Le “emergenze planetarie” dei Seminari di Erice

Le “emergenze planetarie” dei Seminari di Erice

Il Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, Prof. Zichichi torna a ribadire che l’effetto serra non c’entra con il riscaldamento globale, assolvendo di fatto i politici che non assumono i provvedimenti necessari per contrastarlo, ma la lectio magistralis del Presidente del Senato Grasso li inchioda, viceversa, alle proprie responsabilità morali.

Le “emergenze planetarie” dei Seminari di Erice

Sono 71 le emergenze del pianeta catalogate da diecimila scienziati di 115 che hanno elaborato 100 progetti in 50 Paesi del mondoper dimostrareche se c’è la volontà possono essere risolte - ha affermato il prof. Antonino Zichichi, Presidente del Centro “Ettore Majorana” di Erice (Trapani) che ospita i Seminari Internazionali sulle Emergenze Planetarie che si concludono oggi, 23 agosto 2013.

La principale sofferenza del mondo è la scarsità d’acqua - ha evidenziato Zichichi - Nonostante l’acqua ricopra il 70,8% della Terra, c’è chi muore di siccità”. A seguire, il Presidente del Centro ha citato l’inquinamento del suolo, la cattiva e diseguale distribuzione del cibo, l’energia limitata, l’inquinamento, i limiti dello sviluppo “ostacolato in mille modi“, ha sottolineato lo scienziato, enumerando tra le altre emergenze “il clima, il monitoraggio del pianeta, le minacce belliche, la tecnologia che deve raggiungere il Terzo mondo, la sostituzione degli organi, l’AIDS e l’inquinamento culturale che spinge i Governi del mondo a stanziare miliardi di dollari su emergenze inesistenti quali l’effetto serra e il buco nell’ozono che oggi terrorizzano i Paesi per effetto di una cultura dominante non scientifica”.

Il fisico siciliano, come noto, appartiene a quel gruppo (sempre più esiguo) di scienziati denominati “clima-scettici” ovvero che non credono al global warming o, comunque, ritengono che non siano le attività umane a determinare le variazioni di temperatura del pianeta. Come Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati (WFS) che ha una sezione dedicata alla climatologia di cui è Chairman il Professore di Matematica applicata Christopher  Essex, Zichichi ha sottoscritto, assieme ad altri 15 scienziati, l’articolo pubblicato il 27 gennaio 2012 sul Wall Street JournalNo Need to Panic About Global Warming” (Non occorre farsi prendere dal panico sul riscaldamento globale), in cui “i mercanti del dubbio”, come definisce i negazionisti dei cambiamenti climatici il Consigliere scientifico del Presidente USA Barack Obama e Direttore dell’Ufficio Politiche Scientifiche e Tecnologiche della Casa Bianca John P. Holdren, diffondevano disinformazione sul tema per contrastare le politiche di riduzione delle emissioni di gas serra. Tant’è che sullo stesso giornale il 1° febbraio 2012 compariva una secca replica a firma di Kevin Trenberth, Senior Scientist presso il National Center for Atmospheric Research (NCAR) dell’Università del Colorado ed insignito l’anno scorso del Surface Water Price per il suo contributo sugli effetti dei cambiamenti climatici nel ciclo idrologico, e di altri 37 scienziati del clima, dal titolo significativo “Check With Climate Scientists for Views on Climate” (Rivolgetevi agli scienziati del clima per aver le relative informazioni). 

L’articolo, il cui incipit era “Vi rivolgereste al vostro dentista per conoscere quali sono le condizioni del vostro cuore? [continuava poi]. Nella scienza, come in qualsiasi altro settore, la reputazione di uno studioso è basata sulla conoscenza e sulla sua esperienza in un determinato campo ed anche sulle pubblicazioni del tipo peer-review prodotte [ndr: sono le revisioni effettuate da specialisti del settore per verificare la validità scientifica dei contenuti di articoli o rapporti, prima che siano pubblicati]. Se avete bisogno di un intervento chirurgico vorreste sicuramente che a farlo fosse un chirurgo con grande esperienza e che abbia eseguito una gran quantità di operazioni del tipo in questione. [concludendo] L’Accademia Nazionale delle Scienze (istituita dal Presidente Abraham Lincoln per fornire consulenza su temi scientifici), così come le principali Accademie delle Scienze mondiali e i più autorevoli organismi di scienziati attivi nel campo della ricerca climatica hanno dichiarato che la scienza è ben sicura: il mondo si sta riscaldando e gli uomini sono i responsabili principali. Gli effetti sono già visibili e andranno sempre più aumentando. Per ridurne gli impatti occorrerà ridurre in modo significativo le emissioni dei gas serra che intrappolano il calore.
La ricerca evidenzia che oltre il 97% degli scienziati attivi e che pubblicano articoli sulla questione sono d’accordo che il cambiamento climatico è reale e che è prodotto dall’Uomo. Sarebbe un atto del tutto sconsiderato per qualsiasi leader politico disattendere il peso delle evidenze presenti e ignorare gli enormi rischi che i cambiamenti climatici ci pongono all’attenzione. Oltre a ciò è del tutto evidente che, investendo in misure che portino ad una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, l’umanità non solo ridurrà di molto i rischi dei cambiamenti climatici, ma potrebbe innescare dei decenni di crescita economica. Proprio ciò che ci ha ordinato il medico”. 

