Pubblicato contemporaneamente in 17 Paesi europei, il Rapporto di Friends of the Earth Europe, con la collaborazione per l’Italia di Fairwatch, analizza gli impatti sul settore agroalimentare europeo se venisse concluso il Trattato per liberalizzare gli scambi tra UE e USA.
In programma il 7 maggio 2016, a Roma la Manifestazione nazionale “Per fermare il TTIP”.

accordo ttip minaccia per agricoltura europea

Il controverso Accordo commerciale Transatlantic Trade and Investment Partnership - TTIP,  in fase di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti potrebbe portare al disastro l’agricoltura europea”.

È la conclusione del Rapporto  “Contadini europei in svendita. I rischi del Ttip per l’agricoltura europea”, redatto da Friends of the Earth Europe e pubblicato contemporaneamente in 17 Paesi europei il 28 aprile 2016 (in Italia con la collaborazione con l’Associazione Fairwatch, ONG attiva su commercio internazionale, commercio equo e cambiamenti climatici.

Analizzando tutti gli studi più recenti sull’impatto economico del Trattato nel settore agroalimentare europeo, il Rapporto sottolinea che ad avvantaggiarsene sarebbe solo l'agricoltura a stelle e strisce, le cui grandi imprese ne ricaverebbero fino a 4 miliardi di euro all’anno, mentre pochi i benefici e per pochissimi grandi produttori europei, per lo più del settore industriale.

Inoltre, il contributo dell’agricoltura al PIL europeo potrebbe diminuire dello 0,8%, con conseguente perdita di posti di lavoro, mentre quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%.
Ci sarebbe una vera e propria ristrutturazione del mercato, che avrebbe effetti anche sulla gestione del territorio e sulle caratteristiche del tessuto produttivo agricolo europeo e italiano.
Si prevede che il TTIP porterà molti agricoltori in tutta l’UE a confrontarsi con una maggiore concorrenza e prezzi più bassi da parte dei competitor USA - ha affermato la coordinatrice del Rapporto per l’Italia, Monica Di Sisto di Fairwatch e tra i portavoce della Campagna Stop TTIP in Italia - minacciando le aziende agricole di tutta Europa, oltre ad avere un impatto negativo sulle aree rurali e sugli interessi dei consumatori”.

Nel Rapporto ci sono anche alcune previsioni che attengono ai singoli comparti del settore agroalimentare. In particolare:
- DOP. Il danno commerciale previsto con il TTIP potrà essere compensato dalla difesa delle nostre DOP? Sembrerebbe proprio di no. Al di là della chiara opposizione statunitense a ogni tipo di risultato ambizioso in questo settore, la lista proposta di prodotti DOP e DOC da tutelare (poco più di 200 su quasi 1.500 protette dall’Unione europea, di cui 41 italiane su 269 riconosciute dal nostro Ministero delle politiche Agricole e Forestali e attive) non solo è insufficiente, ma prevede che la maggior parte dei prodotti “italian sounding”, per la cui contraffazione gli USA sono “leader”, come ha osservato Coldiretti presentando il recente Dossier sulle contraffazioni del Made in Italy, già presenti sul mercato USA non possano venire ritirati e che anzi, per il principio della reciprocità commerciale, circolino tranquillamente in Europa come mai è potuto succedere fino ad oggi.
- Carni. Tutti gli studi analizzati prevedono che, se le tariffe dell’UE saranno eliminate come previsto, ci saranno aumenti significativi delle importazioni di carne bovina statunitense verso l’Europa, che varranno fino a 3,20 miliardi di dollari. Gli allevamenti di manzo europei che producono carne di alta qualità, sono considerati particolarmente a rischio.
- Latte e latticini. In questo settore, si prevede che le esportazioni USA aumentino fino a 5,4 miliardi di dollari in più, mentre quelle europee al massimo di 3,7 miliardi di dollari. Per tutti i produttori di latte europei si verificherà una ulteriore caduta dei prezzi interni.
- Pollame. Al momento c’è molto poco commercio di prodotti avicoli o uova tra USA e UE, ma i gruppi di pressione statunitensi vogliono usare il TTIP per aprire il mercato UE abbattendone gli standard di sicurezza alimentare.
- Suini. La produzione di carne di maiale europea è il doppio di quella degli Stati Uniti, e ha regole più severe sul benessere degli animali. Il vero nodo è la ractopamina: tra il 60% e l’80% dei suini negli USA è trattato con questo ormone vietato da noi perché danneggia il sistema endocrino umano. Gruppi di pressione degli Stati Uniti stanno premendo per l’eliminazione di questo, oltre che per la completa eliminazione delle tariffe.

La nostra preoccupazione concreta è che l’agricoltura europea, nelle dinamiche negoziali, venga sacrificata per chiudere l’accordo TTIP a tutti i costi - ha sottolineato Mute Schimpf, Responsabile delle ricerche sull’agrifood di Friends of the Earth Europe - Il rapporto rivela anche che le lobby agroindustriali, sia negli Stati Uniti sia in Europa, stanno spingendo per un maggiore accesso ai rispettivi mercati agricoli. Anche se si mantenessero gli standard di sicurezza alimentari e di benessere degli animali in vigore nell’UE, l’aumento delle importazioni dagli Stati Uniti inonderà i mercati europei, garantendo enormi opportunità di esportazione e di profitti per le aziende alimentari e gli allevamenti USA a scapito di quelli europei, facendo diventare per questi ultimi assolutamente antieconomico il rispetto delle regole in vigore”.

Il 7 Maggio 2016 a Roma si svolgerà la Manifestazione nazionale “Per fermare il TTIP. Per tutelare i diritti e i beni comuni. Per costruire un altro modello sociale ed economico, per difendere la democrazia” a cui parteciperanno associazioni di produttori, dei lavoratoti dei settori potenzialmente colpiti e di consumatori, e al “Free TTIP Market” allestito sarà possibile assaggiare e acquistare il buon cibo tipico del nostro Paese, e parlare con i produttori dei rischi del TTIP.