Lo Studio che "fotografa" la situazione italiana a tutti i livelli - nazionale, regionale e comunale - per quanto riguarda la raccolta differenziata, l'avvio dei rifiuti a riciclo, le emissioni di CO2 connesse al ciclo di lavorazione dei rifiuti e sullo stato di avanzamento della Circular Economy nel nostro Paese, evidenzia che sono 6 le Regioni e 3.549 i Comuni che hanno raggiunto con 5 anni di anticipo l'obiettivo del 50% di raccolta differenziata, ma lo scarto negativo rispetto all'avvio al riciclo denuncia il peggioramento della qualità dei materiali, confermando l'importanza di informare i cittadini sulle corrette pratiche da seguire nella raccolta differenziata.

Sono 9 le Regioni (+1 sul 2014) e 3.549 i Comuni (+13%) che hanno raggiunto, con 5 anni di anticipo, l'obiettivo della Direttiva 2008/98/CE che impone entro il 2020 di preparare e avviare al riciclo almeno il 50% dei rifiuti provenienti dai nuclei domestici o a questi assimilabili.

È quanto emerge dal VI Rapporto Banca Dati ANCI-CONAI su raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti urbani, presentato il 24 ottobre 2016 alla presenza, tra gli altri, di Filippo Bernocchi, delegato ANCI per Energia e Rifiuti e di Walter Facciotto, Direttore generale CONAI.

Si tratta di una ricerca molto approfondita che "fotografa" la situazione italiana a tutti i livelli - nazionale, regionale e comunale - per quanto riguarda la raccolta differenziata, l'avvio dei rifiuti a riciclo, le emissioni di CO2 connesse al ciclo di lavorazione dei rifiuti e sullo stato di avanzamento delle Circular Economy nel nostro Paese.

Nello studio si rileva, inoltre, un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante. Per quanto riguarda la raccolta differenziata la percentuale (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%): "una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti".

L'intercettazione procapite di raccolta differenziata segna un +7,90% con 253 kg per abitante, sia pur con grandi differenze fra Regione e Regione: si passa dai 357 kg della Liguria ai 54,81 della Sicilia.
"Allungando lo sguardo all'Italia nel suo complesso - ha osservato Filippo Bernocchi - si conferma l'immagine di un Paese a due velocità, con un Nord dotato di impianti più adeguati e di una maggiore sensibilità rispetto alla tematica. Se le regioni del Centro-Nord raggiungono in media quasi il 50% di effettivo riciclo, la gran parte del Mezzogiorno, in assenza di provvedimenti straordinari, difficilmente riuscirà a centrare l'obiettivo entro il 2020".
Dal Sud iniziano comunque ad arrivare segnali incoraggianti: spicca il dato della Calabria, che registra un +54,65% di intercettazione pro capite di raccolta differenziata, seguita dalla Campania (+39,60%) e dalla Puglia (+11,62%).

Grazie all'incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%. Le Regioni che nel 2015 hanno già superato la percentuale del 50% di materiali avviati a riciclo sono Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e la "new entry" Valle D'Aosta; mentre Campania, Toscana e Abruzzo sono prossime al raggiungimento dell'obiettivo.
Dei Comuni che hanno raggiunto l'obiettivo del 50% di avvio a riciclo, in 12 hanno ricevuto oggi un riconoscimento come migliori novità del 2015: Scandicci, Saronno, Ostuni, Cava de' Tirreni, Cuneo, Como, Bergamo, Salerno, Padova e le Città Metropolitane di Milano, Torino e Venezia.
"Questa è l'Italia delle Circular City - ha proseguito Bernocchi - un sistema virtuoso che nel contesto europeo costituisce sempre di più un modello da imitare. I rifiuti rappresentano l'elemento essenziale nel passaggio dall'economia lineare a quella circolare, una sfida nella quale i Comuni stanno giocando un ruolo di primissimo piano, avendo sviluppato al loro interno un'industria del riciclo efficiente che ha trasformato i rifiuti in una reale opportunità di sviluppo per i territori".

Il rapporto evidenzia inoltre un aumento della quantità dei materiali conferiti ai Consorzi di filiera del CONAI e successivamente reimmesso nei cicli produttivi, a prova di una consolidata attitudine dei cittadini alla separazione delle matrici recuperabili. Tuttavia, si assiste a un leggero peggioramento della qualità dei materiali stessi, a testimonianza di quanto sia importante continuare a informare i cittadini sulle corrette pratiche da seguire nella raccolta differenziata.

Se tutto il materiale risultasse nella prima fascia di qualità, si avrebbe insomma un allineamento tra i due valori di raccolta differenziata e riciclo, con evidenti ritorni positivi sia ambientali con la riduzione delle emissioni inquinanti, sia economici con la riduzione delle tariffe per i cittadini per i minori costi dei conferimenti in discarica.
"Questo è il dato su cui occorre soffermarsi - ha dichiarato Walter Facciotto - Con la presentazione di oggi si conferma l'importanza della Banca Dati ANCI-CONAI come elemento di riferimento per rendere il più possibile accessibili le informazioni sull'intero ciclo di gestione dei rifiuti di imballaggio. Gli oltre 7.000 comuni attivi nella gestione dei rifiuti di imballaggio per il tramite dell'Accordo Quadro ANCI-CONAI, rappresentano un'Italia che punta sulla raccolta differenziata e che ha permesso nel 2015 di assicurare l'avvio a riciclo di 3,8 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, con un incremento rispetto al 2014 di oltre 6 punti percentuali. Se al Nord la raccolta differenziata tende a consolidarsi, nel 2015 il Centro ed il Sud hanno intrapreso la strada giusta con un incremento superiore all'8% rispetto all'anno precedente, facendo registrare sensibili aumenti nelle raccolte dei rifiuti di imballaggio in plastica e vetro. A questi segnali positivi va accompagnato l'impegno straordinario che CONAI sta affrontando per supportare le principali amministrazioni del Sud Italia nella realizzazione di sistemi di raccolta dei rifiuti di imballaggio efficienti ed efficaci. Raccolta differenziata che deve tendere sempre di più verso la qualità dei materiali raccolti, per potere assicurare nuove materie prime all'industria del riciclo. E proprio l'attività di riciclo, assicurato dal sistema CONAI/Consorzi di Filiera per quei comuni che volontariamente attivano le convenzioni con i Consorzi previste dell'Accordo Quadro, rappresenta la concretizzazione dell'economia circolare nel campo dei rifiuti".