In Italia il 45% dell'energia prodotta proviene dalle rinnovabili

In Italia il 45% dell'energia prodotta proviene dalle rinnovabili

Nel corso del Convegno "Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica, quale futuro?” promosso da Innovhub SSI e Fondazione Silvio Tronchetti Provera, sono stati diffusi anche i dati aggiornati da cui emerge che nei primi 6 mesi del 2015, il 43,3% dell’elettricità totale generata nel Paese, è in leggero calo rispetto al 45% del 2014, ma si deve tener conto che sono esclusi i mesi di luglio e agosto quando il settore fotovoltaico sostiene in modo significativo la domanda di energia elettrica.

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Si è svolto il 25 novembre 2015 a Milano il Convegno “Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica, quale futuro?”, promosso da Innovhub SSI, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano che è un Centro nazionale di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, in collaborazione con la Fondazione Silvio Tronchetti Provera.

Si è trattato di un importante momento di confronto e riflessione sulle reali opportunità presenti all’interno del nostro Paese e sulle prospettive future delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, in una situazione internazionale in profonda e rapida trasformazione.

Dai dati dell’Osservatorio per le energie rinnovabili e le mini energie, nato dalla stretta collaborazione della Fondazione con l'Università Bocconi, il Politecnico di Milano e l'Università degli Studi Milano Bicocca, emerge che le fonti rinnovabili nel 2014 hanno prodotto il 23% dell'energia elettrica necessaria a soddisfare il fabbisogno di energia a livello mondiale, il 73,6% è composto dall’idroelettrico, ma in costante crescita ci sono anche i pesi dell’eolico (oltre il 13%) e delle biomasse (8%). L’incremento dell’incidenza delle rinnovabili (che nel 2014 tocca quota 1,7 TH da 1 TH del 2007) è dovuto principalmente alla crescita del settore fotovoltaico. Tra le fonti maggiormente utilizzate, il Renewable Energy Report, lo studio dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano.

Il tema dell’energia è centrale per lo sviluppo economico e la crescita della competitività delle imprese, in particolare in un territorio fortemente dipendente nei propri consumi come il nostro - ha affermato Alberto Meomartini, Vicepresidente della Camera di Commercio di Milano e Presidente di Innovhub SSI - Ecco perché sono dei dati confortanti quelli che mostrano la crescita di utilizzo della quota delle rinnovabili, che apre nuovi scenari. La Camera di commercio di Milano è direttamente impegnata sulla ricerca in questi comparti, determinanti per le imprese, con i ricercatori dei laboratori di Innovhub SSI".

Nel 2014 gli investimenti a livello globale per la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili hanno toccato quota 235 miliardi di euro, tornando ai livelli record del 2011 e invertendo così il trend negativo registrato negli ultimi due anni. Ad aggiudicarsi il primato degli investimenti nel 2014 è l’Asia che, con i suoi 115 miliardi di euro investiti in energia rinnovabile, rappresenta quasi il 50% del mercato, seguita dall’America con il 24% e dall’Europa con il 23%. L’Africa, pur posizionandosi all’ultimo posto nel panorama mondiale, è invece l’area geografica che registra la crescita più significativa passando da 1 a 10 miliardi di euro investiti.

In Italia oltre il 40% dell’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili: la crescita della produzione da rinnovabili è passata, infatti, dal 29% del totale nel 2011 al 45% nel 2014. Tale risultato è influenzato in maniera significativa dalla componente delle rinnovabili non programmabili (fotovoltaico ed eolico), quasi raddoppiate dal 7,3% del totale alla fine del 2011 a circa il 14% alla fine del 2014. Tra le fonti maggiormente programmabili - ovvero quelle che possono essere prodotte in base alla richiesta di energia - è raddoppiato (dal 3,8% al 7,6%) il peso delle biomasse ed è cresciuto del 35% il peso dell'idroelettrico, mentre è rimasto pressoché costante (in assenza di nuove installazioni) il geotermico. Escludendo l’incidenza dell’idroelettrico, la produzione di energia proveniente dalle cosiddette “nuove rinnovabili” è passata dal 13% del 2011 all’attuale 23,4%.