Certo, la scienza dei cambiamenti climatici, come quella di altri campi, ha margini di incertezza tali che non tutti gli scienziati si trovino unanimemente d’accordo, ma come ha scritto il filosofo e matematico Bertrand Russell, “Anche quando tutti gli esperti concordano, può darsi benissimo che si sbaglino… Tuttavia, l’opinione degli esperti quand’è pressoché unanime deve essere accolta come giusta, con maggior probabilità rispetto all’opinione contraria” (Introduzione a “Sceptical Essays” - 1928).

Non sappiamo se ci siano state correlazioni tra le posizioni “scientifiche” del Prof. Zichichi diffuse allora sulle pagine di un noto quotidiano italiano, sta di fatto che il Senato della Repubblica Italiana della passata legislatura approvava, a maggioranza, nel 2009 e 2010 mozioni con cui, nella prima, si sconfessava di fatto i risultati cui era giunto il Panel di scienziati delle Nazioni Unite, che nel suo ultimo Rapporto sui Cambiamenti Climatici (AR4) aveva affermato che al 90% delle probabilità il global warming era causato dall’uomo; mentre, con la mozione del 2010, si negava la necessità di una forte azione per contrastarlo, chiedendo “di dichiarare decaduto, in quanto non più utile, l’Accordo 20-20-20 e chiederne la sostituzione con un nuovo accordo che meglio risponda al dato scientifico…”.

Queste sono state le considerazioni del Senato della Repubblica dove siedono anche in questa legislatura molti dei proponenti e votanti di quelle mozioni. Si rivolgeva, indirettamente, anche a loro il Presidente dell’attuale Senato nella lectio magistralis “La grande alleanza tra scienza e politica, con cui ha aperto il 20 agosto il Seminario di Erice?

Quante volte e in quanti modi, per interessi di parte, noi politici contribuiamo a confondere invece che a chiarire? - ha affermato Pietro Grasso, rivolgendosi agli scienziati convenuti - A prendere la parte più comoda invece che quella più giusta? A dar voce alle paure, elettoralmente più convenienti, che alle speranze? Ancora più banalmente: quante volte ciascuno di voi ha trovato dall'altra parte della scrivania politici incapaci di guardare oltre il limite della prossima campagna elettorale. I problemi che la comunità scientifica pone alla politica, nell’interesse collettivo, hanno bisogno di persone in grado di saper guardare alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni !!! Il risultato di questa mancanza è, purtroppo, sotto gli occhi di tutti”.

Resta il fatto che affermazioni simili erano state fatte esattamente un anno fa dall’allora Presidente del Consiglio Mario Monti che a Mosca, in visita di Stato, rispondendo ad una domanda dell’Agenzia russa ITAR-TASS aveva citato “una famosa frase di Alcide De Gasperi” (così scrivevano le Agenzie di stampa): “Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”. Frase che sarà stata citata da De Gasperi, ma che non rende giustizia al suo autore.

A politician thinks of the next election; a stateman of next generation. A political looks for the success of this party; a stateman for that of the country. The stateman wished to steer, while the politician was satisfied to drift”.

“Un politico pensa alla prossima elezione; uno statista alla prossima generazione. Un politico guarda al successo del suo partito; uno statista a quello del suo Paese. Lo statista desidera stare alla guida, mentre il politico è contento di lasciarsi trasportare.”

(Cincinnati Daily Gazette, del 3 febbraio 1870, pag. 1, autore James Freeman Clarke, teologo e saggista, vicino al movimento trascendentalista americano del cui massimo esponente, Ralph Waldo Emerson, era cugino).

Eh già, ma siamo ancora qua, per mutuare le parole della bella canzone di Vasco Rossi!


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