Istat: le Società partecipate pubbliche inattive sono il 30%

Istat: le Società partecipate pubbliche inattive sono il 30%

Alla vigilia del voto finale sulla Legge di Stabilità 2015 che prevede la razionalizzazione delle partecipate dagli enti locali, senza introdurre quelle misure richieste dal Commissario alla “Spending review” Cottarelli per l’effettivo disboscamento delle società che amministrano “politici” senza più occupazioni, l’Istat fotografa la situazione al 2012, confermando il loro elevato numero, incrementatosi negli ultimi anni, molte delle quali non hanno nemmeno addetti.

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Nel documento di razionalizzazione della spesa pubblica, presentato il 7 agosto 2014 dal Commissario alla “Spending reviewCarlo Cottarelli, dal “disboscamento” delle Società partecipate locali è previsto un risparmio nell’esercizio 2015 di circa 500 milioni di euro, che potrebbero divenire 2 miliardi nel triennio 2015/2017, con una riduzione del loro numero di 2.000 già nel corso del 2015, se le proposte avanzate nel documento fossero state prontamente recepite dal legislatore.

Ma cosa sono le “partecipate” dagli enti locali?
Sono le Società, di cui Regioni, Province e Comuni detengono quote societarie, che producono beni e servizi, (il mantenimento di strade, la gestione dei rifiuti, l’elettricità, l’acqua, il gas, i trasporti, ecc.) in regime di mercato ed aventi forma e sostanza privatistica.
A queste, “si affiancano, infatti, sempre più spesso, soggetti che - pur avendo una veste giuridica privatistica - perseguono interessi generali, svolgendo compiti e funzioni di natura pubblicistica tali da configurarli come veri e propri apparati pubblici - enti pubblici in forma societaria - o “organismi di diritto pubblico”, secondo la definizione della direttiva 2004/18/CE, soggetti a particolari e penetranti regole di gestione e controllo pubblico”, secondo quanto indicato in uno Studio della Camera dei Deputati che si era occupata nell’aprile 2012 di tale fenomeno in aumento negli ultimi anni.

Dopo l’annuncio del Governo che queste “partecipate” da “8.000 sarebbero diventate 1.000” e che tale “disboscamento“ sarebbe stato inserito nel Decreto “Sblocca Italia”, da cui era poi scomparso per entrare nella Legge di Stabilità 2015, in particolare all’Art. 43 che porta il titolo “Razionalizzazione società partecipate locali”, la stessa denominazione del documento di Cottarelli.
Tale Legge il cui voto definitivo è previsto per oggi alla Camera dei Deputati, secondo il testo del Maxiemendamento del Governo già approvato al Senato, indica le “Linee Guida” e una “Calendarizzazione” per operare questo sfoltimento, ma non contiene quelli che per Cottarelli erano gli elementi fondamentali per raggiungere l’obiettivo:
- chiudere le società che non hanno dipendenti o che hanno un fatturato inferiore ai 100.000 euro;
- introdurre sanzioni per gli amministratori inadempienti.

Così le polemiche non sono mancate, anche perché, come ben si sa, ad occupare i posti di amministratori di quelle società ci sono politici “trombati” alle elezioni, sindaci non più rieleggibili, “fedelissimi al partito”, più che competenti personalità fuori dai “giochi”.
Con tempestività, forse non voluta, ieri l’Istat ha tracciato la fotografia delle “Partecipate pubbliche in Italia” che offre la dimensione numerica esatta del fenomeno, su cui finora erano circolate stime più o meno attendibili.


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- Nel 2012, sono 11.024 le unità con 977.792 addetti (la quota di partecipazione pubblica presa in considerazione va da 0 fino al 100% dell’unità partecipata). Il 25,6% delle partecipate è al 100% gestito da soggetti pubblici; il 29,1% è partecipato per una quota compresa tra il 50% e il 99,9%; il 27,1% per una quota inferiore al 20%.
- Il 68,7% delle unità (7.574) è partecipato da un solo soggetto pubblico. Gli addetti di queste unità sono 738.713, pari al 75,5% del totale.
- Tra le unità a partecipazione pubblica in Italia, le imprese attive sono 7.685, quindi presenti nel Registro Imprese ASIA (il Registro aggiornato annualmente dall’Istat delle unità locali delle imprese), e impiegano 951.249 addetti, ovvero il 97,3% degli addetti di tutte le partecipate.
- Sono 1.454 imprese non attive, ma che hanno comunque presentato nel 2012 il bilancio d’esercizio o la dichiarazione dei redditi con modello Unico.

- Il 41,1% delle imprese è organizzato nella forma giuridica di società a responsabilità limitata, ma il loro peso in termini di addetti è solo dell’8%.
- Sono 994 unità fuori dal campo di osservazione del registro Asia imprese; si tratta di unità agricole e unità no-profit con 16.579 addetti, per le quali è stato possibile ottenere le informazioni grazie ai censimenti 2014.
- Sono 891 unità residuali che impiegano 9.963 addetti (poco più dell’1% del totale), attualmente non classificabili, che saranno oggetto di ulteriori analisi.

partecipate pubbliche

- La dimensione media maggiore delle imprese partecipate è di 124 addetti; mentre la forma giuridica con la dimensione maggiore (307 addetti per impresa), è la società per azioni, scelta dal 33% delle imprese partecipate, che ha un peso in termini di addetti dell’81,9% sul totale delle imprese partecipate.
- Il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate da un soggetto pubblico è quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 13,4% di imprese e il 2,8% di addetti. Il settore economico che impiega invece il maggior numero di addetti è quello del Trasporto e magazzinaggio, che raccoglie il 37% di addetti e il 10,3% di imprese.
- Nel 23,8% dei casi la sede delle imprese partecipate è situata nel Centro Italia (53,4% degli addetti). Queste ultime presentano una dimensione media pari a 580 addetti per impresa, per un totale di 743 imprese (9,7% del totale) e 430.638 addetti (45,3% degli addetti).
- La ripartizione territoriale con il maggior numero di partecipate è il Nord-ovest: 27,7% di imprese partecipate, 21,1% di addetti e una dimensione media di 94 addetti per impresa. Al suo interno la Lombardia detiene il 16,2% delle imprese e l’11,7% degli addetti, per una dimensione media di 89 addetti per impresa.

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