Gli importanti investimenti effettuati nel settore delle rinnovabili e le misure in materia di efficienza energetica hanno ridotto il livello di emissioni a 462 milioni di tonnellate di CO2 nel 2012 molto vicino all’obiettivo al 2020 previsto a 454 milioni di tonnellate di CO2. L’Italia è quindi sulla strada giusta per dare un contributo ben superiore alle attese.

Il volume d’affari generato in Italia dalle fonti rinnovabili è pari a circa 7 miliardi di euro. Di tale cifra, la componente principale è rappresentata dai ricavi generati dalla vendita di energia (46,9% del totale), seguita dal mercato “primario”, ossia quello composto dalle nuove installazioni (fotovoltaico, biomasse e idroelettrico).

Per quanto riguarda il solo settore fotovoltaico, la potenza cumulata in Italia nel 2014 ha superato la soglia dei 18,3 GW, posizionandosi così al 4° posto al mondo in termini di potenza installata, pur presentando una nuova potenza installata nel 2014 di solo 385 MW, pari a poco più del 22% rispetto al 2013. L’Europa - nonostante la contrazione di nuove installazioni - continua a mantenere un ruolo primario come capacità totale installata nel fotovoltaico grazie alla leadership della Germania (39,4 GW di capacità totale installata). Cina e Giappone rappresentano i Paesi che, nel 2014, hanno investito maggiormente nel fotovoltaico, diventando così i nuovi leader di mercato delle nuove installazioni annue, portando la capacità totale installata rispettivamente a 28,5 GW e a 20,1 GW.

In Italia le stime elaborate per la crescita del settore fotovoltaico nel periodo 2015-2020 prevedono nuove installazioni comprese fra 20 GW fino a 21,8G W: un dato, quest’ultimo, che tiene conto dello sviluppo di impianti di media taglia e non solo di un consolidamento del mercato residenziale come stimato, invece, nello scenario più conservativo.

I dati puntuali al 30 giugno 2015, riportati nell’aggiornamento nel mese di ottobre del Renewable Energy Report, confermano il trend positivo del settore delle rinnovabili emerso nel corso del 2014 sia a livello mondiale che italiano. Nel primo semestre 2015, infatti, le rinnovabili nel mondo hanno prodotto complessivamente il 24% dell’energia elettrica mondiale (23% nel 2014), e gli investimenti per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili hanno superato la soglia dei 170 miliardi di euro. Un dato positivo che fa ben sperare per il superamento dei 235 miliardi di euro di investimenti realizzati complessivamente nel 2014.

Quanto al solo mercato italiano, dai dati relativi ai primi sei mesi del 2015 si evince che la produzione di energie rinnovabili in Italia rappresenta il 43,3% dell’elettricità totale generata nel Paese. Tale dato, in leggero calo rispetto al 45% del 2014, è però poco significativo in quanto non include i mesi di luglio e agosto, quando il settore fotovoltaico sostiene in modo significativo la domanda di energia elettrica.

Riguardo, invece, le singole fonti in Italia, nel primo semestre 2015 sono stati installati 128 MW di nuovi impianti fotovoltaici (pari a circa 243 milioni di euro di investimenti), 190 MW di impianti eolici (pari a circa 340 milioni di investimenti ) e 54 MW di nuova potenza installata nell’idroelettrico (pari a circa 215 milioni di investimenti). Dati in linea con il buon andamento registrato nel 2014 in Italia da queste fonti rinnovabili (circa 560 MW di installato).

I risultati dell’Osservatorio forniscono motivi per cui essere ottimisti sul futuro delle energie rinnovabili - ha osservato Marco Tronchetti Provera, Presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera, da 12 anni impegnata nel promuovere la ricerca scientifica - La crescita degli investimenti, i cui valori sono tornati ai livelli del 2011, sono un segnale di come le imprese, le istituzioni e i singoli Paesi credano nelle energie rinnovabili e dimostrino concretamente di essere interessati alla tutela dell’ambiente e alla necessità di trovare fonti di energia alternative”.

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