ISS: nella “Terra dei Fuochi” eccessi di morti e tumori

ISS: nella “Terra dei Fuochi” eccessi di morti e tumori

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il Rapporto sull’incidenza di alcune patologie della popolazione del territorio tra le province di Napoli e Caserta che correlano, fattori di rischio accertati o sospetti, l’esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani.

terra dei fuochi

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato il Rapporto “Mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale nei Comuni della Terra dei Fuochi in Campania” da cui emerge che “Il quadro epidemiologico della popolazione in oggetto è caratterizzato da una serie di eccessi della mortalità, dell’incidenza tumorale e dell’ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani. Si osservano in particolare eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tutti i tumori e eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni”.
 
Lo Studio, svolto nell’ambito della collaborazione con Associazione Italiana dei Registri Tumori - Registro Tumori ASL Na3 Sud e con il coinvolgimento dell’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania) riporta i risultati dell’aggiornamento del Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) per i 55 Comuni delle Province di Napoli e Caserta (esclusi i due capoluoghi di provincia, per i quali non è appropriata la metodologia SENTIERI), così come previsto dalla Legge n. 6 del 6 febbraio 2014, di conversione del D.L. n. 136 del 10 dicembre 2013 recante Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate.

Sulla base di detta previsione, l’ISS ha predisposto, alla luce dei criteri riportati nella Direttiva Interministeriale del 28 febbraio 2014, e portato a termine, entro i termini di legge (maggio 2014), l’aggiornamento di SENTIERI, adottando la stessa metodologia che si è caratterizzata per l’individuazione a priori dei territori in esame e delle cause di morte e malattia associabili alle diverse esposizioni ambientali presenti, con diversi livelli di persuasività scientifica (il consenso che la Comunità scientifica di una certa disciplina, in un dato periodo storico, annette a una particolare ipotesi eziologia), seguita da un’analisi a livello comunale della mortalità, dell’incidenza dei tumori e della morbosità stimata attraverso i dati di ospedalizzazione.

Le caratteristiche metodologiche del progetto SENTIERI non consentono, in linea generale, la formulazione di valutazioni di nessi causali, permettono tuttavia di individuare situazioni di possibile rilevanza eziologica da approfondire con studi mirati, senza che questo dilazioni l’indifferibile risanamento ambientale. Queste considerazioni valgono in particolare per le patologie ad eziologia multifattoriale, che ammettono tra i loro fattori di rischio accertati o sospetti, con un ruolo causale o concausale, l’esposizione all’insieme di inquinanti ambientali che vengono emessi o rilasciati dalle sorgenti presenti nelle aree in esame.

Lo Studio, pertanto, ha mantenuto l’impianto concettuale della metodologia di SENTIERI, ma con una modalità attuativa definita ad hoc per la peculiarità e complessità della situazione ambientale dell’area in esame, data la presenza di diverse sorgenti di contaminazione ambientale, e la mancanza di una specifica caratterizzazione sistematica delle diverse matrici.

In relazione alla contaminazione del territorio dovuta allo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi e alla combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi sia solidi urbani, identificare i Comuni interessati da queste pratiche è difficoltoso. In questa indagine sono stati, pertanto, considerati solo i 55 Comuni (Terra dei Fuochi) come stabilito dalla Legge 6/2014.
Come a dire che non si escludono che gli altri Comuni limitrofi abbiano le stesse patologie.

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Fonte: ISTISAN 15/27


In particolare, l’ISS sottolinea che l’infanzia va tutelata già nel periodo prenatale, perseguendo l’obiettivo di garantire alle donne in pre-gravidanza la somministrazione di acido folico, secondo le più recenti raccomandazioni, e in particolare alle donne in gravidanza un ambiente sicuro e l’implementazione delle linee guida sulla gravidanza fisiologica.
I bambini e gli adolescenti devono essere oggetto di tutela rispetto ai rischi ambientali per la salute, accertati o sospettati, sulla base di un approccio precauzionale. Al tempo stesso è opportuno individuare percorsi di rapido accesso ai servizi sanitari e prevedere l’ottimizzazione delle procedure diagnostiche e terapeutiche per l’infanzia.

Per gli adulti è da perseguire il consolidamento dei programmi di screening definiti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), l’adozione su larga scala da parte dei Medici di Medicina Generale della carta del rischio cardiovascolare messa a punto nell’ambito del progetto Cuore, per la prevenzione dell’infarto acuto del miocardio, e, per le altre patologie per cui si sono rilevati segnali di criticità, definire (o potenziare) il Percorso Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PDTA) e le modalità di presa in carico del paziente, vincolando l’intero percorso organizzativo all’esplicitazione di indicatori di processo e di esito.

L’analisi compiuta, conclude l’ISS, ha evidenziato la necessità di ulteriori e cogenti approfondimenti in alcuni Comuni nei quali si sono rilevati specifici segnali.

Le osservazioni fornite concorrono a motivare l’implementazione del risanamento ambientale e l’immediata cessazione delle pratiche illegali di smaltimento e combustione dei rifiuti.

Il documento non dice niente di nuovo per noi - ha dichiarato il Parroco di Caivano, Maurizio Patriciello divenuto negli ultimi anni il simbolo della battaglia di quel territorio contro la camorra e il degrado ambientale - Siamo stati chiamati allarmisti e, invece, come dimostra il volume dell’Istituto Superiore di Sanità, non esageravamo, anzi. È stato deciso che la “Terra dei Fuochi” è composta da 55 Comuni perché vi sono state trovate delle discariche, ma i fumi tossici non rispettano i confini. I nostri Paesi sono costruiti l’uno sull’altro. Servono, perciò, nuovi studi più approfonditi per sapere tutta la verità. Lo stesso nesso tra malattie tumorali e inquinamento viene ammesso solo a denti stretti”.

E i 150 milioni di euro previsti per il 2016 nella Legge di Stabilità per interventi di carattere economico, sociale e ambientale nei territori della “Terra dei fuochi” sono ben poca cosa!

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