La città deve essere un bene comune

La città deve essere un bene comune

Il vicesindaco di Perugia, Nilo Arcudi, nel raccontare gli investimenti dell’amministrazione  verso la sostenibilità, rilancia l’appello per un coinvolgimento di tutti gli attori in vista di un obiettivo condiviso.

Nilo-Arcudi

Parlando di Perugia, il noto scrittore e critico letterario Henry James (New York, 15 aprile 1843 – Londra, 28 febbraio 1916) ha scritto: “Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno”.

Davvero questa frase, desunta dall’opera del 1875. “Transatlantic Sketches”, costituisce un viatico ancora attualissimo per quanti, mossi da curiosità, esigenze culturali o lavorative, volgono i loro passi verso la vecchia città etrusca. Realmente è un piacere percorrere le pietre del vecchio Corso Vannucci, immergendosi nell’atmosfera rarefatta e sospesa dell’acropoli e scoprire il fermento innovativo che si cela dietro le finestre a sesto acuto e le colonnine tortili. Per approfondire le tematiche della sostenibilità e delle strategie dell’Amministrazione locale per trasformare la città di Perugia in una Smart City, radicata nel passato ma aperta al futuro, a pochi giorni dal precedente incontro con l’Assessore comunale all’Ambiente, Lorena Pesaresi, siamo tornati a Palazzo Vannucci, per incontrare il Vicesindaco, Nilo Arcudi.

Quali interventi sono previsti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche?
Il nostro Comune dispone di una cifra di 22 milioni di euro che intendiamo investire nella città.
I nostri interventi rientrano nell’ambito della sostenibilità complessiva di Perugia e prevedono uno sviluppo equilibrato e armonico del territorio che è orientato all’innovazione e al cambiamento, senza trascurare gli aspetti ambientali.
In tale ottica, gli investimenti interesseranno: la mobilità sostenibile; la produzione di energia rinnovabile; i parchi e le aree verdi.
Inoltre, abbiamo previsto significativi investimenti al fine di migliorare la sostenibilità tecnologica della città, perché noi, come Amministrazione, crediamo che l’aspetto tecnologico rientri nell’ambito della sostenibilità ambientale.

Quali sono gli interventi in programma per la tutela dei parchi e delle aree verdi?
Abbiamo in programma una serie di interventi, mentre altri sono già stati realizzati negli anni passati che riguardano l’incremento del rapporto tra verde pubblico e cittadini. Al momento, abbiamo già conquistato una percentuale tra le più alte d’Italia.
Sono stati realizzati una serie di parchi nuovi, molto grandi, all’interno di Perugia, in aree densamente popolate: il parco Chico Mendez posto nella zona di Madonna Alta, in via Cortonese, una delle zone più densamente abitate della città; Il parco di Ponte San Giovanni collocato in un’altra grande area di Perugia e completato anni fa, comprendente circa ventimila abitanti; il parco fluviale del Tevere, altro significativo investimento per la città: questo parco dispone di 26 chilometri di percorso pedonale e ciclabile. Parte dal parco San Giovanni e seguendo il corso del fiume, in un suggestivo contesto naturalistico, giunge ai confini di Perugia. Stiamo, inoltre, progettando un suo completamento, allungando il percorso di altri 4 chilometri fino ad arrivare ad Umbertide.
Un altro settore sul quale vogliamo investire è quello della “sentieristica” nella città.
Sono in fase di progetto dei collegamenti tra alcune frazioni di Perugia, in particolare una rete di percorsi che dovrebbe coprire il territorio di “Arnate” che collega il Chiascio con il Tevere. Un altro percorso di oltre 60 chilometri dovrebbe partire dal monte Tezio e arrivare fino al Tevere. Infine, un percorso ancora in fase progettuale che parte dall’area dello stadio di Perugia, Pian di Massiano, e che arriverà fino al lago, proseguendo oltre la città e recuperando il tracciato della vecchia ferrovia.

