Jørgen Randers, esperto di questioni climatiche e analisi di scenario, ha illustrato il 19 ottobre 2013 “Il futuro prossimo in arrivo” (non roseo) nel corso dell’incontro con il pubblico a BergamoScienza.


limiti dello sviluppo

La XI edizione di BergamoScienza, la Rassegna di divulgazione scientifica che dal 4 al 20 ottobre 2013 ha proposto al grande pubblico conferenze, spettacoli, concerti, laboratori, mostre, open days e incontri con Premi Nobel, scienziati di fama internazionale e ricercatori, il 19 ottobre 2013 ha ospitato, tra gli altri, il Professor Jørgen Randers della BI Norwegian Business School, co-autore de “I limiti dello Sviluppo” (1972) in cui un gruppo di studiosi del Massachussetts Institute of Technology (MIT), su incarico del Club di Roma, aveva prefigurato gli effetti della crescita della popolazione, dei consumi e dell’inquinamento su un Pianeta fisicamente limitato.
Ampiamente criticato, messo in disparte e presto dimenticato per la sua devastante previsione che metteva decisamente in discussione l’attuale modello socio-economico, dopo quarant’anni si deve riconoscere che le conclusioni di quel Rapporto, al di là dei tempi previsionali, erano sostanzialmente corrette.
Introdotto da Luciano Valle, Professore di Etica all’Università di Pavia e Direttore del Comitato Tecnico del Centro di Etica Ambientale di Bergamo, Randers nel corso dell’incontro “Il futuro prossimo in arrivo”, ha descritto in termini quantitativi quello che accadrà alla popolazione mondiale, al prodotto interno lordo globale e all’ecologia del sistema nei prossimi 40 anni, partendo dai risultati di ricerche da lui compiute per le cinque regioni del mondo, includendo  Stati Uniti, altri Paesi ricchi e la Cina.

Secondo Randers, la popolazione mondiale e l’economia cresceranno più lentamente di quanto ci si potesse aspettare, tuttavia abbastanza da innescare una crisi climatica indotta dalle emissioni di gas ad effetto serra. Il consumo globale ristagnerà perché la società mondiale dovrà spendere sempre di più per l’adattamento a questa situazione mutata. I settori a rapida crescita della “spesa non discrezionale” costituiranno degli elementi centrali della “economia verde” del futuro, creando molta occupazione, ma poca crescita degli introiti utilizzabili al netto del pagamento delle tasse. Le nazioni più ricche dovrebbero cambiare i loro obiettivi per “aumentare la felicità in una situazione di introiti e popolazione in declino”.
Randers che ha presieduto la Commissione ministeriale che ha indicato al Governo del suo Paese, la Norvegia, il percorso da compiere per ridurre di 2/3 le emissioni di gas serra entro il 2050, ha riconosciuto con rammarico di essersi sbagliato nel credere che attraverso l’educazione e scelte politiche eque per  i cittadini si potesse ottenere un’opinione pubblica più lungimirante, ribadendo quanto da lui scritto nel suo ultimo e affascinante Rapporto scientifico al Club di Roma “2052: Scenari globali per i prossimi quarant’anni” curato e tradotto da Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF, per Edizioni Ambiente.
Ho vissuto tutta la mia vita adulta preoccupandomi del futuro. Non del mio futuro personale, ma per quello dell’umanità su questa piccola Terra. Ora a sessantasei anni mi accorgo che è stato inutile. Non perché il futuro globale sia roseo e senza problemi, I miei timori sono stati vani perché non hanno avuto un grande impatto su quanto è successo nel lungo periodo trascorso da quando ho cominciato a preoccuparmi” (Parte I, Preoccuparsi del futuro, pag. 17).

Di seguito la sintesi delle conclusioni a cui giunge Randers nel suo lavoro.
• Mentre il processo di adattamento dell'umanità ai limiti del pianeta è già iniziato, la risposta umana potrebbe essere troppo lenta per fermare il declino.
• Le attuali economie globali dominanti, in particolare gli Stati Uniti, ristagneranno, mentre quelle di Brasile, Russia, India, Sud Africa e delle dieci principali economie emergenti (definiti “BRISE” nel Rapporto) progrediranno.
• Il numero dei poveri nel 2052 potrebbe essere di 3 miliardi.
• La Cina rappresenterà un esempio di successo grazie alla sua capacità di agire.
• La popolazione mondiale raggiungerà il picco nel 2042 toccando gli 8.1 miliardi a causa del calo della fertilità nelle aree urbane.
• Il PIL globale crescerà molto più lentamente del previsto a causa della crescita più lenta della produttività nelle economie mature.
• La concentrazione di CO2 nell'atmosfera continuerà ad aumentare determinando un incremento di 2 °C nel 2052, rispetto alla temperatura media pre-industriale; le temperature raggiungeranno +2,8 °C nel 2080, un livello che potrebbe innescare un cambiamento climatico auto-rinforzante.

Il futuro, quello tracciato da Randers al Teatro Donizetti di Bergamo, sarà piuttosto grigio, qualora dovesse continuare la sottovalutazione delle conseguenze dei cambiamenti climatici e l’inerzia dei decisori politici, secondo la logica del “dopo di me il diluvio”, perché non si pensa a lungo termine. Se questo atteggiamento è “giustificabile” nell’individuo, ha affermato Randers, non lo è per le istituzioni che dovrebbero pensare per “generazioni”.
La democrazia è ferma al risultato elettorale e i mercati hanno un orizzonte temporale brevissimo - ha concluso Randers - Quindi non saranno loro a risolvere i problemi. Vedremo se gli antidemocratici cinesi sapranno far meglio”.