A conclusione delle celebrazioni a Roma del 2015 Anno Internazionale dei Suoli, la FAO ha rilasciato un corposo Rapporto che sottolinea come la situazione dei suoli a livello globale va progressivamente a deteriorarsi sotto la spinta della crescita economica e demografica, dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici.
Tuttavia è possibile attuare strategie legate al suolo, supportate da politiche mirate che possono aumentare l'offerta alimentare e, al contempo, minimizzare gli effetti dannosi sull'ambiente.

soil resources

In occasione della chiusura ufficiale dell’ “Anno Internazionale dei Suoli”, svoltasi con un evento ad alto livello il 4 dicembre 2015 a Roma, la FAO ha rilasciato il Rapporto “The Status of the World's Soil Resources” (SWSR) che riunisce il lavoro di circa 200 esperti della materia, provenienti da 60 Paesi e che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di quello che é stato definito "il silenzioso alleato umanità".

Impegnamoci a promuovere una gestione sostenibile dei suoli, ancorata a una buona governance e ad investimenti mirati - ha affermato il Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki-moon, in un messaggio per la “Giornata Mondiale dei Suoli” (5 dicembre 2015) - Assieme possiamo sostenere la causa dei suoli, un vero, solido, sostegno per la vita”.

I suoli sono essenziali per produrre colture ricche di nutrienti, filtrano e puliscono decine di migliaia di chilometri cubi di acqua ogni anno. Fungendo da grandi serbatoi di carbonio, i suoli aiutano a regolare le emissioni di anidride carbonica ed altri gas serra, e sono quindi fondamentali per regolare il clima.

Tuttavia, la principale conclusione del rapporto è che la maggior parte dei suoli del mondo è in condizioni adeguate, mediocri o molto negative, e che per lo più la situazione sta peggiorando. In particolare, il 33% delle terre è moderatamente se non fortemente degradato a causa di erosione, salinizzazione, compattazione, acidificazione e inquinamento chimico.

"Ulteriori perdite di terre produttive danneggerebbero fortemente la produzione agricola e la sicurezza alimentare, aumentando la volatilità dei prezzi alimentari e, potenzialmente, spingendo milioni di persone sotto la soglia della fame e della povertà - scrive nell’introduzione del documento di circa 650 pagine, il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva - Il rapporto tuttavia dimostra che la perdita di risorse e di funzioni dei suoli può essere evitata e le informazioni in esso contenute aiuteranno enormemente a sostenere un'azione a tutti i livelli per una loro più sostenibile gestione”.

I cambiamenti nella condizione dei suoli sono dovuti in primo luogo all'aumento demografico e alla crescita economica, fattori che si stima persisteranno nei decenni avvenire.

Il rapporto, inoltre, mette in evidenza come oggi oltre il 35% della superficie terrestre del pianeta - non ricoperta dai ghiacci - sia stata convertita ad uso agricolo allo scopo di nutrire una popolazione che ha raggiunto i 7,3 miliardi di persone. Il risultato è che i suoli privati della vegetazione naturale per ospitare coltivazioni o pascoli soffrono drastici aumenti dell'erosione e pesanti perdite di carbonio, nutrienti e biodiversità.

Ma anche l'urbanizzazione sta avendo un peso sostanziale. La rapida espansione delle città e delle industrie ha contribuito al degrado di aree sempre più vaste, contaminando in parte i suoli con quantità eccessive di sale, acidità e metalli pesanti; comprimendoli sotto pesanti macchinari; sigillandoli permanentemente sotto asfalto e cemento.

I cambiamenti climatici sono un ulteriore fattore chiave del cambiamento dei suoli, osserva il rapporto. Alte temperature ed eventi legati a condizioni climatiche estreme quali siccità, alluvioni e tempeste, colpiscono la quantità e la fertilità del suolo in diversi modi, ad esempio riducendone l'umidità ed impoverendo gli strati superiori dei suoli ricchi di nutrienti, e contribuiscono anche ad aumentare il tasso di erosione del suolo e l'indietreggiamento della linea costiera.

Il rapporto si concentra sulle 10 maggiori minacce alle funzioni dei suoli: erosione; perdita di carbonio organico; squilibrio dei nutrienti; acidificazione; salinizzazione; contaminazione; impaludamento; compattazione; impermeabilizzazione e perdita di biodiversità.

Esiste, tuttavia, un consenso generale sulle strategie legate al suolo che può, da una parte, aumentare l'offerta alimentare, e dall'altra, minimizzare gli effetti dannosi sull'ambiente.
La soluzione proposta si basa sulla gestione sostenibile del suolo e richiede la partecipazione di un'ampia gamma di stakeholder che vanno dai Governi ai piccoli contadini.

L'erosione, ad esempio, può essere frenata riducendo o eliminando il dissodamento - scavare, rigirare e rimestare il terreno - ed usando i residui agricoli per proteggere la superficie del suolo dagli effetti della pioggia e dei venti. Similmente, i suoli che soffrono di carenze di nutrienti possono essere risanati e i raccolti migliorati, restituendo i residui agricoli ed altri materiali organici al suolo, attuando la rotazione delle colture con colture che fissano l'azoto, e facendo un uso responsabile dei fertilizzanti organici e minerali.

Il rapporto identifica 4 priorità di azione:

1. Ridurre il continuo degrado dei suoli e ripristino della produttività di quei terreni già degradati in regioni dove le persone sono più vulnerabili;

2. Stabilizzare gli stock mondiali di materiale organico dei suoli, tra cui anche il carbonio organico ed altri organismi presenti nel terreno;

3. Stabilizzare o ridurre l'uso globale di fertilizzanti al nitrogeno e al fosforo, aumentando l'uso di fertilizzanti in regioni con carenze di nutrienti;

4. Migliorare la nostra conoscenza sullo stato e i trend delle condizioni del suolo.

Tali azioni devono essere supportate da politiche mirate, tra le quali:

- promuovere lo sviluppo di sistemi di informazione sui suoli per monitorare e prevedere i loro cambiamenti;

- aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulle tematiche relative al suolo, integrandole nell'istruzione formale e nella formazione , dalla geologia alla geografia, dalla biologia all'economia;

- investire in ricerca, sviluppo e divulgazione per condurre test e diffondere tecnologie e pratiche di gestione sostenibili del suolo;

- introdurre normative ed incentivi appropriati ed efficaci, tra cui: l’introduzione di tasse che scoraggino pratiche nocive come l'uso eccessivo di fertilizzanti, erbicidi o pesticidi; usare i sistemi di ripartizione in zone per proteggere i terreni agricoli migliori dall'urbanizzazione; utilizzare i sussidi per incoraggiare le persone a comprare strumenti ed altri inputs che abbiano un impatto meno dannoso sui suoli; rendere la produzione più commercialmente attraente a prezzi più alti con la certificazione delle pratiche agricole e d'allevamento sostenibili;

- promuovere il raggiungimento della sicurezza alimentare locale, regionale ed internazionale tenendo in considerazione le risorse del suolo dei singoli Paesi e le loro capacita di gestirle in maniera sostenibile.