La farina del futuro ce la daranno i grilli

La farina del futuro ce la daranno i grilli

Nuova frontiera dell’alimentazione proteica ed ecostenibile grazie al primo allevamento di grilli per la produzione di farina commestibile in California. Quattro giovani agronomi rispondono così al rapporto della FAO e dell’ONU che promuove l’uso di insetti per il consumo umano per contribuire a sostenere la popolazione in crescita senza causare danni all’ambiente.

farine

Nel mondo una persona su 9 soffre la fame, per un totale di 805 milioni di individui senza cibo a sufficienza. Di fronte a queste cifre, trovare nuovi metodi per sfamare la popolazione globale diventa prioritario. Per questo la FAO da tempo si interroga sulle risorse alimentari migliori per rispondere alle esigenze nutritive di nazioni in continua crescita, cercando al tempo stesso di non impattare eccessivamente sull’ambiente.

In un recente rapporto del 2013 l’organizzazione dell’ONU ha chiesto di integrare gli insetti nella dieta perché ampiamente disponibili e ricchi di proteine, di conseguenza fondamentali per garantire un’immediata soluzione al problema della mancanza di cibo.

L’appello della FAO è stato raccolto con entusiasmo da un gruppo di giovani californiani che ha deciso di dare vita a un progetto innovativo: aprire la prima fattoria al mondo che produce farina commestibile dai grilli per una “nuova frontiera dell’alimentazione proteica ed ecosostenibile”.

Fresco, sano e sostenibile” è il motto dei quattro giovani agronomi fondatori dell’inedito allevamento, ribattezzato “Coalo Valley Farms” e situato nel distretto Van Nuys di Los Angeles, nella San Fernando Valley. Elliot, Max, Peter e Matt allevano i grilli in un magazzino di 650 metri quadrati che include 175 bidoni, ognuno con duemila insetti che mangiano rifiuti organici, vegetali in decomposizione, funghi e alcune piante.

Uno dei soci, il 25enne Elliot Mermel, ha dichiarato al Daily News: “Il progetto rispetta il classico spirito imprenditoriale americano. Si crea qualcosa per risolvere un problema. Così insetti commestibili, come il grillo, sano, proteico e ricco di minerali, che richiedono meno risorse, potrebbero contribuire a sostenere una popolazione in forte crescita”.

L'idea è nata quando un amico di Mermel, che lavorava ad una pubblicità di barrette proteiche, gli ha rivelato che queste contenevano farina di grillo. Il ragazzo ha poi scoperto che l’industria del bestiame usa il 70% della terra e il 30% di acqua potabile, emettendo più gas serra rispetto al settore del trasporto globale. Anche per questo è stato scelto Coalo come nome dell’azienda, proprio perché significa “sostenere e nutrire insieme”.

I quattro giovani imprenditori sono molto fiduciosi sul successo della loro impresa perché hanno già siglato degli accordi commerciali con diversi ristoranti locali, privati e aziende di produzione alimentare a cui venderanno la farina animale prodotta dai grilli. Il primo lotto verrà immesso sul mercato già entro agosto al costo, non proprio sostenibile, di 44/55 dollari per 1/2 chilo. Un prezzo per ora giustificato dalla natura sperimentale del progetto imprenditoriale.

Il grillo in polvere sta diventando un ingrediente per tutto - ha concluso Mermel - dalle barrette proteiche ai frullati, dalla farina per la pizza alle frittelle e, a differenza della carne, ha un basso impatto sull’ambiente. Quanto al gusto, la farina di grillo ha un sapore che ricorda quello delle mandorle affumicate e delle nocciole”.

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