Infrastrutture verdi UE: per il nostro futuro

Infrastrutture verdi UE: per il nostro futuro

La nuova Strategia della Commissione UE mira ad investire sulle “green infrastructure” che sono caratterizzate da un elevato rendimento nel tempo, forniscono opportunità di lavoro e possono costituire una valida alternativa alle classiche offerte dell’ingegneria civile.

green bridge

La Commissione UE ha adottato oggi una nuova Strategia sulle Infrastrutture Verdi (Strategy on Green Infrastructure) per far sì che il miglioramento dei processi naturali diventi parte integrante della pianificazione territoriale.

L’inarrestabile sviluppo umano si ripercuote vistosamente sul paesaggio europeo che subisce ogni giorno mutamenti sotto forma di frammentazione del territorio, sfruttamento sempre più intensivo del suolo e cambiamenti della sua destinazione d’uso. Inoltre, l’espansione urbana e la costruzione di infrastrutture stradali ed energetiche hanno causato il degrado e la frammentazione di preziosi ecosistemi, con ripercussioni sugli habitat e sulle specie che li popolano, riducendo in tal modo la continuità spaziale e funzionale del paesaggio.

Rispetto a un ecosistema sano, un ecosistema degradato presenta una minore varietà di specie e offre meno servizi che hanno, tuttavia, un valore diretto per la nostra economia (cfr: “Se si consuma il capitale, anziché gli interessi") ragion per cui, economicamente parlando, ha senso investire nelle infrastrutture verdi, il cui principio base poggia sulla convinzione che una stessa superficie di terreno può offrire molteplici vantaggi, se i suoi ecosistemi sono in buono stato di salute.

Le infrastrutture verdi sono uno strumento di comprovata efficacia, che si serve della natura per ottenere benefici ecologici, economici e sociali. Per difenderci dalle alluvioni, ad esempio, invece di costruire nuove infrastrutture potremmo sfruttare la soluzione offerta dalle zone umide naturali, che assorbono l'acqua in eccesso provocata da piogge intense.

“La costruzione di infrastrutture verdi è spesso un buon investimento per la natura, per l’economia e per l’occupazione - ha dichiarato Janez Potočnik, Commissario UE per l'Ambiente - Quando sono giustificate da ragioni economiche e ambientali, dobbiamo presentare ai cittadini soluzioni che siano in sintonia e non in contrapposizione con la natura”.

A sottolineare come gli investimenti nelle infrastrutture verdi siano di solito molto redditizi, la Commissione ha citato il caso del progetto di ripristino di una pianura alluvionale lungo il fiume Elba, in Germania: lo spostamento delle dighe, il passaggio a una gestione agricola adeguata alla natura del territorio e la costruzione di passaggi per pesci si sono tradotti in benefici quattro volte superiori ai costi. Se poi si calcolassero anche i vantaggi in termini di spazi ricreativi, protezione dalle alluvioni e emissioni di carbonio, il valore di questi benefici sarebbe ben più elevato.

Le infrastrutture verdi, spesso, costano meno e durano di più rispetto alle alternative classiche offerte dall'ingegneria civile: “Prendiamo le ondate di calore estive - afferma la Commissione UE - cosa c'è di meglio che mitigarle con parchi ricchi di biodiversità, spazi verdi e corridoi di aria fresca? Oltre alla salute e all'ambiente, a trarne vantaggio sono anche altri aspetti del vivere sociale, con nuovi posti di lavoro e città trasformate in spazi in cui è più gradevole vivere e lavorare. Per non parlare della flora e della fauna selvatiche, che grazie alle infrastrutture verdi trovano un ambiente propizio al loro insediamento, anche in contesti urbani”.

Dai tetti ricoperti di vegetazione, ai parchi, ai corridoi verdi, le infrastrutture verdi in città non solo costituiscono elementi a servizio della salute pubblica, ma offrono anche soluzioni ai problemi sociali, fanno risparmiare energia e favoriscono lo scolo delle acque. Una buona pianificazione delle infrastrutture concorre poi a rendere più efficienti la politica della mobilità e quella immobiliare.

La Strategia poggia su seguenti punti:

- promuovere le infrastrutture verdi nelle politiche principali, ossia quelle in materia di agricoltura, silvicoltura, natura, acqua, ambiente marino e pesca, coesione sociale, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, trasporti, energia, prevenzione delle catastrofi e uso del suolo (entro la fine del 2013 la Commissione metterà a punto degli orientamenti per indicare in che modo le infrastrutture verdi potranno far parte integrante di queste politiche nel periodo 2014-2020);

- migliorare la ricerca e i dati, arricchire la base di conoscenze e promuovere le tecnologie innovative a sostegno delle infrastrutture verdi;

- facilitare l'accesso ai finanziamenti per i progetti dedicati alle infrastrutture verdi, che potranno contare su uno strumento unionale di finanziamento che la Commissione, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, istituirà entro il 2014;

 - sostenere i progetti di infrastrutture verdi a livello di UE (entro la fine del 2015 la Commissione realizzerà uno studio per valutare la possibilità di sviluppare una rete di infrastrutture verdi di portata europea).


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