Imprese, organizzazioni imprenditoriali e portatori di interesse in genere hanno tempo fino al 28 marzo 2014 per partecipare, su base volontaria, alla “fase pilota” per sviluppare specifiche norme per mangimi, alimenti, bevande e prodotti affini quali, fertilizzanti, imballaggi per alimenti e catering, nonché altri prodotti e servizi direttamente correlati con le indicate categorie.

ecofys-rdc-pre

Con un mese di ritardo rispetto a quanto annunciato il 4 novembre 2013 in occasione del comunicato con cui si notificava le scelte operate per la 1a selezione di “progetti pilota” per il settore tessile, quello degli arredi, e per i prodotti energetici, la Commissione UE - Direzione Generale Ambiente ha ora aperto sul portale Product Environmental Footprint (PEF) l’invito, rivolto alle parti interessate (imprese individuali, associazioni di industrie, organizzazioni private, pubbliche e ONG), a presentare proposte entro il 28 marzo 2014 per partecipare, su base volontaria, a sviluppare specifiche norme per mangimi, alimenti, bevande e prodotti affini quali, fertilizzanti, imballaggi per alimenti e catering, nonché altri prodotti e servizi direttamente correlati con le indicate categorie, rivolto alle parti interessate (imprese individuali, associazioni industriali, organizzazioni private, pubbliche e ONG).

Ricordiamo che la Tabella di marcia della Strategia per un’ “Europa efficiente nell’uso delle risorse”, adottata dalla Commissione UE il 20 settembre 2011, prevede l’istituzione di un approccio metodologico comune e per tutto il ciclo di vita che consenta agli Stati membri e al settore privato di illustrare e misurare le proprietà ecologiche di prodotti, servizi e imprese, nonché la diffusione di informazioni migliori sull’impronta ambientale dei prodotti. Lo stesso documento invitava gli Stati membri a mettere a punto incentivi per incoraggiare le imprese a misurare, confrontare e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse in maniera sistematica.
In tale contesto la Commissione UE aveva lanciato nella primavera scorsa una proposta innovativa, anche se attesa dagli imprenditori più sensibili alla sostenibilità della loro produzione: adottare un mercato unico per prodotti verdi.
In merito, il Centro Comune di Ricerca (Joint Research Center) ha sviluppato due metodologie per misurare l’impronta ambientale dei prodotti e delle organizzazioni in base a metodi esistenti e ampiamente riconosciuti:
- PEF (Product Environmental Footprint) ovvero il metodo generale per misurare e comunicare il potenziale impatto ambientale nel corso del ciclo di vita di un prodotto;
- OEF ( Organisation Environmental Footprint) ovvero il metodo generale per misurare e comunicare il potenziale impatto ambientale nel corso del ciclo di vita di un’organizzazione.
"Per incrementare la crescita sostenibile i consumatori  devono essere in grado di identificare i prodotti ecologici e le aziende e questa iniziativa è un passo importante in tale direzione – ha affermato il Commissario UE all’Ambiente Janez Potočnik - Informazioni attendibili e comparabili circa gli impatti ambientali l'ambiente introdurranno maggiore trasparenza e sarà costruire la fiducia con i consumatori, partner commerciali e investitori”.

I potenziali ambiti di applicazione e risultati della metodologia PEF sono:
- ottimizzazione dei processi durante il ciclo di vita di un prodotto;
- sostegno alla progettazione del prodotto che riduca al minimo gli impatti ambientali nel corso del ciclo di vita;
- comunicazione delle informazioni relative alle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti (ad esempio mediante la documentazione che accompagna il prodotto, siti internet e app) da parte delle singole imprese o mediante programmi su base volontaria;
- programmi relativi alle dichiarazioni ambientali, in particolare garantendo una sufficiente affidabilità e completezza delle dichiarazioni;
- programmi che creano reputazione dando visibilità ai prodotti che calcolano le proprie prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita;
- identificazione degli impatti ambientali significativi al fine di stabilire criteri per i marchi di qualità ecologica;
- incentivi basati sulle prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita, ove opportuno. 

Nel corso di un seminario svoltosi a Bruxelles il 13-14 gennaio 2014 è stata diffusa una Guida realizzata da società di consulenza.

Come indicato in precedenza, le domande devono essere presentate per via elettronica entro il 28 marzo 2014,  alle ore17:00 (Orario dell’Europa Centrale). La Commissione comunicherà i “progetti pilota” selezionati alla fine di aprile 2014. I lavori inizieranno il 1° giugno 2014 e termineranno entro il 31 Dicembre 2016. L'unico requisito per le aziende che desiderano proporsi per un “progetto pilota” è che esse svolgano operazioni sul mercato UE (vendita di prodotti, uffici, ecc).