La Commissione UE dà il via libera al Decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche

La Commissione UE dà il via libera al Decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche

Valutato “conforme” alle Linee guida in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia 2014-2020, c’è il rischio che il Decreto, valido fino alla fine del 2016, sia obsoleto subito dopo la sua operatività per la quale si dovrà attendere, comunque, la pubblicazione sulla GU del testo definitivo approntato dal MiSE, anche se sembra imminente la nomina del sostituto della dimissionaria Guidi.

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Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) per l‘ “Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili non fotovoltaiche” che aveva ricevuto il 5 novembre 2015 il parere favorevole della Conferenza Unificata Stato-Regioni, con la “raccomandazione ai Ministeri di introdurre una norma che cerchi di dare soluzione ai contenziosi aperti, segnalando alcune rettifiche testuali e/o refusi, nonché alcune proposte di emendamentonon era entrato in vigore in attesa della valutazione della Commissione UE sulla compatibilità con le Linee guida europee del 2014 in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia 2014-2020.
In base a tali norme gli Stati membri possono erogare aiuti di Stato per le energie rinnovabili a condizione che l’Europa sia in grado di conseguire i propri ambiziosi obiettivi in materia di clima e di energia al minor costo possibile per i contribuenti e senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico.

Ora, con un Comunicato stampa del 29 aprile 2016, la Commissione UE ha dato finalmente via libera a questo Decreto che concede incentivi ai nuovi impianti da fonti rinnovabili non fotovoltaiche, agli impianti ibridi e agli impianti sottoposti a rifacimento totale o parziale che rientrano nella potenza di soglia fino ad un tetto massimo di 5,8 miliardi di euro, per il cui ritardo si è constatato un blocco degli investimenti nel settore in Italia.

Il decreto - si legge nel comunicato - aiuterà l'Italia a raggiungere gli obiettivi 2020 in materia di FER elettriche, contribuendo a circa 1.300 MW di capacità aggiuntiva di generazione da fonti rinnovabili”.
Il Comunicato rileva, tuttavia, che il nuovo decreto varrà soltanto fino alla fine del 2016 e che tutte le tecnologie potranno beneficiare degli incentivi, ad eccezione del solare fotovoltaico che “secondo l’Italia è già competitivo sul mercato italiano e non necessita di un sostegno diretto all’energia elettrica prodotta, come confermato dalla notevole capacità produttiva dimostrata negli ultimi anni senza tale sostegno”.

La Commissione UE ha ricordato che il tipo di sostegno che i progetti sulle energie rinnovabili possono ricevere nell'ambito del regime dipende dalla loro dimensione:
- i grandi progetti con più di 5 MW di potenza installata parteciperanno a gare d'appalto specifiche per ciascuna tecnologia;
- i progetti di media entità con potenza installata tra 0,5 MW e 5 MW saranno inseriti in un elenco specifico per ogni tecnologia e saranno sostenuti in base a priorità stabilite secondo determinati criteri;
- i progetti di dimensioni inferiori a 0,5 MW avranno accesso diretto agli aiuti su richiesta.

La Commissione ha constatato, inoltre, che il regime favorisce l’integrazione dei produttori di energia rinnovabile nel mercato, in linea con la disciplina summenzionata. Solo gli impianti di piccole dimensioni possono beneficiare di tariffe di riacquisto, mentre gli impianti di maggiori dimensioni riceveranno un sostegno sotto forma di un premio, vale a dire una maggiorazione sul prezzo di mercato, che espone tali fonti di energia rinnovabili ai segnali del mercato. Il regime sosterrà inoltre il rinnovo dei generatori esistenti di qualsiasi dimensione, ad esempio per aumentare la loro efficienza o prolungare la loro durata di vita operativa.
La Commissione è dunque giunta alla conclusione che il regime aumenterà la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e ridurrà l’inquinamento, in linea con gli obiettivi dell’Unione dell’energia, senza falsare indebitamente la concorrenza.

Ora si dovrà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo definitivo da parte del MiSE che, dopo le dimissioni del Ministro Federica Guidi, è retto ad interim dal Presidente del Consiglio dei Ministri, anche se da indiscrezioni giornalistiche sembra che la nomina del successore sia ormai imminente e potrebbe giungere nel Consiglio dei Ministri del 3 maggio 2016, con Chicco Testa, ex Presidente di Enel e attuale Presidente di Assoelettrica, in pole position.

Aggiornamento del 9 maggio 2016:
Il Presidente del Consiglio nel corso della trasmissione “Che Tempo Che Fa” dell'8 maggio ha annunciato il nuovo Ministro nella persona di Carlo Calenda, già vice Ministro allo stesso Dicastero, prima di essere nominato Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea.



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