Istat: i consumi energetici delle famiglie italiane

Istat: i consumi energetici delle famiglie italiane

Per la prima volta vengono fornite informazioni dettagliate sulle dotazioni energetiche delle famiglie e sul loro utilizzo, ricostruendo il quadro complessivo dei consumi energetici nazionali, da cui emerge che le spese di riscaldamento e condizionamento incidono in maniera determinante.
Manca una adeguata informazione e comunicazione che fornisca ai cittadini un quadro dei vantaggi che possono essere conseguiti con la riqualificazione degli edifici e un quadro regolatorio che favorisca i necessari investimenti.
Dall’ENEA i consigli pratici per risparmiare sulle spese di riscaldamento.

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Nel corso del Convegno "I consumi energetici delle famiglie", svoltosi a Roma il 15 dicembre 2014, l’Istat ha presentato i risultati dell' “Indagine sui consumi energetici delle famiglie”, realizzata nel 2013, in collaborazione con l’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSe).
Si è trattato di una rilevante novità nel panorama delle statistiche sull'energia, in quanto la rilevazione, effettuata per la prima volta con riferimento all'intero territorio nazionale, raccoglie informazioni dettagliate sulle dotazioni energetiche delle famiglie e sul loro utilizzo, ricostruendo il quadro complessivo dei consumi energetici annuali e delle relative spese.
Se i dati raccolti sono necessari a completare il quadro nazionale delle statistiche sull'energia, soddisfano anche le richieste internazionali, dal momento che l’Istituto di statistica alimenterà annualmente la fornitura a Eurostat dei dati sui consumi energetici del settore residenziale per destinazione finale e fonte energetica, nonché il flusso informativo necessario al monitoraggio degli obiettivi Europa 20-20-20.

Linda Laura Sabbadini, Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali - Istat, Maria Cristina Corazza, sub-Commissario ENEA e Gilberto Dialuce, Direttore Generale per la Sicurezza degli Approvvigionamenti e le Infrastrutture Energetiche - MiSE, hanno illustrato le linee generali dell'indagine, i principali risultati, le attività in corso di realizzazione per la stima dei consumi energetici del settore residenziale per finalità d'uso.

Di seguito vengono riportati i principali dati emersi.

- La quasi totalità delle famiglie risiede in abitazioni dotate di impianto di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua, mentre i sistemi per il raffrescamento risultano meno diffusi; ne sono in possesso solo 3 famiglie su 10.
- Sono ampie le differenze territoriali nella diffusione di apparecchiature per il condizionamento: ne risultano dotate solo l’1,5% delle famiglie residenti in Valle d’Aosta e quasi il 50% di quelle che risiedono in Sardegna.
- Il tipo di impianto più diffuso è l’autonomo, sia per riscaldare gli ambienti (lo utilizzano 66 famiglie su 100), sia per l’acqua calda (74). Gli apparecchi singoli vengono utilizzati più frequentemente nel Mezzogiorno, i centralizzati nel Nord.
- La principale fonte energetica di alimentazione degli impianti di riscaldamento dell’abitazione e dell’acqua è il metano, utilizzato da oltre il 70% delle famiglie.
- Nel 2013, le famiglie hanno complessivamente speso per consumi energetici oltre 42 miliardi di euro, con una spesa media per famiglia pari a 1.635 euro.
- La spesa per consumi energetici delle famiglie è più elevata al Nord e più contenuta nel Mezzogiorno, con un differenziale che supera i 400 euro (30% in più delle spese sostenute nel Mezzogiorno).
- La spesa media annua cresce in ragione sia del numero dei componenti sia della loro età. Una famiglia monocomponente giovane spende in media circa 650 euro in meno rispetto a una coppia con 3 o più figli.

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- Gli impianti di riscaldamento dell’abitazione restano accesi tutti i giorni durante la stagione invernale per l’87% delle famiglie, con sensibili differenze territoriali (98% a Bolzano e 62% in Sicilia).
- L’impianto di riscaldamento viene utilizzato, in media, per circa 8 ore al giorno, più nel pomeriggio (quasi 4 ore e mezzo) che non nelle fasce mattutine (2 ore e mezzo circa) o notturne (circa un’ora). Le famiglie residenti al Nord accendono in media due ore in più rispetto a quelle del Centro e tre ore e mezzo in più rispetto a quelle del Mezzogiorno.
- A distanza di pochi anni dal ritiro dal commercio delle lampadine tradizionali, le lampadine a risparmio energetico rappresentano già quasi i tre quarti delle lampadine utilizzate.
- Le famiglie dichiarano di aver effettuato investimenti sul fronte del risparmio energetico negli ultimi 5 anni: oltre la metà per ridurre le spese per l’energia elettrica, il 21% per le spese di riscaldamento dell’abitazione, il 15% per il riscaldamento dell’acqua e, infine, il 10% per il condizionamento.
- Più di una famiglia su cinque fa uso di legna per scopi energetici (consumando 3,2 tonnellate in media all’anno) mentre solo il 4,1% utilizza pellets. Il consumo di legna è più elevato nei comuni montani (oltre il 40% delle famiglie) e in Umbria e Trentino Alto Adige (poco meno di una famiglia su due).
- La metà delle famiglie che utilizzano legna ricorre (parzialmente o totalmente) all’autoapprovvigionamento. La quercia è il tipo di legname più utilizzato.

Se la spesa delle famiglie italiane per i consumi energetici, come risulta dai dati dell’Indagine, è assorbita prevalentemente da riscaldamento e condizionamento, questo è dovuto all’involucro degli edifici che non sono efficienti da un punto di vista energetico.
I margini per ridurre questi consumi sono ampi attraverso interventi di efficientamento. Oggi, con le tecnologie disponibili si può risparmiare il 60% dei consumi energetici, ma manca una adeguata informazione e comunicazione che fornisca ai cittadini un quadro dei vantaggi che possono essere conseguiti con la riqualificazione degli edifici e un quadro regolatorio che favorisca i necessari investimenti.
Anche la diffusione di consigli pratici per risparmiare sui consumi energetici possono assolvere un importante ruolo, come ha fatto recentemente l’ENEA che ha diffuso online una Guida per aiutare i consumatori a conoscere le nuove norme di legge sui limiti di temperatura, la sicurezza e il libretto di caldaia.
"Bastano pochi semplici accorgimenti per non sprecare calore e, allo stesso tempo, non rinunciare al benessere di una buona temperatura domestica - sottolineano gli esperti dell’Unità Efficienza Energetica dell’ENEA- Ad esempio è importante che i termosifoni non siano coperti da tende, rivestimenti, mobili; attenzione anche a non aprire le finestre quando il riscaldamento è acceso, a chiudere la valvola dei termosifoni nei locali non abitati. Molto importante è anche abbassare le tapparelle appena si fa buio. Chi ha il riscaldamento autonomo si ricordi di spegnerlo un’ora prima di andare a dormire o di uscire di casa, per sfruttare il calore immagazzinato nei muri. E ancora, installare valvole termostatiche sui singoli radiatori consentirebbe risparmi fino al 15% delle spese di riscaldamento''.

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