Quali sono le azioni dell’Amministrazione per far diventare Perugia una “smart city”?
Ci stiamo impegnando molto a tal fine, per questo abbiamo partecipato al bando nazionale e progettato una serie di interventi su questa linea: il bike sharing inaugurato da poco nella parte bassa di Perugia e un percorso che segue il Minimetrò, un investimento fatto in questi anni verso la mobilità sostenibile.
Un altro investimento strategico riguarda il centro storico e comprende due interventi: il primo, si avvale del QR Code, consentendo ai possessori di iPad e iPhone di conoscere tutti i dettagli storici dei principali monumenti del centro di Perugia e anche i percorsi consigliati ai turisti. Questa opportunità è offerta, al momento, da pochi centri storici in Italia.
Altro intervento innovativo, sempre nell’ambito tecnologico, è la possibilità di monitorare quotidianamente, attraverso delle telecamere, le presenze in tutte le vie principali del centro storico di Perugia. Questo ci consente di valutare tra le diverse iniziative in programma, quali sono quelle più riuscite e più seguite e quali invece hanno avuto un minor impatto.

Come sono i rapporti con le aziende municipalizzate che si occupano di ambiente?
Noi abbiamo un modello a Perugia che è stato introdotto all’inizio degli anni ’80 e che abbiamo mantenuto perché crediamo sia il modello giusto. Le nostre società che gestiscono i servizi pubblici sono società miste: partecipate dal pubblico, attraverso il Comune, e dai privati.
Tale modello misto ci consente di unire la programmazione, la pianificazione e l’esigenza di interesse generale del servizio pubblico con la capacità del privato di affrontare con più coraggio le sfide del mercato, la competizione e l’innovazione. Questo modello è quello che abbiamo sostenuto e che intendiamo difendere.
A Perugia, le società che gestiscono il servizio pubblico sono: la Gesenu per il servizio di igiene urbano; l’UMBRA ACQUE per il servizio idrico integrato; Umbria Mobilità per il trasporto pubblico; la Minimetrò spa per il Minimetrò. Inoltre, abbiamo una piccola partecipazione sull’aeroporto.
Abbiamo scelto di concentrarci solo su società che gestiscono i servizi pubblici principali. Negli anni passati, abbiamo ceduto le quote di tutte le altre società, restando con poche partecipate che però sono rilevanti.
Dal punto di vista del servizio siamo molto soddisfatti, purtroppo, le società con cui collaboriamo stanno vivendo un momento difficile a causa della crisi: molte famiglie non riescono a pagare la tariffa dell’igiene urbana e gli strumenti per interrompere l’erogazione del servizio sono pochi.

Quali progetti sono attualmente in atto nel settore dell’educazione ambientale?
L’atteggiamento generale della nostra Amministrazione riguardo all’educazione ambientale è quello di coinvolgere e responsabilizzare. Attraverso la GSA, società di formazione della Gesenu, stiamo sensibilizzando i bambini nelle scuole elementari sull’importanza della sostenibilità ambientale, del vivere bene in città e di non sprecare le risorse.
Le campagne di educazione ambientale più importanti che abbiamo realizzato riguardano le tematiche più rilevanti: l’acqua; la raccolta differenziata; i parchi e il verde pubblico.
Per gli spazi verdi abbiamo insistito particolarmente sull’aspetto della cura che deve essere loro rivolta: ogni cittadino è tenuto a conservarli puliti, non lasciando rifiuti in giro, ma gettandoli negli appositi cassonetti.

Quale messaggio lancerebbe ai suoi cittadini?
Noi dell’Amministrazione lavoriamo quotidianamente per migliorare la città, ma se vogliamo che Perugia diventi più moderna, più europea, migliore e più vivibile, dobbiamo trattarla con più cura e considerarla un bene di tutti e non come qualcosa che non ci appartiene personalmente e del quale deve occuparsi solo l’Amministrazione comunale.
Vorrei comunicare ai miei concittadini il rispetto per la città, un rispetto che coinvolga tutti perché questo è l’unico modo per rendere una città più bella: considerarla un bene comune.


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