Risparmiare energia si può, analizzando, dimostrando, promuovendo e fornendo alle imprese strumenti di supporto e conoscenze adeguate.

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È una priorità dell’agenda europea ed è un tema che vede l’Italia in prima linea con una serie di atti legislativi e di meccanismi di incentivazione per stimolare, attraverso il mercato, interventi che conducano a risparmi energetici significativi. Il settore agroalimentare non sfugge alla necessità di contribuire agli obiettivi complessivi nazionali e, pur se annoverato tra le industrie a bassa intensità energetica, ha un potenziale molto interessante in termini di risparmio di energia così come di introduzione ed integrazione alle tecnologie rinnovabili.
Ne parliamo con il dott. Nicola Colonna, ricercatore dell’ENEA che ha guidato il progetto europeo denominato: SINERGIA.

Dott. Colonna, da quali motivazioni e per quale scopo è nato il Progetto SINERGIA?
Il progetto nasce in risposta ad un bando europeo sul trasferimento dell’innovazione alle PMI dell’area mediterranea per aumentarne la competitività promosso dal programma MED. Conoscendo il settore, insieme a partner europei, abbiamo deciso di partecipare e proporci di promuovere e diffondere le opportunità del risparmio energetico e dell’integrazione delle fonti di energia rinnovabile nell’agroalimentare; un settore caratterizzato dalla presenza di migliaia di piccole e micro aziende impossibilitate a disporre delle competenze tecniche interne per poter valutare e gestire la propria domanda  energetica e cogliere le opportunità delle innovazioni tecnologiche recenti che permettono di risparmiare quote significative di energia. Quindi ci siamo proposti tra Enti di ricerca in campo energetico, associazioni delle industrie del settore e centri di trasferimento tecnologico di analizzare, dimostrare, e promuovere le opzioni di innovazione nel settore attraverso un insieme di attività tese, in ultima analisi, a creare una maggior consapevolezza ed attenzione al tema ed a fornire alle imprese alcuni strumenti di supporto.

Quali sono le opportunità di innovazione per le imprese agroalimentari?
Prima di decidere se e come investire per introdurre una nuova tecnologia od aggiornarne una già presente in azienda è importante conoscere e valutare attentamente i propri consumi energetici. La prima e più grande opportunità è quindi quella di introdurre sistemi di monitoraggio il cui costo è oggi estremamente ridotto rispetto ai benefici e che consentono, in modo semplice, di conoscere non solo il quanto ma il come consumiamo ed il dove. Tenere sotto controllo e valutare i propri consumi è una priorità per poter poi decidere dove e come intervenire. Le opzioni tecnologiche oggi disponibili sono molteplici, nuove macchine più efficienti, sistemi di isolamento o tecnologie rinnovabili per sostituire in tutto o in parte il consumo di combustibili fossili, la scelta è ampia e diversissimi sono i livelli di investimento necessari. In questi ultimi anni poi l’integrazione con le tecnologie digitali ha permesso una gestione molto più flessibile e precisa dei macchinari ed impianti consentendo quindi di adattare e modulare meglio l’energia ed il suo consumo.

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Quali sono le ricadute del progetto per le imprese italiane e come state diffondendo i risultati?

Abbiamo avuto modo di lavorare in 7 imprese italiane raccogliendo dati di prima mano sui consumi energetici e le loro installazioni, questa esperienza ha mostrato quanto sia importante diffondere la cultura dell’energia in imprese dedite principalmente a curare le materie prime, la qualità e la sicurezza, in tutte abbiamo trovato margini di miglioramento talvolta anche con interventi semplicissimi come quelli sul sistema di illuminazione. I risultati e l’esperienza acquisita sono stati utilizzati per produrre un manuale per l’innovazione energetica nelle imprese e degli opuscoli allo scopo di diffondere gli strumenti del progetto che sono a disposizione, online, per le imprese. In particolare abbiamo prodotto un repertorio online (FET - Food Energy Techs) di diverse tecnologie mature ed affidabili che possono essere o sono già state integrate nel ciclo produttivo agroalimentare. Abbiamo inoltre organizzato in Italia ed in 6 Paesi europei: workshop e seminari anche insieme ad ESCO per promuovere il percorso del monitoraggio energetico nelle imprese che arriva al vero e proprio AUDIT, ad oggi obbligatorio solo per le grandi imprese.

Quale è il futuro del progetto e dei suoi strumenti?
Il progetto è terminato ma alcuni dei suoi prodotti sono disponibili sul suo sito e lo resteranno per alcuni anni come richiesto dalla comunità europea che ci ha finanziato attraverso il programma MED di cooperazione territoriale. Nel Lazio, che era la nostra area di elezione in Italia, ma parallelamente in Istria, in Andalusia, in Provenza, nell’Attica i materiali prodotti dal progetto sono in distribuzione o visione gratuita presso gli sportelli dell’innovazione locali. Nel Lazio presso le sedi provinciali del BIC, cioè gli incubatori di impresa. Quello che vorremmo, insieme ai partner, è dare continuità ed aggiornamento ai prodotti e poter proporre una seconda versione del progetto magari ampliata ad altri settori merceologici agroalimentari.