La banconota "sostenibile"

La banconota "sostenibile"

Realizzata in polimeri offre maggiori prestazioni di sicurezza e vantaggi ambientali
banconota sostenibile

 

Dopo la moneta ecologica del futuro (cfr: “Eco-coin”, in Regioni&Ambiente n. 3, marzo 2011, pagg. 68-69), è ora la volta della Banconota sostenibile. È stata la Bank of Canada a mettere in circolazione dal 12 novembre 2011 i “biglietti” da 100 dollari in plastica.

In precedenza c’era stato un altro tentativo di emettere una banconota in polimero (escludendo le emissioni celebrative), ma l’esperimento non ebbe successo.
Fu in occasione del Bicentenario dello sbarco degli europei nel Continente “nuovissimo”, avvenuto il 27 gennaio 1788, che la Reserve Bank of Australia emise una banconota in plastica sviluppata dal CSIRO (The Commonwealth Scientific Industrial Research Organisation), l’organismo governativo nazionale per la ricerca scientifica in Australia. Tuttavia, vuoi per il fatto che gli australiani non furono entusiasti di celebrare quella ricorrenza, vuoi perché aveva un dispositivo ottico di sicurezza OVD (un ologramma argentato con l’effige del famoso James Cook che esplorò con la nave Endeavour le terre australi del Pacifico, anche se poi a porre la prima colonia nel 1788 fu il capitano Arthur Phillip), che il pubblico si divertì a graffiare con una moneta, come se si trattasse di un “gratta e vinci”, essendosi diffusa provocatoriamente la diceria che ci fosse stato un premio in palio. Tant’è, dopo qualche giorno, con la motivazione che l’OVD era difettoso, la banconota fu ritirata dalla circolazione.

Ci auguriamo che egual sorte non tocchi all’esperimento canadese, sia per motivi di sicurezza che in termini di consumo di risorse.
“Le nuove banconote [a marzo 2012 saranno immesso i biglietti da 50 dollari, mentre per quelli da 20, 10 e 5 si dovrà attendere il 2013] sono quasi impossibili da contraffare”, secondo quanto dichiarato dalla Bank of Canada, che ha specificato come le nuove funzioni di protezione, oltre ad includere elementi olografici visibili da entrambi i lati, contiene una striscia metallica che attraversa il biglietto e che può essere intravista da una foglia trasparente di acero (il simbolo del Canada), rendendo così facile la verifica della loro autenticità.
In Canada, “in alcune regioni, nel 2002, almeno un commerciante su dieci esponeva un cartello con scritto che non accettava la banconota da 100 - come afferma, ancora, la nota della Banca centrale - Nonostante il 99% dei negozi ormai accetti i pezzi da 100, resta diffusa la percezione che siano difficili da spendere”.

Se la lotta alle banconote false è una delle ragioni all’origine della svolta, anche la sua “sostenibilità” è stata oggetto di approfondito studio.
La Bank of Canada aveva incaricato, infatti, due società di consulenza per la valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute di una banconota in plastica rispetto a quella corrente in miscela di carta e cotone.
Il Report “Life Cycle Assessment of Canada’s Polymer Bank Notes and Cotton-Paper Bank Note”, elaborato da PE America’s e Trayskele-Environment Health & Safety e sottoposto a revisione da un Panel terzo sulla base delle Linee Guida ISO 14044, ha preso in esame 9 categorie per la valutazione dell’impatto delle due tipologie di banconota nel loro intero ciclo di vita (LCA).
In tutte le categorie, quella in polimeri ha mostrato miglioramenti che vanno dal 29 al 60%, tra cui:
- durata più che doppia (2,5 volte);
- riduzione del potenziale riscaldamento globale (32%);
- minor consumo di energia primaria (30%).
Inoltre, non si strappa, può essere immersa in liquidi senza subire alterazioni, non si macchia e può essere riciclata, una volta giunta a fine vita o ritirata dalla circolazione, con un risparmio che viene calcolato in circa 200 milioni di dollari canadesi (145 milioni di euro). Unici inconvenienti sono la scivolosità e la difficoltà a piegarla.

Su un lato della banconota c’è l’immagine di Robert Borden, Primo ministro del Canada dal 1911 al 1920, che ebbe il merito di iniziare il distacco del Paese dall’Impero britannico sul retro vengono celebrati i successi del Paese nel campo della medicina: l’immagine di una ricercatrice al microscopio; un flacone di insulina, per la cui scoperta fu premiato nel 1923 con il Premio Nobel per la Medicina, assieme al britannico John Macleod, Frederick Banting; un filamento di DNA, in quanto la prova certa che una sua molecola è portatrice dell’informazione genica si deve agli esperimenti condotti da Oswald Avery; un tracciato di elettrocardiogramma per celebrare John Hops che ha inventato per primo il pacemaker cardiaco.

“Con queste nuove banconote, la Bank of Canada - ha affermato per l’occasione il suo Governatore Mark Carney - fornirà ai canadesi una forma di pagamento sicura, resistente di alta qualità, da poter usare con fiducia. Esse sono un prodotto dell’ingegno canadese, unito alle più innovative tecnologie a livello mondiale, di cui i canadesi possono essere orgogliosi”.

 

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