La qualità delle acque priorità dell'agenda politica dell'UE

La qualità delle acque priorità dell'agenda politica dell'UE

Oltre al bando di biocidi e fitosanitari, anche alcuni farmaci

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Un tempo erano soprattutto le fabbriche che venivano poste sotto attenta sorveglianza al fine di monitorare l’inquinamento industriale provocato dalle loro attività e produzioni. Oggi, oltre alle emissioni delle industrie e al particolato prodotto dai veicoli per i trasporti, l’Agenzia Europea dell’Ambiente considera, tra le tre principali minacce da inquinamento in Europa, anche il rilascio nelle acque di nitrati da concime e fertilizzanti utilizzati in agricoltura. 

La Commissione UE riconoscendo i rischi per la qualità delle acque, ha proposto una serie di misure per aggiornare la Direttiva Nitrati e il Regolamento sull’uso dei fertilizzanti, ma si è poi scontrata con le resistenze dei produttori agricoli, tant’è che su richiesta dell’Italia (per le Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), ha dovuto concedere la deroga (Decisione in GUUE del 3 novembre 2011) che consente alle aziende poste in “zona vulnerabile” di distribuire reflui zootecnici sui terreni fino al limite massimo di 250 Kg/ha di azoto organico, rispetto ai 170 Kg/ha previsti, perché, secondo quanto dimostrato dal Dossier presentato dalle Regioni non viene messa a rischio la qualità delle acque, a patto di aumentarne l’efficienza di utilizzazione mediante pratiche, trattamenti e sistemi colturali mirati.

“Ciò che noi oggi consideriamo buone pratiche agricole, visto dalla prospettiva dell’acqua sono cattive pratiche - ha dichiarato Dietrich Borchardt a capo del Dipartimento Analisi e Gestione degli Ecosistemi Acquatici presso l’Helmholtz Centre for Environmental Research - UFZ di Lipsia - Nessuno si chiede se abbiamo abbastanza acqua per far crescere le piante e quali saranno gli ulteriori rischi per l’ecosistema. Bisogna che nel processo decisionale dell’ Unione europea sia più integrata la sicurezza idrica, oltre a quella energetica e alimentare”.
La Commissione nella sua proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) propone di dare incentivi in denaro agli agricoltori che ruotino le colture e accettino aree di rispetto per proteggere torrenti e fiumi dal deflusso di fertilizzanti e pesticidi.

Inoltre, la Commissione ha proposto il 31 gennaio 2012 la Revisione della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/ CE) e della Direttiva sugli Standard di Qualità Ambientale (2008/105/CE), per quanto riguarda il monitoraggio in materia di acque delle cosiddette “sostanze prioritarie” ovvero quelle sostanze chimiche che presentano un rischio significativo, stante le nuove forme di inquinamento chimico che potrebbero compromettere la qualità dell’ambiente acquatico.
La proposta intende aggiungere 15 nuove sostanze chimiche all’elenco delle 33inquinanti di cui all’Allegato X della Direttiva 2008/105/CE e la modifica degli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per i corpi idrici superficiali per tutte le sostanze prioritarie elencate, in modo che in tutta l’Unione europea vi sia uniformità di monitoraggio, necessaria per ottenere gli obiettivi di tutela delle acque, dato anche l’elevato numero di bacini transfrontalieri.
Si tratta di un ulteriore passo verso il miglioramento della qualità delle nostre acque fluviali, lacustri e costiere.

“L’inquinamento delle acque è una delle principali preoccupazioni di carattere ambientale maggiormente citate dai cittadini dell’UE - ha dichiarato Il Commissario responsabile per l’Ambiente, Janez Potočnik - Accolgo con favore questo progresso poiché risponde chiaramente alle aspettative dei cittadini. Queste 15 sostanze aggiuntive devono essere monitorate e controllate, per accertare che non rappresentino un rischio per l’ambiente o la salute umana”.

Le 15 sostanze comprendono prodotti chimici industriali e sostanze utilizzate nei biocidi, nei farmaci e nei prodotti fitosanitari, scelte sulla base di prove scientifiche che ne attestano la possibilità di rappresentare un rischio significativo per la salute. Infatti, le nuove sostanze proposte emanano da un riesame che ha preso in considerazione i rischi posti da circa 2 000 sostanze, tenendo conto dei loro livelli nelle acque superficiali e della loro pericolosità, della produzione e dell’uso.
La proposta include anche norme più rigorose relative a 4 sostanze attualmente controllate ,nonché un requisito di eliminazione delle emissioni di altre 2 di esse già inserite nell’elenco. Le quindici sostanze prioritarie supplementari proposte sono le seguenti:
- sostanze contenute in prodotti fitosanitari: aclonifen, bifenox, cipermetrina, dicofol, eptacloro, quinoxyfen;
- sostanze usate in prodotti biocidi: cibutrina, diclorvos, terbutrina;
- sostanze chimiche industriali: acido perfluorottano sulfonato (PFOS), esabromociclododecano (HBCDD);
- sottoprodotti della combustione: diossina e PCB diossinasimili;
- sostanze farmaceutiche: 17 alpha-etinilestradiolo (EE2), 17 beta-estradiolo(E2), diclofenac.
Delle 15 sostanze supplementari, le seguenti sono proposte come sostanze prioritarie pericolose, le cui emissioni in acqua dovrebbero essere eliminate entro 20 anni: dicofol, quinoxyfen, PFOS, eptacloro, HBCDD, diossina e PCB diossina-simili.

Come si può constatare, per la prima volta ci si preoccupa anche degli eventuali effettivi negativi dei farmaci a concentrazioni superiori alle soglie proposte nell’ambiente acquatico, sulla salute dei pesci, in special modo sulle loro capacità riproduttive, e danneggiando altri organismi viventi, senza mettere in discussione, peraltro, il valore farmaceutico di queste sostanze.
Le sostanze già presenti nell’elenco ma suscettibili di essere soggette a norme più rigorose sono: eteri di difenile polibromurati, fluorantene, nickel, idrocarburi aromatici policiclici (PAH). Le due sostanze iscritte destinate a entrare nella categoria delle sostanze prioritarie pericolose sono il dietilesilftalato e la trifluralina.
Negli ultimi anni la nostra consapevolezza dell’impatto dei farmaci sull’ambiente è notevolmente aumentata e la proposta è basata sulle conoscenze scientifiche più avanzate.

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