I rifiuti non sono semplici merci.

rifiuti

Sulla base della disciplina dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e loro smaltimento prevista dalla Convenzione di Basilea (22 marzo1989), l'UE ha posto in essere un sistema relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all’interno delle proprie frontiere insieme ai Paesi dell’EFTA, dell’OCSE e ad altri Paesi terzi parti della Convenzione. 

Il Regolamento (CE) n. 1013/2006 relativo alle spedizioni di rifiuti, che recepisce la Convenzione all’interno del diritto dell’UE, prevede che, con cadenza triennale e sulla base delle relazioni fornite dagli Stati membri, la Commissione UE rediga una relazione che concerne le limitazioni imposte alle spedizioni, il monitoraggio, i provvedimenti adottati contro le spedizioni illegali e la copertura finanziaria.
La prima relazione della Commissione ha riguardato il periodo 1997-2000, la seconda ha riguardato il periodo 2001-2006 ed ora è stata pubblicata la terza che si riferisce al periodo 2007-2009: “Produzione, trattamento e spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi e di altri rifiuti negli Stati membri dell’Unione europea”.

In generale gli Stati membri hanno fornito informazioni sufficienti relativamente alle spedizioni di rifiuti e alle pertinenti questioni amministrative, disposizioni di legge nazionali e politiche relative, anche se alcune relazioni, presentate successivamente alla scadenza del 15 luglio 2011, non sono state pertanto prese in considerazione ai fini dell’analisi dei dati quantitativi.

In numerosi casi, si sottolinea nella Relazione, sono emerse divergenze tra i dati del Paese di spedizione e quelli comunicati dal Paese di destinazione, la cui la differenza nel 2009 per i rifiuti pericolosi è stata del 27%, con “esportazioni” superiori alle “importazioni”. Sempre nello stesso anno la differenza per gli altri rifiuti notificati è stata pari a circa il 36%, tuttavia con le “importazioni” superiori alle “esportazioni”.

La Commissione indica nella mancanza di codici adeguati per determinate categorie di rifiuti pericolosi nella Convenzione di Basilea, un ostacolo alla redazione di relazioni trasparenti. La situazione è tuttavia migliorata da quando è stata introdotta per i Paesi la possibilità di utilizzare i codici dell’elenco europeo dei rifiuti (ELW, European List of Waste). Per garantire una redazione più uniforme delle relazioni, gli Stati membri sono fortemente incoraggiati a inserire nelle proprie relazioni anche i codici ELW, il cui uso coerente consentirebbe, inoltre, di migliorare l’attività di comunicazione relativamente ai rifiuti non pericolosi che non rientrano nelle categorie Y46 e Y47, né in codici specifici previsti dalla Convenzione di Basilea, le cui esportazioni sono soggette alla procedura scritta di notifica e autorizzazione preventive, conformemente al Regolamento (CE) n. 1013/2006.

Nel 2009 nell’UE-27 sono stati prodotti circa 77 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, con un aumento dal 2000 del 46%. Con circa 19 milioni di tonnellate all’anno, la Germania ha avuto i più alti quantitativi di rifiuti pericolosi prodotti nel periodo 2007-2009, seguita da Italia, Estonia, Francia, Regno Unito e Polonia. Nel Regno Unito, la quantità di rifiuti pericolosi prodotti è diminuito significativamente nel 2009. I quantitativi sono aumentati significativamente in Polonia tra il 2007 e il 2008. In termini di rifiuti pericolosi pro capite, Estonia, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Portogallo e Germania avevano i valori più alti per il periodo 2007-2009. Le quantità pro capite più basse sono stati registrati in Lettonia, Romania, Lituania e Grecia.
Al momento della redazione della relazione, tuttavia, i dati sulla produzione totale di rifiuti pericolosi per l’anno 2009 erano ancora incomplete. In totale 11 Paesi non hanno riportato dati sulla produzione totale di rifiuti pericolosi per il 2009, per 4 erano mancanti quelli del 2008 (Cipro, Francia, Italia, Spagna) e per 3 quelli del 2007 (Francia, Italia, Svezia). Al fine di colmare le lacune, le stime sono state effettuate sulla base dei dati degli anni precedenti.

