IRENA: innovazioni tecnologiche e riduzione dei costi spingono l’eolico offshore

IRENA: innovazioni tecnologiche e riduzione dei costi spingono l’eolico offshore

Secondo l'ultimo Rapporto dell'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili sulle prospettive di innovazione per l'eolico offshore, entro il 2020 verranno commercializzati impianti della potenza di 10 MW e al 2030 quelli da 15 MW, con conseguente potenziale aumento della produzione di energia elettrica di oltre il 650% e riduzione dei costi del 57%.

In occasione della 15ma Conferenza e Mostra Mondiale sull'Energia Eolica di Tokio (31 ottobre - 2 novembre 2016), l'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha rilasciato il Rapporto "Innovation Outlook: Offshore Wind" dove si evidenzia che il calo dei costi e le innovazioni tecnologiche potrebbero far aumentare la produzione di energia elettrica dell'eolico off-shore dai 13 GW del 2015 ai 100 GW entro il 2030, con una crescita di oltre il 650%, e una riduzione dei costi.

"L'energia eolica offshore è pronta a diventare leader nelle tecnologie per la produzione energetica in un'economia globale senza carbonio - ha dichiarato Adnan Z. Amin, Direttore generale di IRENA - Ora che l'energia eolica onshore è già economicamente competitiva con le tecnologie convenzionali, una maggiore attenzione viene riservata alle applicazioni off-shore, caratterizzate da un elevato potenziale di generazione energetica".

Il Rapporto sottolinea in particolare che le nuove innovazioni, come le pale più grandi delle turbine e le turbine galleggianti, hanno la potenzialità di stimolare la crescita del settore e aprire a nuovi mercati, atteso che i costi complessivi sono destinati a scendere del 57%.
Le attuali t
ipiche turbine eoliche offshore hanno una capacità di 6 MW, con un diametro del rotore che arriva a circa 150 metri, ma sono attesi sviluppi tecnologici sia per quanto riguarda le dimensioni delle pale che il gruppo di trasmissione capaci di installare turbine più grandi con potenze più elevate, determinando una conseguente riduzione dei costi medi di produzione dell'energia elettrica che passerà dagli attuali 170 dollari a MWh ai 95 dollari del 2030. Secondo il Rapporto, nel 2020 verranno commercializzate turbine della potenza di 10MW e al 2030 quelle di 15 MW.


"Le basi flottanti dei parchi eolici off-shore costituiscono una radicale innovazione che potrebbe aprire a nuovi e importanti mercati in acque profonde - ha osservato Francisco Boshell, un analista delle energie rinnovabili di IRENA - Stiamo già vedendo dei progressi in queste aree, con diversi progetti pilota in corso. Il primo parco eolico galleggiante al mondo della potenza 30 MW sarà operativo entro il 2030 in Scozia, situato in acque che superano i 100m. di profondità".

Per garantire una crescita del settore, IRENA raccomanda ai Governi di approntare programmi di implementazione e incentivazione, come parte integrante di un grande movimento per decarbonizzare il mercato dell'energia, tra cui una ricerca mirata su risorse e finanziamenti da accantonare per la sua diffusione, nonché per la condivisione delle informazioni e lo sviluppo delle competenze.
"Le potenzialità dell'energia eolica offshore sono enormi, ma per realizzarla i Governi devono sostenere l'innovazione tecnologica e mettere in atto meccanismi per ridurre i rischi tecnologici e i costi finanziari - ha commentato Stefan
Gsänger, Segretario generale della World Wind Energy Association - Questo Rapporto di IRENA aiuta a gettare le basi per questa necessaria azione".


Il Rapporto arriva pochi mesi dopo che in uno precedente IRENA mette in risalto come un'azione accelerata dei Paesi, volta a raddoppiare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale entro il 2030, comporterebbe un risparmio annuo di 4.2000 miliardi di dollari e manterrebbe l'aumento della temperatura entro la traiettoria degli obiettivi fissati nell'Accordo di Parigi.

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