L’Associazione Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane ha presentato il primo Rapporto dedicato alle città e alle politiche urbane dal titolo “Metropoli attraverso la crisi” che propone come ipotesi che la città possa essere la risposta a molte delle difficoltà attraversate dal nostro Paese, a condizione che venga costruita “un’identità metropolitana”.

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Presentato il 2 ottobre 2015 il primo Rapporto di Urban@it - Centro nazionale di studi per le politiche urbane, l’Associazione costituitasi a fine 2014 e promossa da 7 Università (Università di Bologna, Politecnico di Milano, Università IUAV di Venezia, Università di Firenze, Università Roma Tre, Università Federico II di Napoli, Politecnico di Bari), a cui se ne sono aggiunte altre due (Università La Sapienza di Roma, Università Milano Bicocca), e da altri 3 soggetti (ANCI, Società Italiana degli Urbanisti (SIU) e Laboratorio Urbano), che si propone di contribuire a stabilire un rapporto forte e di reciproca alimentazione tra il mondo della ricerca, le istituzioni, il mondo produttivo e finanziario, la cittadinanza attiva attorno al tema delle politiche urbane.

Ogni anno, il Centro produrrà e pubblicherà un Rapporto dedicato alle città e alle politiche urbane, che si caratterizzerà per un diverso tema. Quello di quest’anno è "Metropoli attraverso la crisi".

Curato dal Prof. Marco Cremaschi, Presidente del Comitato scientifico di Urban@it, e basato sull’attività di 4 Gruppi di lavoro (Città in trasformazione. Contributi a partire dai progetti di ricerca PRIN in corso; La riforma dei livelli di governo locale e l’Agenda urbana; Le Agende urbane locali e i Piani operativi regionali 2014-2020; Le Agende urbane nazionali ed europea a confronto), il Rapporto propone l’ipotesi che la città possa essere la risposta a molte delle difficoltà attraversate dal nostro Paese.

Un’Italia dove la nuova istituzione metropolitana resta finora l’elemento più concreto delle riforme istituzionali che dovrebbero permettere di affrontare la crisi economica e i rischi epocali. Il banco di prova di quest’atteggiamento sarebbe l'esplicitazione di un’Agenda urbana del paese, alla realizzazione della quale Urban@it si è posta a servizio - afferma Cremaschi - Com’è noto, l'Italia non ha finora avuto una politica urbana unitaria e centralizzata, anche se a più riprese sono state assunte iniziative di diverso spessore e continuità. A livello locale infatti alcune città hanno goduto di attenzione e risorse anche cospicue, a volte con risultati significativi. Spesso è stato segnalata l’assenza di un quadro di valutazione comune di queste iniziative. Solitamente, però, la richiesta di nuove politiche pubbliche avviene di fronte alla denuncia di problemi e rischi collettivi: l’ambiente in pericolo, la disoccupazione, la povertà crescente, ecc.
Al contrario, le città hanno la capacità di dare risposte ai problemi urbani e, più in generale, del sistema Italia. La crisi del capitalismo finanziario e l’affermazione dell’urbanizzazione planetaria sono due fatti che vanno relazionati e letti insieme. Da questa sovrapposizione potrebbero nascere soluzioni ai problemi che la globalizzazione e la finanziarizzazione della economia non riescono ad affrontare, in particolare la stagnazione economica e la crisi ambientale. Il Rapporto sostiene che la città può essere la risposta sia all’una che all’altra”.

A supporto di questa tesi, il Rapporto presenta una serie di casi e analisi sulle trasformazioni territoriali, economiche e sociali in atto, le urgenze e i nodi che alimentano la nuova questione urbana e le possibili risposte in termini di policy, nella convinzione che si debba rilanciare una politica nazionale capace di individuare e condividere i temi fondanti, indirizzare le risorse e le energie verso le effettive priorità, ricreare un rapporto fra ricerca e politica, gestire in un quadro nazionale unitario i rapporti con le istituzioni europee e internazionali.

Su questo ultimo aspetto il Rapporto evidenzia:
- la necessità di coordinamento delle diverse politiche settoriali e dei diversi attori pubblici e privati che investono sulle medesimi aree e territori;
- la mancanza di una regia nazionale e la sostanziale inattività del Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane (CIPU);
- i rischi ai quali queste incertezze espongono iniziative recenti come la riforma metropolitana e il Programma Operativo Nazionale per le Città Metropolitane 2014-2020 (PON METRO).

Nel Rapporto viene riconosciuta inoltre la necessità di una profonda revisione degli apparati legislativi e normativi per costruire un’identità metropolitana, perché "Siamo a un passo dall'aver screditato anche questa istituzione - dichiara l’ex-Sindaco di Bologna e Direttore esecutivo del Centro Walter Vitali - All'inizio è prevalso il senso di novità rispetto alle difficoltà, ci si aspettava qualcosa di più, qualcosa che le province non riuscivano a fare. Ora non può succedere che sia peggio della vecchia provincia. Altrimenti 'città metropolitana' rischia di diventare una parola impronunciabile".

È disponibile una Sintesi del Rapporto, mentre la versione integrale, pubblicata da Il Mulino, sarà in libreria da gennaio 2015.