Nel periodo 2007-2009 la quantità complessiva di tutti i rifiuti notificati in uscita dagli Stati membri dell’UE è stata pari a circa 33,1 milioni di tonnellate, 22,9 milioni delle quali erano rifiuti pericolosi. Il 99% di tutte le spedizioni di rifiuti pericolosi in uscita dagli Stati membri è stato destinato ai Paesi dell’UE-27 e dell’EFTA, mentre oltre il 95% è rimasto all’interno dell’UE-15.
Nel periodo 2007-2009 la quantità complessiva di tutti i rifiuti notificati in uscita dagli Stati membri dell'UE è stata pari a circa 37 milioni di tonnellate, 20,5 milioni delle quali erano rifiuti pericolosi. Oltre il 96% dei rifiuti pericolosi ha avuto origine in altri Stati membri o in Paesi EFTA e oltre l’80% nell’UE-15. Nel 2009 Grecia, Bulgaria, Cipro, Italia e Romania hanno spedito i propri rifiuti pericolosi prevalentemente per smaltimento, con i quantitativi più elevati che provenivano da Italia e Paesi Bassi.

Nel 2009 gli Stati membri hanno riferito circa 400 casi di spedizioni illegali di rifiuti, tuttavia si ritiene che il numero complessivo di tali spedizioni sia di gran lunga maggiore. Nel 2009 circa metà delle spedizioni illegali segnalate dagli Stati membri sono state effettuate tra Stati membri, mentre l’altra metà ha riguardato spedizioni in entrata o in uscita dall’UE. Il numero di controlli e controlli per campione svolti nell’UE varia in maniera considerevole tra Stati membri, tanto che nel periodo compreso tra il 25 gennaio e il 12 aprile 2011 la Commissione UE ha svolto una consultazione delle parti interessate sulle modalità volte a rafforzare le ispezioni e l’applicazione del Regolamento. Un’ampia maggioranza (89%) delle parti interessate si è espressa a favore di una nuova legislazione dell’UE che rafforzi le prescrizioni da soddisfare per le ispezioni. Alcune tra le opzioni proposte riguardavano la pianificazione delle ispezioni, lo svolgimento di ispezioni a monte, la formazione dei funzionari e l’obbligo per gli operatori di produrre prove, qualora vi siano motivi fondati per sospettare una violazione del Regolamento.

Infine, si afferma che la Commissione UE sta attualmente conducendo una valutazione dell’incidenza economica, sociale e ambientale di eventuali misure future legislative e non legislative.

Nel frattempo sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L197 del 24 luglio 2012 era stato pubblicato il Regolamento (UE) n. 674/2012 della Commissione, del 23 luglio 2012, relativo all’esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero verso alcuni Paesi non appartenenti all’OCSE. La Commissione aveva inviato una richiesta a tali Paesi chiedendo conferma scritta che le miscele di rifiuti inserite nel Regolamento n. 664/2011, relativo alle spedizioni di rifiuti, possono essere esportate dall’UE ai fini di recupero in tali Paesi e un’indicazione dell’eventuale procedura di controllo alla quale i rifiuti sarebbero assoggettati nel Paese di destinazione.

Per tener conto delle risposte ricevute, è stato modificato di conseguenza l’Allegato del Regolamento (CE) n. 1418/2007, relativo all'esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero, figuranti nell’elenco dell’allegato III o III A del Regolamento (CE) n. 1013/2006 verso alcuni Paesi ai quali non si applica la decisione dell’OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri. Il nuovo Regolamento si applica alle spedizioni di rifiuti fra Stati membri, all’interno della Comunità o con transito attraverso Paesi terzi, ma anche a quelli importati ed esportati dalla Comunità da e verso Paesi terzi e a quelli in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso Paesi terzi.