L’agricoltura italiana ha avuto una battuta d’arresto nel 2012, anche se l’export e il biologico hanno continuato a crescere

L’agricoltura italiana ha avuto una battuta d’arresto nel 2012, anche se l’export e il biologico hanno continuato a crescere

È giunto alla LXVI edizione, l’“Annuario dell'agricoltura italiana 2012” che fotografa il settore primario nazionale, diffuso recentemente online dall’INEA, Istituto il cui futuro rimane incerto dopo il d.d.l. del Governo che ne prevede la soppressione e l’assorbimento delle funzioni da parte del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA).

annuario agricoltura italiana 2012

L’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) ha diffuso l'Annuario dell'agricoltura italiana 2012, pubblicazione che fin dal 1947 tratta in modo sistematico i temi dell'integrazione dell'agricoltura italiana e del più generale sistema agro-alimentare nel contesto economico nazionale e internazionale, dell'intervento pubblico in agricoltura, dei fattori della produzione, delle strutture, dei complessi rapporti con l'ecosistema e delle singole produzioni agricole.

Dalla LVII edizione diffusa on line il 17 febbraio 2014 si rileva che il 2012 è stato un anno difficile per la nostra agricoltura che ha risentito dell'andamento recessivo che ha colpito il Paese, con il valore della produzione agricola poco al di sotto dei 50,5 miliardi di euro correnti (+1,8%), il brusco ridimensionamento, in termini reali, dell'attivita' produttiva (-1,9% dei consumi intermedi) e la netta riduzione del valore aggiunto agricolo (-4,4%).
Nonostante questo, l'agricoltura ha rivelato segnali positivi che lasciano sperare per il futuro, quali il rafforzamento delle attività di supporto e lo sviluppo del commercio con l'estero, che ha sostenuto le positive dinamiche registrate dall'industria agro-alimentare nazionale.  
 
Gli andamenti negativi sono stati mitigati dall'incremento dei prezzi dei prodotti del settore primario (+5,2%), mantenendo stabile al 2% il peso relativo dell'intera branca sul PIL nazionale.
Il 2012 ha visto un forte ridimensionamento degli investimenti aziendali (-9,6% degli investimenti fissi lordi) e cambiamenti nella struttura del credito.
Variazioni positive del valore aggiunto (+3,4% a prezzi correnti; +0,5% a valori concatenati) si sono registrate invece per l'industria alimentare, caratterizzata da una crescita del fatturato del +2,3%, dovuta in prevalenza alla performance del mercato estero (+5,6% dell'indice di fatturato di riferimento).
Comunque, bene le esportazioni del made in Italy, in particolare vini (soprattutto gli spumanti con +15,8% rispetto al 2011), prodotti dolciari (+15,2%), salumi e formaggi.
È rimasto invariato il numero degli occupati, pari a circa 850.000 persone, di cui il 29% rappresentato da donne, mentre si è confermato l’alto il livello di lavoro irregolare, quasi un quarto del totale, e l’incremento di lavoratori stranieri, caratterizzato dalla marcata stagionalità dei rapporti di lavoro, presenti essenzialmente nelle regioni meridionali e insulari.
Tra le attività di diversificazione la posizione più rilevante è occupata dall’agriturismo, che pesa circa l’1,7% sul valore dell’intera produzione agricola nazionale, nonostante le difficoltà dovute alla contrazione del turismo interno.
Sostanzialmente stabile rimane il numero di aziende agricole autorizzate, diversamente da quanto accaduto negli anni precedenti, con andamenti geografici diversificati: aumento al Nord (+2,9%) e al Centro (+2%); calo al Sud (-8,3%).
Da sottolineare la presenza di 2.363 fattorie didattiche accreditate e l’emergere di nuovi servizi dedicati all’infanzia (agri-nidi).

Nel 2012 si è ridotta la capacità di spesa dei consumatori, legata alla minore disponibilità di reddito e alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie (-4,8%), che ha determinato una generale contrazione dei consumi per alimenti e bevande non alcoliche (-0,4% in termini correnti e -2,9% in termini reali). Ne è derivata una minore attenzione alle caratteristiche qualitative dei beni alimentari acquistati e l’aumento della popolazione in condizioni di grave disagio nutrizionale (circa il 16% ).
Inoltre, si è avuto un perdurante incremento della domanda di prodotti e alimenti biologici.

