Commissione UE notifica all’Italia altri 6 “pareri motivati”, ben 5 per l’ambiente.

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Sull’ultimo numero di Regioni&Ambiente (n. 9-10 settembre-ottobre 2012, pag. 50) avevamo segnalato che dall’ultimo “Quadro di valutazione del mercato interno” che la Commissione UE comunica semestralmente, l’Italia risultava essere “maglia nera per il recepimento delle normative”, con ben 69 procedimenti di infrazione, la maggior parte dei quali riguarda l’Ambiente.

Di fronte al quadro desolante per il nostro Paese, il Dipartimento per le Politiche europee presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva diramato una nota con la quale la situazione dovrebbe essere migliore nel prossimo Quadro, poiché la crisi di Governo dello scorso anno aveva fatto ritardare l’approvazione della “Legge Comunitaria 2011”, con le inevitabili conseguenze sul recepimento delle Direttive in essa contenute.

Pur attendendo con fiducia che l’immagine dell’Italia esca meno “nera” dalla prossima Comunicazione prevista per febbraio 2013, prendiamo atto che nel frattempo la Commissione UE con l’ultimo pacchetto di infrazioni relative di Novembre ha notificato al nostro Paese ulteriori 6 procedure di infrazione (Grecia, Polonia e Portogallo, Paesi che solitamente ci contendono il non invidiabile 1° posto, ne hanno avute 4 ciascuno), di cui ben 5 si riferiscono all’ambiente; un’altra, forse ancora più grave, riguarda il mancato rispetto dei dettami della Direttiva 89/391/CEE relativa alla protezione della sanità e sicurezza sul lavoro.

Le infrazioni notificate, inoltre, sono “pareri motivati” ovvero la seconda fase della procedura, dopo che la “lettera di costituzione in mora” non ha sortito effetto e all’Italia viene ingiunto di conformarsi al diritto dell’Unione, con la sollecitazione di comunicare i provvedimenti disposti a tal fine entro un termine preciso, in genere due mesi.

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Di seguito riportiamo le procedure di infrazione notificate all’Italia in novembre che riguardano l’Ambiente.
Composti Organici Volatili (COV). Mancato aggiornamento entro il 10 giugno 2012 delle modifiche apportate alla Direttiva Vernici che limita le immissioni nell’atmosfera di COV.

Discariche. Secondo la Commissione, un certo numero di discariche erano ancora in funzione dopo la scadenza del 2009, in violazione della Direttiva che ne imponeva la regolarizzazione entro tale data.

Acque di balneazione. La Commissione ritiene che gli strumenti di recepimento italiani della Direttiva sulle acque di balneazione non contengano le disposizioni che obbligano gli Stati membri a collaborare e a scambiarsi informazioni nel caso in cui un bacino idrografico comporti un impatto transfrontaliero sulla qualità delle acque di balneazione

Pile e accumulatori. La legislazione italiana non sarebbe conforme alle norme europee che obbligano i fabbricanti a indicare chiaramente il contenuto di piombo, mercurio e cadmio in maniera visibile, leggibile e indelebile.

Prevenzione delle inondazioni. Secondo la Commissione, la normativa di recepimento della Direttiva sulle alluvioni non contempla quelle provocate da eventi non meteorologici (ad esempio, tsunami) e da cedimenti infrastrutturali quali la rottura di una diga.

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