delle emissioni nel 2011 è stato conseguito da Regno Unito, Francia e Germania, mentre i maggiori incrementi nel volume assoluto delle emissioni sono stati raggiunti in Romania, Bulgaria e Spagna.

- Il consumo dei combustibili fossili è diminuito del 5% nell’UE. Tuttavia, l’intensità media di carbonio dei combustibili fossili utilizzati è aumentata per effetto del maggior consumo di combustibili solidi, quali carbone e lignite, in aumento di quasi il 2% tra il 2010 e il 2011, mentre il consumo di combustibile liquido è diminuito del 4%, il consumo di gas naturale è sceso di quasi l’11% e, viceversa, il consumo di combustibili da biomassa è aumentato di meno dell’1% nell’UE-27.

- Il consumo di energia da fonti rinnovabili è risultato in forte riduzione (il 2° più grande declino degli ultimi 21 anni in termini percentuali, dovuto principalmente alla produzione di energia idroelettrica, notevolmente in calo, anche se l’eolico e il solare hanno segnato un forte aumento nel 2011.

- Il contributo dell’energia elettrica da nucleare è sceso ulteriormente nel 2011, dopo la chiusura delle centrali in Germania .

- Le emissioni dei trasporti su strada hanno continuato a diminuire nel 2011 per il 4° anno consecutivo, mentre quelle prodotte dai trasporti aerei e marittimi internazionali sono aumentate.

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L’andamento delle emissioni di gas ad effetto serra dell’UE rispetto al 1990, anno base del Protocollo di Kyoto (fonte: AEA)

Questo trend di riduzione sembra confermato anche per il 2012.
Sempre oggi, infatti, l’Eurostat ha pubblicato le prime stime relative alle emissioni di CO2 prodotte dai consumi energetici che indicherebbero una riduzione nel 2012 del 2,1% rispetto al 2011, con una contrazione generalizzata in tutti gli Stati membri ad eccezione di Malta (+6,3%), Gran Bretagna (+3,9%), Litania (+1,7%) e Germania (+0,9%). Per l’Italia la riduzione si attesterebbe attorno al 5,1%.


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