Verrà presentato a Roma, il 16 dicembre 2014, alla presenza del Sottosegretario all’Ambiente, On. Silvia Velo, il “Manuale Tecnico Operativo dei Servizi Ecologici Portuali” aggiornato al 30 novembre 2014, curato dalla Segretaria dell’ANSEP UNITAM, Simona Giovagnoni.

manuale ansep unitam

Favorire la rapida consultazione di tutti i principali riferimenti normativi internazionali e nazionali che regolamentano il complesso settore della gestione dei rifiuti nelle aree portuali e dei relativi servizi ambientali, con lo scopo ulteriore di realizzare uno strumento operativo che possa essere di ausilio e supporto non solo alle aziende del settore Servizi ecologici portuali, ma anche agli stakeholders istituzionali, il tutto, nel quadro di una evolvenda sensibilità nei confronti dell’ambiente, in generale, e dell’ecosistema marino, in particolare; è questo l’obiettivo che si è posto ANSEP UNITAM -Associazione Nazionale Imprese per i Servizi Ecologici Portuali e la Tutela dell'Ambiente Marino, nel dare alle stampe il nuovissimo: “Manuale Tecnico Operativo dei Servizi Ecologici Portuali” a cura di Simona Giovagnoni, Segretario Ansep Unitam, da anni in prima linea nel supporto alle attività di gestione dei rifiuti portuali nel Porto di Ancona.

Il volume, che sarà presentato a Roma, martedì 16 dicembre, presso la Sala Stampa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a partire dalle ore 11.30 risponde puntualmente al bisogno, avvertito da più parti nel target degli stakeholders istituzionali, pubblici e privati, di poter disporre di un manuale di rapida consultazione in grado di raggruppare in modo armonizzato e sistematico tutti gli aspetti scaturenti dagli adempimenti, sia tecnici che amministrativi, previsti dal legislatore, dapprima nel contesto comunitario, e poi, con la procedura di recepimento, in quello nazionale.

Durante la presentazione a cura della Dott.ssa Giovagnoni, esperta del settore ecologico portuale, antinquinamento e disinquinamento marino, già apprezzata relatrice in materia ambientale in numerosi Convegni, sono previsti gli interventi ulteriori di:

On. Silvia Velo - Sottosegretario all’Ambiente;
C.V. (CP) Aurelio Caligiore - Capo Reparto R.A.M.;
Giuseppe Vittori Palmiero - Presidente Ansep Unitam;
Com.te Guido Matteini - Gruppo G.M.;
Alberto Piastrellini - Giornalista Regioni&Ambiente

In un momento storico nel quale non si può prescindere dal fine della sostenibilità in qualsivoglia azione od indirizzo umano è importante considerare la corretta gestione dei rifiuti portuali di origine navale con l’obiettivo di massimizzarne il recupero ed il riciclo”, dichiara la Dott.ssa Simona Giovagnoni, autrice del volume.
Di fatto – continua – malgrado la percezione comune si soffermi più sulle problematiche della gestione più o meno corretta dei soli rifiuti di origine urbana, è proprio la quantità di rifiuti di origine industriale e comunque speciali ad essere più perniciosa ed impattante sull’ambiente e sulla salute… di qui la necessità di implementare regole, informazioni e formazione tecnica al fine di garantire il rispetto delle norme, nonché l’efficacia e l’efficienza delle imprese coinvolte nel settore”.

Come Casa editrice che da più di vent’anni ha nella comunicazione ambientale il suo core business abbiamo valutato con attenzione e piacere il lavoro della Dott.ssa Giovagnoni”, dichiara Fabio Bastianelli, Editore Free Service Group. “Ritengo imprescindibile il valore della corretta informazione ambientale in tutti i settori della società civile e sono orgoglioso che la nostra pubblicazione abbia ricevuto il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una vera e propria certificazione del buon lavoro svolto”.

Manuale Tecnico Operativo dei Servizi Ecologici Portuali – maggiori informazioni

Nell’anno 2000 la Comunità Europea ha sentito fortemente l’esigenza di aumentare il livello di protezione dell’ambiente, attraverso il principio di precauzione e l’adozione preventiva del principio chi “inquina paga”. Questa esigenza ha spinto la politica comunitaria ad emanare una Direttiva Comunitaria la 2000/59/Ce denominata “Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico” avente come obbiettivo la riduzione dell’inquinamento marino provocato dall’abbandono illecito in mare dei rifiuti e residui del carico prodotti dalle navi durante la navigazione.

In ottemperanza a quanto già sancito dalla normativa internazionale di riferimento ovvero la Convenzione Internazionale sulla prevenzione dell’inquinamento causato da navi del 1973, modificata dal relativo Protocollo del 1978 (Marpol 73/78) che disciplina i rifiuti che le navi possono scaricare nell’ambiente marino e prescrive inoltre che gli Stati firmatari garantiscano la fornitura di adeguati impianti portuali di raccolta. Tutti gli Stati membri hanno ratificato la convenzione Marpol 73/78.

