Arrivano grandi speranze per i biocarburanti sostenibili: la Fistulifera Solaris, una microalga che cresce velocemente in acque sia salate che dolci e che produce alte quantità di oli vegetali combustibili, potrebbe essere alla base della prossima generazione dei carburanti green.

alghe

L’energia sostenibile ha una nuova speranza. Si chiama Fistulifera Solaris, una microalga capace di svilupparsi rapidamente sia in acque salate sia dolci, che potrebbe diventare la nuova protagonista del carburante green e della prossima generazione di biocombustibili.

La Fistulifera Solaris è una microscopica alga unicellulare della famiglia delle Diatomee, le maggiori contribuitici all’ecosistema marino, in grado di produrre alte quantità di grassi e oli vegetali combustibili, i celebri “Omega-3” che ritroviamo nella carne dei pesci, sia durante l’accrescimento sia durante lo stato adulto. Al contrario di altri tipi di microalghe che, invece, producono oli solo quando crescono più lentamente o sono in stasi.

L’alga è stata scoperta per la prima volta da scienziati giapponesi e francesi analizzando alcuni campioni prelevati da una foresta costiera di mangrovie nella baia di Sumiyo, all’intersezione di due fiumi giapponesi, il Sumiyo appunto e lo Yakugachi, all’estremo sud dell’arcipelago giapponese.

Nella ricerca dal titolo “Morphological and molecular phylogenetic analysis of the high triglyceride-producing marine diatom, Fistulifera Solaris - Produzione di biocarburanti utilizzando organismi fotosintetici come le microalghe”, il team dell’Università di Agricoltura e Tecnologia di Tokyo, guidato da Tsuyoshi Tanaka, illustra le basi molecolari dell’alga, dopo averne sequenziato il genoma, e la simultaneità tra la crescita degli organismi e la produzione di grassi.

La produzione di biocarburanti utilizzando organismi fotosintetici come le microalghe - ha spiegato il professor Tanaka - è uno degli approcci più promettenti per la produzione di energia sostenibile. Prima di arrivare ai nuovi biocarburanti, però, il lavoro da fare è ancora tanto perché le funzioni di organismi come quelli delle alghe oleaginose sono ancora in gran parte da chiarire. E questo frena, al momento, i nostri sforzi per migliorare la produzione di queste microalghe”.

Oggi, i biocarburanti di derivazione agricola come colza, palma e girasole rappresentano una validissima alternativa ai derivati del petrolio, in grado di garantire ai paesi e alle economie che ne stimolano la produzione e l’uso una progressiva indipendenza da quelli produttori di greggio e gas naturale. Ma è anche vero che coltivare la terra per produrre biocarburanti richiede grandi distese di zone coltivabili per la loro produzione, che verrebbero sottratte all’agricoltura col rischio di incrementare il problema della fame nel mondo. Senza dimenticare che l’uso dell’acqua per coltivare la biomassa destinata ai biocombustibili compete con la filiera dell’acqua potabile; il cibo non destinato al consumo umano finisce per incidere sui prezzi delle derrate alimentari, aumentandoli notevolmente; e la coltivazione intensiva impoverisce i terreni agricoli e aumenta l’anidride carbonica complessiva che le attività antropiche immettono in atmosfera.

Per questo le microalghe oleaginose, che crescono nel mare, nei fiumi e nei laghi, rappresentano un’importante alternativa per la prossima generazione di biocarburanti e gli scienziati di tutto il mondo si stanno adoperando per trovare quelle più adatte a questo scopo.

Una citazione a parte, a tal proposito, merita la giovanissima e geniale studentessa americana Evie Sobczak di St. Petersburg, in Florida, che fin da piccola si è distinta per i suoi progetti scientifici ecosostenibili e che un anno fa è riuscita a sviluppare un processo di produzione di biocarburante fino al 20% più efficiente rispetto ai metodi attualmente impiegati nei laboratori del globo. Tale metodo potrebbe rendere la produzione di biodiesel dalle alghe più economica così da renderla davvero una risorsa rinnovabile, non solo in termini teorici. Quando si dice che i giovani sono il futuro…