Cerne e Polenghi sono state le prime ad ottenere dal mais un estratto proteico gustoso e appetibile simile al glutine, che migliora la dieta alimentare non solo dei celiaci, ma anche di milioni di individui, in continuo aumento, sensibili o intolleranti alla proteina contenuta nel grano e negli altri cereali.

inventore europeo 2016 2scienziate italiane innovativo metodo produrre alimenti senza glutine

Tra i 3 finalisti nella Categoria “Industria” del Premio “Inventore europeo 2016” ci sono due scienziate italiane nel campo alimentare, grazie allo sviluppo di un nuovo metodo per la produzione di alimenti senza glutine (Gluten substitutes from corn), secondo quanto annunciato dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO).
Si tratta di Virna Cerne e Ombretta Polenghi, riferisce l'Ufficio europeo dei brevetti (EPO), che lavorano nel Dipartimento di ricerca e sviluppo basato nell'AREA Science Park di Trieste per la Dr. Schär SpA, azienda altoatesina leader di mercato nel settore degli alimenti senza glutine.
Il procedimento brevettato consiste nell'isolare e successivamente estrarre dal granoturco proteine con una struttura molecolare simile a quella del glutine (chiamata zeina) e che quindi può essere aggiunta a diversi prodotti alimentari.

Cerne e Polenghi non sono state le prime scienziate a ottenere le proteine dal granoturco, ma il loro è stato il primo processo estrattivo che non abbia prodotto un impasto grumoso, spento o disgustoso, in modo che le persone con intolleranza al glutine possano godere di una dieta variata e appetibile senza compromettere le restrizioni a cui sono soggetti a causa della celiachia, malattia autoimmune per effetto della quale il glutine contenuto nel grano e negli altri cereali danneggia la superficie interna dell’intestino tenue, organo che ha il compito di scomporre la chimica degli alimenti per portare i nutrienti del cibo al sangue.
Una dieta priva di glutine rimane quindi l’unico trattamento efficace per contrastare gli effetti di una carenza vitaminica, di anemia e di affaticamento cronico, di cui soffrono i pazienti celiachi.
Tuttavia, evitare il glutine non è sempre facile o piacevole, per cui l’innovazione sviluppata dalle ricercatrici italiane costituisce un vero e proprio “toccasana” per l’1% della popolazione mondiale che soffre di tale malattia, oltre al crescente numero di coloro che, pur non manifestando la malattia conclamata, segnalano una intolleranza o sensibilità al glutine, e che sono stimati ad un tasso sei volte superiore a quelli affetti da celiachia.

I vincitori dell’ “European Inventor Award 2016”, saranno proclamati durante una cerimonia ufficiale a Lisbona il 9 giugno 2016.  Nel 2007 per la stessa Categoria il Premio era stato vinto da Catia Bastioli di Novamont SpA per l’invenzione delle Plastiche biodegradabili. È possibile votare per l’assegnazione del Popular Prize.

Nel 2015 gli alimenti gluten-free ha sostenuto un mercato per un valore stimato di 4,27 miliardi di euro e ogni giorno vengono introdotti nuovi prodotti senza glutine e i ristoranti inseriscono sempre più diffusamente nei loro menu piatti e ricette senza glutine, per cui entro il 2020 il mercato potrebbe raggiungere i 7 miliardi di euro.

A CIBUS 2016, la Fiera Internazionale dell’Alimentazione che si svolge a Parma dal 9 al 12 maggio 2016, dove i prodotti alimentari senza glutine hanno uno specifico spazio espositivo, si terrà il 12 maggio 2016 nella Sala Barilla il Convegno “Alimenti: miti e controversie”, organizzato da Fiere di Parma e AIM Group International e con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), la cui I Sessione sarà dedicata proprio alla emergente patologia di sensibilità al glutine.