In arrivo il nuovo Consorzio per imballaggi compostabili

In arrivo il nuovo Consorzio per imballaggi compostabili

La disposizione che esenta i produttori di materie prime compostabili di aderire al CONAI è stata annunciata dal Ministro dell’Ambiente ad ECOMONDO nel corso di un Convegno sulle bioplastiche. Inserita in un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità, la norma aggiuntiva al D.Lgs. 152/2006 non è stata approvata dal Governo nella seduta dell’8 novembre a seguito di un dissidio insorto tra Orlando e Zanonato su altri aspetti del provvedimento che dovrà essere riproposto, quindi, in un successivo Consiglio dei Ministri.

bioplastics

Nel disegno di legge “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, proposto dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, come collegato alla Legge di stabilità, è previsto un nuovo “Consorzio per imballaggi compostabili”.
La disposizione è contenuta nell’articolo 19: “All’articolo 223, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, al comma 1 è aggiunto in fine il seguente periodo: I produttori di materie prime compostabili e i produttori di imballaggi realizzati con materiali compostabili possono costituire un consorzio che opera su tutto il territorio nazionale; i produttori e gli utilizzatori che aderiscono a tale Consorzio sono esclusi per tali materiali dall’obbligo di partecipare ai consorzi di materiali di imballaggio di cui all’allegato E”.
In altri termini, tali produttori sarebbero esentati dall’obbligo di partecipare ai consorzi di filiera per la gestione di rifiuti da imballaggi (CONAI).



Secondo la relazione illustrativa che accompagna la proposta, la gestione dei materiali compostabili, particolarmente diffusi nei sacchetti per l’asporto di merci (shopper), differisce notevolmente dalle operazioni di recupero e di riciclaggio degli altri materiali. Tal che le risorse che provengono dall’applicazione del contributo ambientale CONAI agli imballaggi o ai materiali di imballaggio compostabili potrebbe essere utilizzato per incentivare in modo più efficace e diretto la raccolta differenziata e il riciclaggio.

La notizia era stata anticipata dal Ministro il 6 novembre 2013 alla Fiera ECOMONDO di Rimini nel corso del Convegno “Bioplastiche: un caso studio di Bioeconomia in Italia”, a cura di Novamont, Cluster Chimica Verde, CTS Ecomondo, nel corso del quale si è inevitabilmente parlato anche della proposta emendativi di Direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio avanzata due giorni prima dalla Commissione UE.
Il testo proposto è un segnale politico che va, secondo Orlando, nella direzione intrapresa dall’Italia dove è in vigore il bando alla commercializzazione dei sacchetti monouso non compostabili, anche se il Ministro non è d’accordo sul limite proposto di 50 micron, al di sotto del quale dovrebbero scattare le misure che ogni Paese membro può adottare tra le varie opzioni indicate.
Sarebbe sufficiente produrre sacchetti di 51 micron per evitare di incappare nelle sanzioni - ha dichiarato Andrea Orlando - È una soluzione pilatesca. Chiederò al Commissario UE per l’Ambiente di inserire nel testo gli stessi criteri italiani. Non basta fissare limiti sullo spessore, occorre dare anche indicazioni sulla qualità della plastica usata”.
La Legge 24 marzo 2012, n. 28 (GU 24 marzo 2012 n. 71), infatti, prevede l’esenzione di quelli che abbiano maniglia esterna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore a 200 micron se destinati all’uso alimentare e 100 micron se destinati ad altri usi, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore ai 100 micron se destinati all’uso alimentare e 60 micron se destinati agli altri usi.

Nessuna indicazione, viceversa, è sopraggiunta nell’intervento del Ministro in merito alla “vexata quaestio” dell’inizio delle sanzioni previste in Italia per chi commercializza sacchetti di plastica non conformi.

Il succitato d.d.l. doveva essere approvato dal Governo l’8 novembre 2013, ma per dissidi insorti tra il Ministro Orlando e quello dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato in merito ad altri aspetti del testo, è stato rinviato ad altra seduta del Consiglio dei Ministri.

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