Nelle premesse della Direttiva 2000/59/Ce (punto 4) è indicato lo scopo della stessa ovvero migliorare la disponibilità e l’utilizzo degli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico, al fine di proteggere ulteriormente l’ambiente marino dall’inquinamento prodotto dalle navi.

La finalità è quella di perseguire gli obiettivi della Convenzione Marpol 73/78 sulla prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi, ma con la differenza (rispetto alla regolamentazione degli scarichi in mare) di affrontare in maniera dettagliata le responsabilità giuridiche, finanziarie e pratiche dei vari operatori impegnati nel conferimento dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico nei porti, concentrandosi sul passaggio delle navi nei Porti dell’Unione Europea.

Il Consiglio Europeo ha inserito tra le azioni prioritarie la necessità di migliorare la disponibilità e l’utilizzo degli impianti di raccolta all’interno della Comunità. È pertanto necessario che tutti i porti comunitari si dotino di adeguati impianti portuali, applicando le prescrizioni ambientali a tutte le navi al fine di evitare anche distorsioni della concorrenza.

Pertanto tutti i porti degli Stati membri devono provvedere a mettere a disposizione impianti portuali adeguati a rispondere alle esigenze delle navi che utilizzano normalmente il porto, tenuto conto delle dimensioni del porto stesso, e della tipologia delle navi che vi fanno scalo, in modo tale da non causare ingiustificati ritardi elaborando un piano di raccolta e di gestione dei rifiuti valutato e approvato dallo Stato membro interessato (dalla Regione) che ne procede alla revisione almeno ogni 3 anni. Pertanto, per lo Stato membro, diviene un obbligo quello di garantire la disponibilità di adeguati impianti portuali di raccolta (punto 10) lasciando tuttavia ampia libertà nella scelta dell’organizzazione del miglior servizio, individuando a seconda delle esigenze del porto impianti fissi, o mobili per la raccolta dei rifiuti. Tale obbligo comporta anche l’obbligo di fornire tutti i servizi e/o di adottare le altre disposizioni necessarie per l’uso coretto e/o adeguato degli impianti in questione.

È possibile migliorare l’efficacia degli impianti portuali di raccolta imponendo alle navi di comunicare la necessità di utilizzare tali impianti, nonché l’obbligo di conferire i rifiuti prodotti dalle navi agli impianti portuali avrebbe come inevitabile conseguenza quella di ridurre gli scarichi illeciti in mare di rifiuti. (punto 13).

Alla luce del principio “chi inquina paga” il costo degli impianti portuali di raccolta, incluso il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle navi, è a carico delle navi. Nonché nell’interesse della tutela ambientale, il regime tariffario dovrebbe incentivare il conferimento dei rifiuti nei porti anziché lo scarico in mare. È possibile promuovere tale prassi prevedendo che tutte le navi contribuiscano ai costi di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi al fine di ridurre gli incentivi economici agli scarichi in mare.

Nel pieno rispetto delle normative comunitarie in materia di libera concorrenza, il D. Lgs. 182/2003 stabilisce all’art. 4 comma 5 che l’affidamento dei lavori per la realizzazione degli impianti portuali di raccolta, nonché del servizio di raccolta, dei rifiuti, avviene mediante gara ad evidenza pubblica in conformità alla legislazione nazionale e comunitaria vigente. Tutto ciò garantisce la professionalità del gestore dell’impianto portuale e la corretta applicazione della normativa in materia di corretto smaltimento dei rifiuti prodotti dalle navi in quanto è obbligo del gestore provvedere agli adempimenti ambientali (autorizzazioni, formulari, sistri etc) sanciti dal D. Lgs. 152/2006.

Il rapporto concessorio tra gestore ed ente pubblico, garantisce non solo l’Autorità Portuale e Marittima ma anche l’utenza portuale che può affidarsi così ad operatori qualificati e individuati secondo quanto prescritto dalla legge e non a soggetti generici su cui non incombono tutti gli obblighi della concessione, e che quindi oltre a non poter operare secondo le modalità prescritte dalla norma non garantiscono la corretta tracciabilità dei rifiuti.

Oggi gli impianti portuali rappresentati dall’ANSEP UNITAM, oltre ad operare nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia sia di selezione dei gestori, che di qualificazione e specializzazione del lavoro, offrono all’utenza portuale servizi altamente qualificati e adeguati ai maggiori standard ambientali europei.

Da qui è nata l’esigenza di racchiudere i principali riferimenti normativi che regolamentano questo complesso settore in una sorta di manuale operativo che possa essere di ausilio e supporto non solo alle aziende Associate all’Ansep Unitam ma anche a tutti gli enti che con l’Associazione collaborano quotidianamente.