Oltre 1.300 chioschi d’acqua in tutta Italia: in soli 5 anni il numero delle Casette dell’Acqua o Acqua del Sindaco sparse nel nostro Paese è aumentato vertiginosamente. Dalle 213 del maggio 2010 alle oltre 1.300 di oggi, a cui si aggiungono le 22 che dissetano i visitatori di EXPO.

chioschi acqua


Ci ha appena lasciati “Flegetonte” ed ecco arrivare il nuovo anticiclone di origine africana denominato “Caronte”, ancor più potente, che porterà tanto sole e farà salire le temperature fino ai 38° in molte città italiane.

Ma un modo semplice, attento all’ambiente e quasi “gratis” c’è per fronteggiare l’afa in arrivo: l’Acqua del Sindaco o meglio l’iniziativa che ha spopolato in gran parte delle cittadine italiane e che prevede l’installazione di chioschi con distributori d’acqua (microfiltrata refrigerata e gasata), gratis o a pochissimi centesimi, nelle strade e nelle piazze principali.

Sono già molti gli italiani che ne hanno approfittato, tanto che si parla di un vero e proprio boom se pensiamo che in soli 5 anni il numero delle Casette dell’Acqua è più che sestuplicato: erano 213 nel maggio 2010, oggi se ne contano oltre 1.300 a cui si aggiungono le 22 che dissetano i visitatori di EXPO (si parla di quasi un totale di 900 mila litri di acqua consumata a fine manifestazione).

Secondo una ricerca CRA (Customized Research & Analysis) commissionata da Aqua Italia, l’associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, i chioschi d’acqua piacciono molto, sia quando sono gratis sia quando occorre pagare. Il costo, infatti, è davvero irrisorio: in media 5 centesimi al litro per l’acqua refrigerata e/o gasata, contro i 25 centesimi al litro (in media) di quella in bottiglia. Così, la propensione ad usare le casette è in crescita: le ama il 42,5% degli italiani (percentuale di coloro che dichiara di usare o voler utilizzare il servizio) e si sale a quasi il 50% nella fascia 18-24 anni, a dimostrazione che i distributori del Sindaco sono ancora più apprezzati dai giovani, forse anche per la più elevata sensibilità al rispetto dell’ambiente.

Scendendo ancora più nel dettaglio dello studio CRA, se valutiamo il prelievo annuo di 300.000 litri da un chiosco appare subito chiaro il consistente risparmio che si ottiene non solo in fatto di costi, ma anche e soprattutto di rispetto e tutela dell’ambiente: 200.000 bottiglie PET da 1,5 litri in meno; 60.000 kg di PET in meno (30 grammi a bottiglia); 1.380 kg di CO² risparmiati per la produzione di PET; 7.800 kg di CO² in meno per il trasporto (stimando una media di 350 km).

Per quel che riguarda la diffusione di questo sistema “salva-tasche e anti-inquinamento” nella nostra Penisola scopriamo che in Lombardia circa il 52% degli intervistati dichiara di vivere in un Comune dov’è presente un Chiosco dell’Acqua e il 40,7% usa o userebbe il servizio se il Comune lo mettesse a disposizione. Al contrario, la situazione peggiora nelle regioni dell’Italia meridionale come Sicilia, Calabria e Basilicata, dove solo il 6,7% degli intervistati dice di vivere in un Comune dove c’è un chiosco, ma ben il 44,8% ne farebbe uso, qualora il Comune di residenza lo installasse. La ricerca CRA evidenzia anche che l’utilizzo o il desiderio di utilizzo delle installazioni è maggiore tra gli abitanti di piccoli Comuni (53,1%); mentre la percentuale scende in modo inversamente proporzionale alla dimensione, fino al 35,4%, tra i cittadini di Comuni sopra i 100.000 abitanti.

Aqua Italia, oltre alla ricerca CRA, ha promosso e stilato anche un Manuale di Corretta Prassi Igienica per la distribuzione di acqua affinata, refrigerata e/o gasata da unità distributive (validato dal Ministero della Salute nel luglio 2014) con lo scopo di dare agli addetti ai lavori uno strumento informativo, finalizzato a fornire indicazioni e criteri generali per svolgere al meglio il proprio operato nell’ambito dei Chioschi dell’Acqua pubblici.