La prevenzione dei rifiuti passa attraverso il disaccoppiamento della loro produzione dalla crescita economica

La prevenzione dei rifiuti passa attraverso il disaccoppiamento della loro produzione dalla crescita economica

L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha pubblicato il primo Rapporto di revisione dei programmi di prevenzione dei rifiuti in Europa, che i Paesi membri erano obbligati ad adottare entro il 2013.

eea waste-prevention

La Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) stabilisce l’obbligo legale per gli Stati membri dell’UE di adottare programmi di prevenzione dei rifiuti entro il 12 dicembre 2013, demandando all'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) il compito di esaminare annualmente i progressi nell’implementazione e attuazione di tali programmi.
Il 17 dicembre 2014, l’EEA ha pubblicato “Waste prevention in Europe - the status in 2013”, il primo Rapporto di revisione dei programmi di prevenzione dei rifiuti in tutta Europa.

La prevenzione dei rifiuti è l'obiettivo superiore nella gerarchia europea di politiche dei rifiuti che definisce gli obiettivi di gestione in ordine decrescente. Se i rifiuti non possono essere evitati, essi devono essere riusati o preparati per il loro riutilizzo, riciclaggio, incenerimento con recupero di energia o smaltiti in discarica, qualora nessun altra opzione sia disponibile. L’Europa mira, appunto, a collocarsi nella parte alta di questa gerarchia, anche perché entro il 2020 la produzione dei rifiuti dovrebbe essere in totale declino, secondo quanto prevede la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’uso delle risorse.
Anche se facciamo osservare che questa tabella di marcia ha già avuto un imprevedibile arresto con la “sospensione” del pacchetto “Economia circolare” nel Programma dell’Unione europea per il 2015, appena presentata dalla nuova Commissione Juncker, che faceva perno proprio sulla revisione delle sei Direttive sui Rifiuti, prevedendo anche obiettivi più ambiziosi di prevenzione e riciclaggio.

Di seguito riportiamo i principali risultati del report.

* In generale:
- al 2013 18 Paesi su 31 (oltre agli Stati dell’UE sono stati monitorati anche Islanda, Norvegia e Liechtenstein) avevano adottato programmi nazionali e regionali di prevenzione dei rifiuti;
- i programmi analizzati mostrano notevoli differenze per dettagli, copertura, obiettivi e orizzonte temporale (quattro anni in modo vago);
- dodici sono programmi dedicati, mentre gli altri fanno parte di più ampi piani di gestione dei rifiuti;
- dieci programmi includono una valutazione almeno ogni sei anni, come richiesto dalla Direttiva quadro sui rifiuti; alcuni includono la stesura di relazioni periodiche;
- i soggetti interessati sono stati coinvolti nello sviluppo di nove programmi, mentre per l'attuazione il numero è due volte superiore;
- le risorse finanziarie sono raramente affrontate nei programmi.
Obiettivi di prevenzione dei rifiuti:
- l'obiettivo generale di disaccoppiare la produzione dei rifiuti dalla crescita economica è menzionato nella maggior parte dei programmi, alcuni anche con il target di riduzione delle sostanze nocive, come parte dei loro obiettivi generali. La creazione di occupazione (Ungheria) e lo sviluppo di nuovi modelli di imprese (Inghilterra e Galles) fanno parte degli obiettivi generali in tre programmi.
Ambito di prevenzione dei rifiuti:i programmi coprono una varietà di settori e tipologie di rifiuti. Tutti coprono le famiglie e il settore dei servizi pubblici, mentre solo pochi programmi includono l'agricoltura ,il settore minerario e quello delle materie prime. Questa limitata copertura settoriale potrebbe derivare dall’inclusione in altri settori di intervento o perché sono di competenza di altre istituzioni. Per quanto riguarda la tipologia di rifiuti, rifiuti urbani/domestici, alimentari, da costruzione e demolizione, da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE ), da imballaggio e i rifiuti pericolosi sono coperti dalla maggioranza dei programmi.

* Obiettivi quantitativi di prevenzione dei rifiuti:
- undici dei programmi analizzati includono obiettivi quantitativi che vanno dalla totalità dei rifiuti prodotti a target più specifici per specifici settori o tipologie di rifiuti. Alcuni Paesi hanno espresso una certa riluttanza a definire obiettivi, citando quale motivazione una mancanza di dati affidabili e rilevanti. La revisione, quindi, non comporta l’analisi degli obiettivi quantitativi.

* Indicatori di prevenzione dei rifiuti:
- diciassette programmi includono indicatori quali strumenti per valutare i progressi verso obiettivi e risultati e, in ultima analisi, l'efficacia delle politiche di prevenzione dei rifiuti. Confrontando gli indicatori specifici scelti dai Paesi/regioni con gli obiettivi indicati nei programmi, risulta che solo pochi Paesi propongono indicatori per monitorare tutti i rispettivi obiettivi.
Sistemi di monitoraggio per obiettivi e indicatori sono inclusi in sette programmi. In alcuni casi, i sistemi di monitoraggio sono compresi in altri documenti.

* Misure di prevenzione dei rifiuti:
- l'analisi mostra una vasta gamma di misure previste per sostenere la prevenzione dei rifiuti di cui all'allegato IV della Direttiva quadro sui rifiuti (Esempi di prevenzione). La maggior parte, il 51%, si concentra sulle fasi di progettazione, produzione e distribuzione; il 39% sono correlati alla fase di consumo e d'uso; mentre il 10% si concentra sul quadro generale di produzione di rifiuti.

* Gli strumenti politici:
- la classificazione delle misure secondo lo strumento politico dimostra che la maggior parte, il 60%, si occupa di informazione e di sensibilizzazione; gli strumenti normativi ed economici rappresentano rispettivamente il 17% e il 16%; gli accordi volontari il 7%.

Questi elementi costituiranno una guida per le future revisioni di prevenzione dei rifiuti - afferma l’EEA - processo questo destinato a crescere in futuro, per dar vita ad un rapporto tra le tendenze della produzione di rifiuti e i suoi principali driver socio-economici con gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti, nonché per includere il Paese/l’intera regione negli sforzi di attuazione per tipologia di rifiuti o settore di produzione dei rifiuti. I riesami futuri potrebbero concentrarsi anche su alcune aree specifiche, fornendo un'analisi più dettagliata per tipi/settori/misure selezionati di rifiuti, come ad esempio i rifiuti alimentari per i quali è stato proposto un obiettivo di riduzione totale. Ulteriori sforzi saranno compiuti per identificare esempi di innovazioni di nicchia nelle pratiche di prevenzione dei rifiuti”.

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