Alla vigilia della nuova disastrosa alluvione che ha colpito la città di Genova, il Governo ha avviato la Campagna “Se l’Italia si cura, l’Italia è più sicura” e il portale web, entrambi correlati alle attività delle due strutture di missione della Presidenza del Consiglio “contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche” e per il “coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica”.
Peccato che l’azione di Governo con il Decreto “Sblocca Italia” esprima la stessa strategia di uso del territorio che ha determinato il drammatico dissesto idrogeologico del nostro Paese.

Italia sicura

Il Governo ha presentato con una Conferenza stampa a Palazzo Chigi la mattina del 9 ottobre 2014, alla vigilia dell’alluvione che nella notte ha nuovamente colpito la città di Genova, la Campagna istituzionale “Se l’Italia si Cura, l’Italia è più Sicura” e il portale web italiasicura.governo.it, legati alle attività delle due strutture di missione della Presidenza del Consiglio “contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche” e per il “coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica”.
Alla Conferenza stampa hanno partecipato: Graziano Delrio Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, i due coordinatori delle strutture, rispettivamente Erasmo D'Angelis e Laura Galimberti, e il testimonial della Campagna Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico.
La campagna che presentiamo consente di conoscere il nostro Paese e i suoi problemi per farlo amare - ha sottolineato il Delrio - Cura delle persone, delle comunità, e della qualità dei luoghi che abitano e frequentano. La cura genera cura e il governo per primo vuol dare l'esempio nel coordinarci di più. Uno dei motivi per cui le cose non funzionano è che spesso i compiti di sovrappongono: le Strutture di missione non sono qui per sostituire, ma per coordinare nel far partire i cantieri. Quindi interventi specifici e un'attenzione giorno per giorno, in modo che possiamo evitare in futuro di dire che ci sono fondi da spendere che nessuno ha speso e che c'è una scuola chiusa per un tetto non aggiustato”.

Il messaggio è chiaro e passa attraverso spot tv, radio, on line e sui social network, da Twitter (@italia_sicura) a Facebook (Italiasicura) a Flickr (#italiasicura contro il dissesto e #italiasicura per edilizia scolastica), sui video delle stazioni ferroviarie, aeroporti, aree servizio autostradali, sulle principali piattaforme dei partner dell’iniziativa.
La campagna indica il cambio radicale di approccio alle due grandi questioni aperte da sempre: l'Italia che frana e si allaga troppo facilmente e le condizioni di moltissime scuole italiane: “Si volta pagina e si rivolta l’Italia”, recita la voce narrante di Tozzi. Con gli spot e la campagna online, anche la novità della galleria fotografica con i selfie e le immagini dai cantieri aperti.

"Finalmente voltiamo pagina - ha spiegato D’Angelise lo dobbiamo innanzitutto alle oltre 4.000 vittime di frane e alluvioni negli ultimi 50 anni. Stiamo mettendo fine a ritardi imbarazzanti ed abbiamo recuperato e stiamo riprogrammando la spesa di circa 4 miliardi, 2.3 contro dissesto e 1.6 per disinquinare fiumi e mare, grazie al decreto Sblocca Italia. Entro la fine del 2014 apriranno altri 650 cantieri per opere di sicurezza per 800 milioni di euro. Sono soldi che, insieme al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, al capo della Protezione Civile Franco Gabrielli e ai Presidenti delle Regioni, stiamo finalmente trasformando in interventi in tutta Italia. Abbiamo bisogno che i cittadini diventino ‘sentinelle’ sui lavori pubblici che salvano vite umane e riducono danni. Diamo loro, per la prima volta, l’opportunità di poter verificare e controllare ‘dal basso’ gli stati di avanzamento delle opere previste”.
Con gli spot e la campagna online, anche la novità della galleria fotografica con i selfie e le immagini dai cantieri aperti.

Con il nuovo portale italiasicura.governo.it si punta al coinvolgimento di tutti i cittadini nella conoscenza del rischio nei territori in cui vivono per aumentare la consapevolezza e ridurre l’esposizione ai pericoli.
Il portale è suddiviso in 3 sezioni:
- dissesto (al lavoro contro frane e alluvioni);
- acque pulite (sviluppiamo il settore idrico);
- scuole (interventi per risanare e rinnovare l’edilizia scolastica).
Ad esempio, nell’area dissesto cliccando sulla cartina d’Italia georeferenziata, si trovano gli stati di avanzamento delle opere di “riparazione” finanziate da Stato e Regioni.
Nell’area acque pulite è possibile consultare quali sono le problematiche “idriche” del proprio territorio di appartenenza e gli interventi previsti.
Nell’area scuole c’è la possibilità di conoscere le ristrutturazioni e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Il sito oggi rende visibili gli interventi dei 404 Comuni che hanno aperto nuovi cantieri di edilizia scolastica, grazie a uno sblocco del patto di stabilità - ha sottolineato la Galimberti - ma progressivamente comunicherà l’avanzamento di tutti gli interventi già avviati con finanziamenti statali per la sicurezza, l’adeguamento antisismico, l’efficientamento energetico grazie alla collaborazione del Ministero dell’Istruzione e degli altri Ministeri coinvolti; i cittadini potranno verificare l’impegno di tutto il Governo su questo tema. Il sito sarà anche il luogo per far conoscere le iniziative di studio e divulgazione sul tema dell’edilizia scolastica, che sempre più dovrà essere coerente con il rinnovamento della didattica, le nuove frontiere tecnologiche e l’apertura delle scuole alle realtà locali”.

La Campagna merita considerazione, ma l’azione di Governo è contraddittoria, visto che con il Decreto “Sblocca Italia” e la proposta di nuova Legge urbanistica si esprime la stessa strategia di uso del territorio che è la principale causa del dissesto idrogeologico che il nostro Paese sta denunciando in maniera drammatica sotto l’imperversare dei cambiamenti climatici, anche questi di origine antropica del tutto evidente.