Nel 2012, il consolidato del sostegno pubblico all’agricoltura è stato pari a poco più di 14 miliardi di euro, valore che corrisponde a oltre il 52% del valore aggiunto di agricoltura e silvicoltura e al 27,5% di quello della produzione. La dimensione complessiva del consolidato si presentava in netto calo rispetto all’anno precedente (-7,9%), in seguito alle politiche di austerità. Per oltre la metà è derivato dalle politiche agricole dell’UE (il 22% del totale è dato dal pagamento unico), mentre le politiche nazionali hanno coperto il 29% circa, tramite il sistema delle agevolazioni in agricoltura, e quelle regionali la restante parte.

Lo strumento della riduzione strutturale del debito pubblico adottato dal Governo, sotto la pressione delle decisioni assunte in sede europea, e in particolare le scelte attuate in Italia con l’assegnazione del “rango costituzionale” al principio del pareggio di bilancio e il coinvolgimento di tutta la pubblica amministrazione al vincolo di sostenibilità del debito, non hanno facilitato il compito delle amministrazioni regionali.
L’amministrazione regionale si è trovata dunque, da un lato, a fronteggiare i nuovi limiti di spesa e i maggiori vincoli di bilancio, dall’altro, a far fronte agli impegni assunti con la programmazione, principalmente quella collegata ai fondi europei, e alle richieste di rilancio dell’economia provenienti dal settore agricolo, in particolare dalle organizzazioni professionali e dai diversi gruppi di pressione operanti localmente, a ragione del ruolo acquisito come soggetto coordinatore delle politiche attuate sul territorio.

La presenza e la dominanza di una programmazione comunitaria, in fase di piena attuazione, hanno comunque permesso al settore agricolo di beneficiare di risorse che si sono mostrate ancora una volta capaci di incidere in maniera anticiclica sugli andamenti generali.
A livello internazionale, un riconoscimento dell’importante ruolo svolto dal sistema cooperativo è giunto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha proclamato il 2012 come “Anno internazionale delle cooperative”, al fine di mettere in risalto il contributo che queste danno allo sviluppo socio-economico, riconoscendo il loro impatto sulla riduzione della povertà, sull’occupazione e sull’integrazione sociale.
Al riguardo si ricorda che ulteriore contribuoal riconoscimento dell’agricoltura ai fini della sicurezza alimentare deriverà quest’anno dalla proclamazione, sempre ad opera dell’ONU, del “2014 Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare”.

Così, proprio in concomitanza di anni particolarmente complessi, appare evidente come l’Annuario dell’agricoltura italiana, grazie a un costante processo di rinnovamento, ancora oggi simboleggi a pieno il ruolo strategico dell’INEA, quale luogo di scambio di idee e di supporto all’elaborazione di interventi a sostegno del settore primario nella sua più ampia accezione. Infatti, accanto alla funzione di informazione e documentazione, l’Annuario ne svolge un’altra, altrettanto importante, di ricerca e di approfondimento di temi specifici, alcuni dei quali a carattere profondamente innovativo, che caratterizzano la capacità scientifica dell’istituto in coerenza con la sua natura di ente pubblico di ricerca”, si legge nella presentazione al volume da parte del “Presidente dell’INEA”.
Non si capisce se tali affermazioni debbano attribuirsi a Tiziano Zigiotto, nominato nel ruolo nel 2011 dall’allora Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, nell’ultimo giorno che ricopriva la carica, o siano dell’attuale Commissario straordinario Prof. Giovanni Cannata, ex Rettore dell’Università, nominato il 3 gennaio 2014 dall’allora Ministro Nunzia De Girolamo, ovvero, come è più probabile, di nessuno dei due.
Peraltro, il 31 gennaio 2014, su proposta del Ministro delle Politiche ad interim Enrico Letta, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge con nuove disposizioni per il sostegno al Made in Italy, la semplificazione, la competitività e la riorganizzazione del settore, collegato alla legge di stabilità 2014, in cui si prevede la soppressione dell’INEA le cui funzioni saranno assorbite dal Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA).
 
Il volume, riferito agli avvenimenti del 2012 e articolato in cinque parti (Sistema agro-alimentare; Fattori della produzione agricola; Intervento pubblico in agricoltura; Multifunzionalità, Ambiente e Territorio; Produzioni), è completato, come consuetudine, da un’ampia appendice statistica dettagliata a livello regionale. L’annuario, in versione integrale, è consultabile sul sito dell’INEA dove sono inoltre disponibili tutte le tabelle a corredo della corrente edizione, oltre alla banca dati contenente le serie storiche dei principali dati impiegati, a partire dal 2000.

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