La “seconda vita” dell’Albero di Natale

La “seconda vita” dell’Albero di Natale

Quel che si può fare, evitando di abbandonarlo per strada o accanto i cassonetti dei rifiuti indifferenziati.

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Dopo l’Epifania si comincia a rimuovere i vari decori ed oggetti con cui abbiamo addobbato durante le festività le nostre abitazioni, secondo differenti tradizioni e usanze.

Mentre presepi, festoni, luci e candele vengono rigorosamente conservati per essere riutilizzati nei prossimi anni, viceversa è più complicata la gestione dell simbolo natalizio per eccellenza: l’Albero di Natale.

Il Corpo Forestale dello Stato ha stimato che in Italia siano stati venduti circa 6 milioni di alberi veri, dei quali il 10% era costituito da rami o virgulti tagliati durante i lavori di sfoltimento o pulizia dei boschi (almeno, si spera!), contro il mezzo milione di alberi finti

Chiaramente, questi ultimi verranno riposti, per lo più, in garage o soffitte, dove, avvolti in carta o sacche per non essere ricoperti di polvere, attenderanno le prossime feste di Natale.

Se la scelta era caduta su alberi senza radici, nell’impossibilità di ripiantarli per l’anno successivo, evitate di riporli nel cassonetto dell’indifferenziato o in quello dell’organico: andrebbero inseriti in quello per sfalci e potature. In assenza, prima ancora di portarli alle stazioni ecologiche comunali per essere trasformati in compost (in qualche caso viene attivato anche un servizio di raccolta a domicilio), se ne avete l’opportunità affondateli in uno stagno o lago dove potranno costituire un habitat per pesci e insetti acquatici.

Nel caso abbiate acquistato un albero con radici e pane di terra, qualora non sia irrimediabilmente compromesso perché non è stato innaffiato per lungo tempo o ha subito gli stress delle elevate temperature vicino a caloriferi e dell’aria troppo secca, può essere facilmente recuperato. 

Se non avete la possibilità di metterlo a dimora, sistematelo in vaso in un angolo del balcone o del giardino, potrebbe continuare la sua vita fino al prossimo natale.

Non è consigliabile introdurre nei giardini gli abeti, sia perché non si adattano facilmente ai climi mediterranei e sub-mediterranei, sia perché, qualora riescano ad acclimatarsi, sono alberi che raggiungono notevoli dimensioni e, crescendo, potrebbero creare problemi gestionali.

Agrifoglio

In attesa di fare l’anno prossimo una scelta più ponderata al momento dell’acquisto, privilegiando altre aghifoglie più adattabili, anche se di forme meno “appetibili” per essere addobbate, come ginepri, tassi e cipressi, o latifoglie sempreverdi più tipiche dei nostri territori quali leccio, alloro, bosso, ligustro, o lo stesso agrifoglio, essenza “naturalmente” natalizia, c’è un’ulteriore opzione “sostenibile”.

Si può avviare l’albero di Natale ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni, dove tecnici e personale specializzato valuteranno le sue condizioni  al fine di una piantumazione in aree verdi e parchi cittadini.

Evitate, comunque, di abbandonarlo lungo la strada o presso i cassonetti, anche per non incorrere in “salate” sanzioni pecuniarie.

 

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