Acqualagna: la capitale del tartufo è anche un’oasi verde di qualità

Acqualagna: la capitale del tartufo è anche un’oasi verde di qualità

Non solo tartufo per il Comune marchigiano, ma anche una spinta verso la salvaguardia dell’ambiente e delle oasi verdi. Tutto a vantaggio del cittadino.

acqualagna

Stretto tra monte e fiume, il comune di Acqualagna non è certo a vocazione agricola, ma ha saputo non solo sfruttare al meglio un territorio così particolare, ma anche fare dell’attenzione all’ambiente un punto di forza del territorio.
Guardiamo per esempio alle zone verdi che il Comune ha riservato ai propri cittadini. Il Sindaco e i suoi collaboratori hanno lavorato affinché ogni quartiere del paese avesse uno spazio verde, grande o piccolo che sia. E proprio adesso stanno procedendo verso la verifica se effettivamente la proporzione numero di abitanti – parchi, sia soddisfacente.
 
Ma non basta. Dal punto di vista delle scelte energetiche, dell’illuminazione e del riscaldamento sono state operate dalla squadra degli Amministratori pubblici scelte che hanno comportato investimenti importanti e finanziamenti diretti proprio al green.
Per esempio, ci spiega il Sindaco, Andrea Pierotti, “200 kilowatt di fotovoltaico sono stati installati sui pubblici edifici“. La pubblica illuminazione è in gran parte sostenuta da lampadine a led.
 
E se sulla raccolta differenziata dei rifiuti non si hanno ancora cifre da primato regionale, ma un balzo in avanti si è ottenuto “siamo passati dal 10% al 50%, un risultato che ritengo lusinghiero”.
Tra le azioni su cui Sindaco e Giunta intendono insistere, infatti, c’è l’ottimizzazione della raccolta differenziata.
 
Acqualagna può contare su due eccellenze: l’industria delle cave e delle pietre e quella dei tartufi. Quest’ultima famosa in tutta Italia e di richiamo irresistibile per palati fini e turismo gastronomico. Quella delle pietre è un’industria che, pur richiedendo uno smaltimento del tutto particolare, viene compensato da un buon livello di collaborazione con le aziende.
 
Quali i programmi futuri?
La continuazione di quanto fatto adesso per l’ambiente e anzi un suo potenziamento



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