La regione centro-orientale dell’UE devastata dalle esondazioni dei fiumi che hanno provocato morti e sfollati, oltre ad ingenti danni in termini economici.

alluvioni

Con il lento deflusso della piena dei fiumi, la fase emergenziale delle alluvioni che hanno colpito la settimana scorsa l’Europa Centrale è scongiurata, anche se continuano i disagi per le popolazioni colpite e il ritorno alla normalità sarà lento e difficile.

Oltre ad aver provocato 22 morti e decine di migliaia di sfollati tra Germania sud-orientale, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, lo straripamento dei fiumi Danubio, Elba, Inn e Moldava hanno messo sott’acqua quartieri di popolose città e invaso campagne e infrastrutture viarie e ferroviarie.

Sono anni ormai che l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) mette in guardia circa il rischio di gravi inondazioni in quelle regioni che sono state ora così duramente colpite. Più in generale, nel suo ultimo Rapporto “Climate change, impacts and vulnerability in Europe” l’Agenzia evidenziava che le inondazioni, le tempeste ed altri eventi meteorologici costituiscono circa i 2/3 dei costi dei danni delle catastrofi naturali e sono imputabili principalmente, oltre che ai cambiamenti climatici, al cambio nell’uso dei suoli e alla cementificazione, che fanno aumentare il deflusso idrico superficiale della pioggia, che nei suoli fortemente antropizzati raggiunge il 55% laddove in condizioni di “normalità” è pari al 10%.

Considerando il rischio di alluvioni in Europa, possiamo vedere che i cambiamenti climatici costituiranno un fattore sempre più importante - ha dichiarato in nuovo Direttore esecutivo dell’EEA Hans Bruyninckx che ha sostituito dal 1° giugno 2013 Jacqueline McGlade - Ma in molti casi, il rischio alluvione è anche il risultato di dove, e come, abbiamo scelto di vivere. Gli aumenti dei costi da inondazioni degli ultimi decenni possono essere in parte attribuiti al maggior numero di persone che vivono in aree a rischio di inondazione”.

Secondo l’Agenzia circa 1/5 delle città europee con più di 100.000 abitanti, è molto vulnerabile alle esondazioni fluviali, come mostra la mappa interattiva Eye on Earth messa a punto quest’anno.

flood mapping through the International charter

L'Unione europea sta affrontando il rischio di inondazione tramite la Direttiva 2007/60/CE relativa a Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni che prevede che i Paesi membri redigano entro il 2013 le mappe del rischio di alluvioni e di definire entro il 2015 la gestione dei rischi incentrata sulla prevenzione, protezione e preparazione.
Il 29 aprile 2013 la Commissione europea ha adottato una comunicazione sulla Strategia dell’UE in materia di adattamento ai cambiamenti climatici che mira a realizzare un’Europa più resiliente al clima, migliorando la preparazione e la capacità di rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici a livello locale, regionale, nazionale e comunitario.

A maggio la Commissione era stata pubblicata la Comunicazione sulle Green Infrastructure nella quale si fa notare come anche con infrastrutture verdi, quale rete di aree naturali e semi-naturali studiate in modo da fornire una gamma di servizi ecosistemici, come ad esempio le zone umide in grado di assorbire l'eccesso di acqua piovana, si possa ridurre il rischio di alluvioni.

Un utile strumento in risposta alle inondazioni, inoltre, è il programma europeo di osservazione Copernico a cui le autorità tedesche hanno chiesto di fornire le mappe delle zone colpite, basate su dati satellitari dell’ESA (Agenzia spaziale Europea), il cui Copernicus Emergency Service Management ora stato attivato il 2 giugno 2013 (che fortuna!).