Preoccupazioni per le ripercussioni su salute e ambiente 

What a Waste2012 Final-16

Una nuova ed ampia relazione sullo stato dei rifiuti solidi urbani in tutto il mondo prevede un forte aumento della quantità di rifiuti prodotti da parte dei residenti nelle città tra oggi e il 2025. 

La relazione della World Bank (WB) dal titolo “Che Spreco! Rapporto globale sulla gestione dei rifiuti solidi” (What a Waste. A Global Review of Solid Waste Management) stima, infatti, che la quantità di rifiuti solidi urbani (RSU) salirà dagli attuali 1,3 miliardi di tonn/anno a 2,2 miliardi tonn/anno, con gran parte degli aumenti previsti proveniente dalla rapida crescita delle città nei Paesi in via di sviluppo.

E’ la prima volta che si hanno informazioni affidabili sulla gestione dei RSU a livello mondiale, ma è anche la prima volta che si lancia un avvertimento globale sulla portata ambientale del fenomeno.

Migliorare la gestione dei rifiuti solidi, soprattutto nelle città in rapida crescita dei Paesi a basso reddito, sta diventando una questione sempre più urgente - ha dichiarato Rachel Kyte, Vicepresidente della Sezione Sviluppo sostenibile presso la Banca Mondiale e co-autore del Report - I risultati di questo Rapporto sono preoccupanti, ma offrono anche la speranza che, una volta che la portata di questo problema è riconosciuta, i leader locali e nazionali, così come la comunità internazionale, si mobiliteranno per programmare azioni volte a ridurre, riutilizzare, riciclare o recuperare i rifiuti quanto più possibile prima di bruciarli (recuperando energia) o, in alternativa, procedere allo smaltimento. Misurare l'entità del problema è un primo passo importante per risolverlo”.

Nel prendere atto che la gestione dei rifiuti solidi urbani è, in generale, il servizio più importante che le città possono offrire, nei Paesi a basso reddito la gestione dei rifiuti solidi urbani è spesso la voce di bilancio più importante e quella che offre le maggiori possibilità di un lavoro.

Una città che non riesce a gestire in modo efficace i propri rifiuti è raramente in grado di gestire servizi più complessi quali la sanità, l'istruzione o i trasporti. Migliorare la gestione dei RSU, quindi, è uno dei modi più efficaci per rafforzare la gestione delle municipalità.

Il Rapporto evidenzia che la quantità di rifiuti solidi urbani è in crescita più veloce in Cina (già nel 2004 aveva superato gli Stati Uniti come primo produttore mondiale di rifiuti e si prevede che nel 2030 produrrà il doppio dei rifiuti degli USA), nelle altre regioni dell'Asia orientale e in alcune aree dell'Europa orientale e del Medio Oriente.

I tassi di crescita dei RSU in queste aree vanno di pari passo con quelli dell’urbanizzazione e dell’aumento del PIL, poiché esiste una correlazione diretta tra il livello di reddito pro capite nelle città e la quantità di rifiuti pro capite che viene generata. In generale, si sottolinea nel Rapporto, come aumento l’urbanizzazione in un Paese e la sua popolazione è più ricca, aumenta contestualmente il consumo di materiali inorganici (ad esempio plastiche, carta, vetro, alluminio), mentre decresce la frazione organica.

Quello che si evince da queste cifre non è così sorprendente - ha aggiunto l’altro co-autore Dan Hoornweg, Specialista di gestione urbana e Capo Dipartimento di Finanza, Economia e Sviluppo Urbano presso WB - Ciò che sorprende, tuttavia, è che quando si aggiungono le cifre a quel problema relativamente poco eclatante, in realtà questo sta crescendo ogni giorno”.

Le sfide connesse ai rifiuti solidi urbani saranno enormi, a livello, se non superiore, di quello relativo alle sfide che dobbiamo affrontare con i cambiamenti climatici, affermano gli autori del Rapporto per cui il suo contenuto dovrebbe costituire un assordante campanello d'allarme per i decisori politici di tutto il mondo, sostenendo che le città debbono adottare un solido piano di gestione integrata dei rifiuti è necessaria in città per abbordare i rifiuti solidi in modo completo.

Il punto chiave per un tale piano è la consultazione e le indicazioni di tutte le parti interessate, comprese le Associazioni di cittadini e le ONG che lavorano per i poveri e gli svantaggiati. Gli altri aspetti critici del progetto sono la salute pubblica e la protezione ambientale.

La relazione precisa, inoltre, le raccomandazioni politiche per la riduzione delle emissioni di gas serra, molte delle quali provengono da inefficienti pratiche di gestione dei rifiuti solidi, stimando che il 5% del totale mondiale dei gas serra deriva da rifiuti post-consumo, mentre il metano prodotto dalle discariche rappresenta il 12% del totale delle emissioni globali.

Nel Rapporto si sottolinea che un certo numero di approcci pratici potrebbe essere applicato nella maggior parte delle città, tra cui:
• l'istruzione pubblica per informare le persone circa le loro opzioni per ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il riciclaggio e compostaggio;
• i meccanismi di tariffazione (quali le tasse sui prodotti) per stimolare il comportamento dei consumatori a ridurre la produzione dei rifiuti e aumentare il riciclaggio;
• ·l’uso di tariffe per ridurre le quantità di rifiuti da smaltire, con il pagamento, per esempio, di canoni inferiori per lo smaltimento dei RSU inferiori per i consumatori che separano i materiali riciclabili;
• e/o politiche e prezzi preferenziali per gli acquisti in modo da stimolare la domanda di prodotti realizzati con materiale riciclato dai rifiuti.