Nel frattempo il Senato ha chiesto praticamente una revisione del Decreto di recepimento della Direttiva 2012/19/UE entrato in vigore il 12 aprile 2014, chiedendo al Governo di accogliere i rilievi e le osservazioni sulle criticità denunciate e che riguardano l’intera filiera.

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Scadrà alle ore 17.00 del 7 maggio 2014 la presentazione delle domande per il Bando per l’erogazione dei contributi per il potenziamento e l’adeguamento dei centri di raccolta e per promuovere l’efficienza e l’efficacia della raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) sul territorio, previsto dall’art. 10 dell’Accordo di Programma ANCI - CdC RAEE del 28 marzo 2012 con la costituzione di un apposito Fondo (fondo 5 euro/tonnellata premiata).

Potranno fare richiesta dei contributi unicamente i Sottoscrittori registrati e iscritti al portale del CdC RAEE che alla data del 18 marzo 2014, in forza delle convenzioni in essere stipulate ai sensi dell’Accordo di Programma ANCI-CdC RAEE, risultino aver iscritto almeno un Centro di Raccolta.

Il Programma è articolato in 3 distinte Misure, per ognuna delle quali è prevista una dotazione economica di 388.000, al netto delle ritenute fiscali.
Misura 1, relativa alla realizzazione di opere presso il CdR e/o all’acquisto di beni per l’operatività del CdR, già effettuati retroattivamente fino al 18 marzo 2013 Per questa misura è previsto un contributo pari all’85% del costo dell’intervento, fino ad un importo massimo di 25.000 euro.

Misura 2, relativa alla realizzazione di opere presso il CdR e/o all’acquisto di beni per l’operatività del CdR, che non siano già stati effettuati alla data del 18 marzo 2014 e che vengano ultimati entro 180 giorni dalla data di concessione del contributo. La somma è pari all’85% del costo dell’intervento, fino ad un importo massimo di 25.000 euro.

Misura 3, relativa alla realizzazione di sistemi innovativi per la raccolta continuativa dei RAEE domestici sul territorio, come il ritiro a domicilio presso scuole, centri commerciali, uffici, che potranno essere integrativi o sostitutivi se nel territorio comunale non c’è alcun CdR e che non siano già stati attivati alla data del 18 marzo 2014. Il contributo previsto è pari all’85% fino all’importo massimo di 20.000 euro. 

Ogni Sottoscrittore potrà presentare una sola domanda di ammissione al contributo e per una sola Misura.
Il modello di domanda, da compilarsi esclusivamente online, corredato della documentazione integrativa richiesta, e gli allegati sono disponibili sul portale del CdC RAEE, nell’area riservata ai Sottoscrittori.

Nel frattempo continua il previsto iter legislativo del Decreto 14 marzo 2014, n. 49 “Attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

In vigore dal 12 aprile 2014, il Decreto Legislativo approvato dal Governo è già stato sottoposto a critiche da parte della Commissione Ambiente del Senato della Repubblica che in una risoluzione approvata il 3 aprile 2014 denuncia una serie di criticità che coinvolgono l’intera filiera dei soggetti coinvolti: dai detentori ai distributori di AEE, dai centri di raccolta agli impianti di trattamento.

Nell’impossibilità di elencare per ogni articolo del testo i rilievi e le richieste della Commissione, ci limitiamo a segnalare alcuni punti sottoposti a critiche, rinviando per approfondimenti al testo della Risoluzione.

Articolo 5 (Progettazione dei prodotti). Si chiede che “sia espressamente enunciato che i produttori  di AEE calcolino il ciclo di vita dei propri prodotti sin dalla fase di progettazione, al fine di non ostacolare, o limitare il riutilizzo e il  trattamento dei RAEE, senza rinviare l’attuazione di tale principio alla futura emanazione di un provvedimento ministeriale” .

Articolo 7 (Preparazione per il riutilizzo e riutilizzo). I Senatori osservano che “il comma 1 non chiarisce in capo a chi ricada l’obbligo di avviare i RAEE ai centri accreditati ed il comma 2 sembra sottintendere che la selezione fra i RAEE destinati a trattamento e quelli destinati al riutilizzo sia effettuata nei centri di raccolta. Tale previsione rischia di restare inattuata perché tali centri non sono di norma autorizzati ad effettuare tale suddivisione, né hanno conoscenze tecniche e capacità professionali per farlo”.

Articolo 9 (Sistemi individuali). La Commissione non ritiene opportuno “che i sistemi individuali applichino le modalità di gestione concordate dal Centro di coordinamento mediante accordo di programma, poiché tali modalità si riferiscono all'organizzazione dei servizi di ritiro dei RAEE applicabili ai sistemi collettivi e pertanto incompatibili con le modalità di funzionamento dei sistemi individuali”.

Articolo 10 (Sistemi collettivi). Si chiede una rivisitazione dell’articolo 10 per mettere al MATTM “la piena vigilanza sulle attività direttamente funzionali a garantire che i produttori adempiano correttamente ai propri obblighi di finanziamento, gestione e recupero imposti dalla direttiva europea, ma che al tempo stesso salvaguardi la autonomia imprenditoriale degli stessi produttori”. 

Articolo 11 (Deposito preliminare alla raccolta presso i distributori). Sembra ai Senatori che vengano posti vincoli eccessivi ed estranei a quanto richiesto dalla Direttiva, che rischiano di rallentare e di bloccare il sistema, chiedendo, tra l’altro, “quanto attualmente previsto dalla legge n. 97 del 2013, articolo 22, comma 5, che consente oggi l'adozione di procedure semplificate – che tuttavia garantiscono la tracciabilità – in tutte le fasi di gestione dei RAEE, anche nel caso in cui si raggruppino quantitativi superiori a 3.500 kg”.

Articolo 12 (Raccolta differenziata dei RAEE domestici). Le misure e le azioni finalizzate a garantire la realizzazione degli obiettivi di raccolta differenziata rendono complessa e rigida la struttura della raccolta. “Per semplificare, il Governo dovrebbe prevedere la possibilità di conferire il RAEE in qualsiasi centro di raccolta, o almeno di ampliare il perimetro di riferimento, ad esempio in ambito provinciale, o del bacino di affidamento del servizio di gestione della raccolta rifiuti urbani da parte delle autorità preposte”.

Articolo 20 (Autorizzazioni impianti o imprese di trattamento dei RAEE). Ritenendo che procedure semplificate per il recupero dei RAEE non pericolosi abbia permesso il proliferare di innumerevoli piccoli soggetti, difficilissimi da controllare, in grado di  offrire prestazioni a costi inferiori rispetto ai soggetti che debbono invece sottostare a tutte le procedure e ai controlli del caso, la Commissione chiede al Governo di eliminare la possibilità che costoro “effettuino il trattamento dei RAEE seguendo procedure semplificate, o in subordine limiti queste procedure ai soggetti partecipanti agli accordi sul trattamento adeguato”. 

Articolo 40 (Disposizioni transitorie e finali). Relativamente alla “new entry” dei pannelli fotovoltaici, si chiede di abbassare da 10 a 6 kW potenza massima nominale “la tipologia di pannelli fotovoltaici considerabili "AEE Domestiche", essendo tale potenza il limite di riferimento per gli impianti di natura domestica installati in prevalenza da utilizzatori privati” e di chiarire “in quale Raggruppamento RAEE essi debbano essere raccolti per assicurarne il successivo riciclo”.