I dati presentati alla Commissione UE dai produttori di contenitori di vetro indicano che la crescita del settore avviene con la riduzione del consumo di risorse e di minor impatto ambientale. L’Italia tra i Paesi più virtuosi in termini di quantitativi raccolti da avviare al riciclo, ma la percentuale, seppur al di sopra della media europea, indica che si può fare ben di più.

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Dagli anni ’90 ad oggi il tasso di riciclo del vetro è cresciuto in Europa del 131%, superando nel 2012, anno di cui siano disponibili gli ultimi dati a livello di Paesi UE, il 70%: è questo il dato principale che è emerso dal Rapporto della FEVE (Federazione europea dei produttori di contenitori di vetro), presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, che ha anticipato i dati ufficiali che la Commissione UE renderà noti solo alla fine del 2014.

In termini assoluti questo significa che nel 2012 sono stati raccolti nell’UE oltre 25 miliardi di bottiglie e vasetti per fare nuovi contenitori in vetro, risparmiando risorse vergini in quantità tali da permettere la costruzione di due piramidi egizie. Secondo la FEVE, con una tonnellata di vetro riciclato si risparmiano 1,2 tonnellate di materie prime vergini e si evitano 670 kg di emissioni di CO2 per effetto del minor consumo di energia.

L’industria europea dei produttori di contenitori in vetro fornisce una vasta gamma di packaging in vetro per il settore alimentare, la profumeria, la cosmetica e il settore farmaceutico, destinati ai clienti in Europa e in tutto il mondo. Con oltre 160 impianti distribuiti in Europa, offre un contributo importante all’economia reale europea e fornisce impiego diretto a circa 50.000 persone. Il settore genera, inoltre, ampie opportunità di lavoro lungo tutta la catena di produzione.

Il dato più interessante contenuto nel Rapporto è costituito dal fatto che nello stesso periodo (1990-2012) la crescita del mercato del vetro si è attestata a +39%. Questo significa che nel settore si è realizzato quel disaccoppiamento (decoupling) tra crescita della domanda e riduzione dell’impatto ambientale, posto alla base della Roadmap 2050 per Europa efficiente nell’uso delle risorse che la Commissione UE ha pubblicato nel 2011 con l’obiettivo di rendere l’economia europea meno dipendente dal consumo di risorse naturali e che sia compatibile con l’ambiente.

Questo è un modello concreto di decoupling che vogliamo costruire in un’Europa efficiente dal punto di vista della gestione delle risorse - ha dichiarato per l’occasione Filip Kaczmarek, Presidente della Commissione Sviluppo del Parlamento europeo -  È un sistema nato molti anni fa e che funziona molto bene. Come responsabili della politica dobbiamo preservare e incoraggiare i modelli di business come questi che migliorano la crescita economica, producono beni di alto valore, generano ricchezza dai rifiuti mentre, al tempo stesso, riducono l’impatto sull’ambiente. Per questo dobbiamo lavorare a una legislazione che riconosca e incentivi questo tipo di modelli”.

I numeri offerti indicano, infatti, che la crescita del settore è proporzionata non solo alla riduzione del consumo di risorse ma anche ad una riduzione dell’impatto ambientale: grazie al riciclo sono stati infatti rispamiati 189 milioni di tonnellate di materia prima e 138 milioni di tonnellate di rifiuti che non sono finiti nelle discariche.

L’Italia per quantità di vetro raccolto da avviare al riciclo è al 3° posto, dopo Germania e Francia, con 1.673.000 tonnellate, ma in termini di percentuali di raccolta, pur superando la media dell’UE, si colloca al 13° posto (76%). 

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Il riciclo rimane la strada da percorrere - ha dichiarato Stefan Jaenecke, Presidente di FEVE - ecco perché già 40 anni fa abbiamo contribuito a mettere in campo il sistema di riciclo del vetro, ad informare il pubblico ed a gestire contenitori e bottiglie in vetro come risorse preziose per la nostra industria. All’epoca, non l’abbiamo chiamata economia circolare, ma si tratta proprio di questo!” 

Tutti coloro che fanno parte del sistema del vetro contribuiscono al raggiungimento di questi traguardi, anche se la FEVE sottolinea che si può fare ancora di più per migliorare la qualità del vetro raccolto che può essere efficacemente inserito all’interno di un’economia circolare. Allo stesso modo è necessario impegnarsi perché anche il restante 30% del vetro utilizzato e perso con lo smaltimento, sia raccolto e avviato a riciclo. 

Ricordiamo che i contenitori in vetro garantiscono la conservazione, confezionamento sicuro e un’attraente presentazione di un ampio ventaglio di prodotti consumer destinati al mercato europeo e mondiale. Che sia impiegato per le bevande, gli alimenti, i cosmetici, i profumi o i prodotti farmaceutici, il vetro gioca un ruolo fondamentale nel supportare gli scambi commerciali in Europa. Il vetro è 100% riciclabile, è inerte e preserva il sapore originale di ciò che contiene. Cibi e bevande hanno bisogno di un contenitore che ne preservi la purezza, perché la salute non si trova solo negli ingredienti, ma anche nel packaging che li conserva.