Le auto consumano ed emettono più di quanto reclamizzato

Le auto consumano ed emettono più di quanto reclamizzato

I dati ufficiali forniti dagli Stati sulla base delle immatricolazioni delle auto segnalano un continuo trend di crescita in efficienza, ma lo Studio di una ONG rivela che c’è una discrepanza del 25% in più tra quanto dichiarato e quel che si verifica su strada.

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Le emissioni del settore trasporti costituiscono oltre un quinto delle emissioni energetiche di gas ad effetto serra, e di queste oltre la metà sono attribuibili alle auto. Ne consegue che gli obiettivi di riduzione sottoscritti o volontariamente assunti dall’Unione europea coinvolgono direttamente le prestazioni dei singoli modelli di autovettura in termini di consumi e di emissioni.

In base al Regolamento (CE) N. 443/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio, al 2015 le emissioni medie di tutte le autovetture nuove commercializzate nell’UE dovranno essere pari a 130 g CO2/km, mentre al 2020 si dovrà arrivare a 95 g CO2/km.

Qualora l’obiettivo annuale non venga raggiunto, i costruttori saranno sanzionati con una multa unitaria che, a partire dal 2019, sarà pari a 95 euro per grammo di CO2 di superamento, moltiplicata per il numero di auto vendute.

Ora, il Rapporto di monitoraggio delle emissioni di CO2 dalle autovetture nuove prodotte nell’UE nel 2012, pubblicato il 30 aprile 2013 dall’Agenzia Europea per l’Ambiente che deve raccogliere i dati sulle immatricolazioni delle autovetture fornite dagli Stati membri, come prevede il Regolamento, al fine di valutare il progresso verso l’obiettivo del 2015, indica che nel 2012 sarebbe continuata la tendenza ad una maggior efficienza delle auto vendute nell’UE (+9% rispetto alla media dei 3 anni precedenti) con una media di 132,2 CO2/km.

Ma la Ricerca “From Laboratory to Road”, condotta da International Council on Clean Transportation (ICCT) e diffusa il 27 maggio 2013, ha constatato che le emissioni di carbonio effettive dalle auto nuove in base al consumo di carburante sono circa il 25% in più in media rispetto a quello dichiarato dalle case automobilistiche, con un differenziale che è in crescita, dal momento che 10 anni fa era soltanto del 10%.

La discrepanza maggiore, secondo quanto emerge dalla Ricerca, si riscontrerebbe nelle auto della flotta delle case automobilistiche della Germania (dal 30 % di modelli BMW, al 28% di quelli Volkswagen e Audi al 26% di Mercedes), mentre quella più bassa sarebbe stata rilevata nei modelli Toyota (15%) e in quelli delle case automobilistiche francesi (16%).

Inoltre, secondo gli autori del Rapporto, tale differenza sui consumi si traduce in un supplemento annuo di costi di esercizio di 300 euro di media all’anno per l’acquisto di carburante, rispetto a quanto un acquirente avrebbe speso in base alle etichette di vendita delle auto.

Quando si investe in qualcosa di costoso come una macchina, i consumatori devono avere la certezza sui costi di gestione attesi - ha dichiarato Jacob Bangsgaard, Direttore generale della Fédération Internazionale de l’Automobile (FIA) - Lo studio ICCT mostra che l’attuale procedimento di omologazione non soddisfa questo obiettivo. Il divario tra i dati pubblicati e i reali costi di gestione a livello globale continua a peggiorare. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero seguire l’esempio del Parlamento europeo e sostenere l’introduzione di un ciclo di prova più realistico a vantaggio dei consumatori e della trasparenza dei prezzi al 2017".

Approfondimenti sul numero di maggio-giugno di Regioni&Ambiente 


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