L’appello di Comuni Virtuosi all’industria utilizzatrice del packaging e  alla grande distribuzione organizzata.

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Tra le 5.3000 azioni validate che l’Italia ha messo in campo quest’anno per la Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre), merita segnalazione “Meno rifiuti - Più Benessere” l’iniziativa intrapresa dall’Associazione Comuni Virtuosi, in collaborazione con Italia Nostra e Adiconsum.

Alla base dell’iniziativa c’è un documento condiviso che è stato sottoscritto da circa 300 enti locali, per sollecitare il mondo della produzione e della distribuzione ad intraprendere 10 azioni, attuabili nel breve e medio termine, di alleggerimento dell’impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta, da promuovere con un’appropriata comunicazione.

Il contesto italiano attuale, infatti, richiede soluzioni e risposte immediate che arrechino benefici a breve termine, dal momento che il nostro Paese si colloca agli ultimi posti nell’UE-27 per la gestione dei rifiuti.
In Italia ancora mancano quelle politiche caratterizzate da una combinazione adeguata di strumenti giuridici, amministrativi ed economici che, da tempo, nella maggior parte degli altri Paesi europei hanno reso la prevenzione, il riuso e il riciclo economicamente più vantaggiosi rispetto allo smaltimento in discarica o negli inceneritori.

Pertanto, quand’anche gli enti locali arrivassero a realizzare la migliore delle raccolte differenziate possibile, essendo il riciclaggio un processo industriale, il ruolo che possono giocare le aziende nell’immettere imballaggi che possano essere facilmente differenziati e riprocessati industrialmente è imprescindibile. Lo stesso vale per le azioni di prevenzione dei rifiuti poiché, quando il prodotto o il packaging arriva a scaffale, i giochi sono ormai fatti. La fase di progettazione determina in larga misura il carico ambientale che il prodotto avrà durante tutte le fasi del ciclo di vita. La scelta di un materiale piuttosto che un altro inciderà su tutte le fasi a monte del processo, dall’estrazione delle materie prime, alla produzione di energia utilizzata per estrarle e lavorarle, ai trasporti, ecc. Questa scelta sarà allo stesso tempo determinante quando il prodotto dovrà essere smaltito. Il progettista e, più in generale, l’azienda che studia un nuovo prodotto non può esimersi dal considerare come questo prodotto potrà essere recuperato, riciclato o riutilizzato una volta che terminerà la sua funzione primaria.

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Ecco in sintesi le 10 azioni dell’appello:

1) Sostituire tutti gli imballaggi non riciclabili, che impediscono un riciclo efficiente o che compromettono  la qualità del riciclo con imballaggi riciclabili. 


2) Ridurre il peso degli imballaggi con l'eliminazione dei doppi imballaggi e componenti accessori all'imballaggio superflui e la messa in commercio di prodotti iperconcentrati o allo stato solido.

3) Sostituire o eliminare negli imballaggi quelle componenti che ne impediscono o complicano il riciclaggio come le etichette  sleeves  e  l’uso di additivi, coloranti e composti esterni.


4) Ottimizzare l'impiego dei materiali e del design dei contenitori ai fini di un riciclo efficiente.


5) Promuovere l’uso di contenitori a rendere (anche in plastica infrangibile).

6) Utilizzare ove possibile materiale riciclato per realizzare il packaging al posto di materia vergine.

7) Adottare un sistema di marcatura/etichettatura degli imballaggi che possa comunicare in modo chiaro e trasparente al consumatore il grado di riciclabilità dell’imballaggio stesso.

8) Nei punti vendita della GDO: favorire la nascita di circuiti specifici a “filiera breve” raccolta-riciclo-riprodotto, anche con sistemi a cauzione, come avviene ad esempio in molte catene GDO centro europee.

9) Nei punti vendita della GDO:  eliminare l'imballaggio eccessivo e ridurre il consumo di sacchetti monouso per l'ortofrutta.

10) Nei punti vendita della GDO: favorire un cambio di abitudini che spinga i cittadini consumatori al riutilizzo di contenitori portati da casa  e all'adozione di prodotti con parti intercambiabili adatti all'uso multiplo in quanto unica strategia possibile ed efficace per ridurre il consumo usa e getta.

Per consultare la lista completa degli Enti Locali, Associazioni Nazionali e Locali, Movimenti Civici aderenti.


La raccolta delle sottoscrizioni da parte di Enti Locali e Associazioni continua (tramite l'invio di una mail a:adesioni@comunivirtuosi.org ), così come la raccolta firme alla petizione per un possibile proseguimento dell'azione anche il prossimo anno.