La Commissione UE stima che non sarà raggiunto l’obiettivo al 2020 di efficienza energetica

La Commissione UE stima che non sarà raggiunto l’obiettivo al 2020 di efficienza energetica

Nonostante nella Comunicazione adottata il 23 luglio 2014 si sottolinei i vantaggi economici e sociali di un maggior risparmio energetico, si lascia ai singoli Stati membri la possibilità di rendere vincolante o meno l’obiettivo del 30% al 2030.

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Nuove opportunità per le imprese europee, bollette energetiche a prezzi accessibili per i consumatori, una maggiore sicurezza energetica attraverso una significativa riduzione delle importazioni di gas naturale e un minor impatto ambientale: sono questi alcuni dei benefici attesi della proposta di efficienza energetica al 2030 contenuta nella Comunicazione adottata il 23 luglio 2014 dalla Commissione UE, che ha esaminato anche i progressi compiuti verso l’obiettivo del 20% previsto dal Pacchetto Clima-Energia (il cosiddetto triplo 20) e riconfermato dalla Strategia Europa 2020.

In gennaio 2014, allorché la Commissione UE ridefiniva gli obiettivi al 2030, la proposta ha previsto che l’Efficienza energetica debba contribuire a tutti gli obiettivi della politica energetica dell'UE perché “nessuna transizione verso un sistema energetico competitivo, sicuro e sostenibile sarà possibile senza di essa”, senza porre tuttavia alcun vincolo.
Nel frattempo, il Parlamento europeo si era espresso per un obiettivo vincolante, e un cambio di passo è intervenuto in giugno quando la Germania si è posta alla testa di un gruppo di Paesi membri per chiedere un target vincolante per l’efficienza energetica.


Tant’è che il nuovo Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker nel suo discorso di insediamento ha parlato di un obiettivo minimo al 2030 del 30%.

Secondo quanto riportato dall’Agenzia Reuters, anche il Ministro dell’Energia francese Ségolène Royal avrebbe scritto il 17 luglio 2014 una lettera ai Commissari UE al Clima Connie Hedegaard e all'Energia Günther Oettinger, per annunciare che la Francia era favorevole ad un obiettivo del 30%.
 
Ma la Gran Bretagna e gli alcuni Stati dell’Est Europa, secondo quanto riportato da EurActiv, Agenzia solitamente sempre bene informata su questioni europee, si sarebbero opposti, affermando che un obiettivo più elevato rispetto alla proposta della Commissione UE di gennaio avrebbe costituito un freno costoso sulla crescita economica.

Non ci risulta in merito che ci siano state indicazioni da parte dell’Italia a cui, insieme ad altri Paesi, viene “rimproverato” di non essere riuscita a trasporre entro il 5 giugno 2014 la Direttiva sull’Efficienza Energetica, pubblicata solo nei giorni scorsi sulla GU.
Nella Comunicazione, la Commissione chiarisce che l’obiettivo del 20% al 2020 di questo passo non sarà raggiunto (si fermerà al 18-19%), ma "può ancora essere raggiunto se tutti i Paesi Ue attuassero pienamente la normativa concordata".
L’esecutivo non intende ancora proporre un’accellerazione, appellandosi agli Stati membri affinché aumentino gli sforzi per centrare l’obiettivo. Viene proposto "un target del 30%" di efficienza energetica per il 2030, ma "Saranno gli Stati membri a decidere se rendere l'obiettivo vincolante o meno".

"La nostra proposta è la base per guidare l'Unione verso una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, l'innovazione e la sostenibilità, il tutto in un modo economico è ambizioso e allo stesso tempo è realistico - ha dichiarato il Commissario UE all’Energia Günther H. Oettinger - La strategia sull’efficienza energetica si completerà 2030 nel quadro del Pacchetto Clima-Energia che è stato presentato nel gennaio 2014. Il nostro obiettivo è quello di dare il giusto segnale al mercato e di incoraggiare ulteriori investimenti in tecnologie per il risparmio energetico a beneficio delle imprese, dei consumatori e dell’ambiente”.

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Tra i comprovati vantaggi immediati per le imprese e i consumatori sono citati:
• l’intensità energetica nel settore industriale dell'UE è diminuito di quasi il 19% tra il 2001 e il 2011.
• gli elettrodomestici , come frigoriferi e lavatrici sono più efficienti e faranno risparmiare circa 465 euro a famiglia sulla bolletta energetica entro il 2020.
- i nuovi edifici consumano oggi metà dell'energia rispetto al 1980.

La Comunicazione, recita il Comunicato stampa, esplora anche gli impatti positivi dell’efficienza energetica sulla vita dei cittadini europei nei prossimi sedici anni:
- per ogni ulteriore 1% per cento di risparmio energetico, le importazioni di gas dell'Unione europea dovrebbero scendere del 2,6%, diminuendo la nostra dipendenza da fornitori esterni;
- altri edifici ad alta efficienza energetica offriranno “prestazioni accessorie” per le persone che vi vivono e lavorano, oltre a ridurre le bollette energetiche; ad esempio, migliori finestre potranno fornire una maggiore qualità dell'aria e la protezione dal rumore esterno.
- le politiche per l’efficienza energetica creeranno nuove opportunità per le imprese europee, quali quelle delle costruzioni e della produzione di apparecchiature, creando così nuovi posti di lavoro.

La Commissione europea esaminerà i progressi sull'efficienza energetica nel 2017, verificando la necessità di utilizzare ulteriori indicatori per esprimere e monitorare i progressi verso l'obiettivo, come l'intensità energetica, che meglio tengono conto dei cambiamenti di fondo e le proiezioni sul PIL e sulla crescita della popolazione.

La Comunicazione sarà “disponibile presto”, dichiara il website della Direzione Generale Energia della Commissione UE, testimoniando come non sia stata una facile condivisione.

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