Il Piano di decarbonizzazione dell’economia

Il Piano di decarbonizzazione dell’economia

La Tabella di marcia per la riduzione delle emissioni è stata approvata dal CIPE. Si attende il testo ufficiale per verificare i punti di coerenza con la Strategia Energetica Nazionale con cui condivide scenari e orizzonti temporali.

pan

Offuscato, nonostante le strette interconnessioni, dalle polemiche suscitate per l’approvazione con Decreto da parte del Governo in carica per l’ordinaria amministrazione della Strategia Energetica Nazionale, nello stesso giorno (8 marzo 2013) il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) dava il via libera al Piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli di emissione di gas ad effetto serra, che il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva presentato nell’aprile 2012.

Conosciuto come Tabella di marcia per la decarbonizzazione dell’economia italiana, il Piano aggiorna il precedente del 2002 per porre in essere in Italia, tramite le misure coordinate che i vari Ministeri dovranno attuare, il “Pacchetto Clima Energia” dell’Unione europea (il triplo 20) che identifica le misure per l’aumento dell’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia, la crescita dell’impiego delle fonti rinnovabili, le misure fiscali a favore della riduzione delle emissioni di CO2.

Il Pacchetto è stato poi inserito nella prospettiva di più lungo termine indicata dalla Commissione Europea, “Roadmap per una transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio entro il 2050” (Roadmap for moving to a low-carbon economy in 2050) nella quale sono indicate “tappe” intermedie di riduzione delle emissioni di CO2 del 25% al 2020, del 40% al 2030, del 60% al 2040 e dell’80% al 2050 rispetto ai livelli del 1990.

C’è poi da osservare che l’Italia con il Protocollo di Kyoto si era impegnata a ridurre le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo 2008-2012 (Legge 120/2002), durante il quale le emissioni di gas serra non avrebbero dovuto superare le 483,3 MtCO2/anno. Nel periodo 2008-2012, secondo il Ministero dell’Ambiente le emissioni nazionali sono state di circa 507 MtCO2/anno, pertanto la distanza dall’obiettivo fissato col Protocollo di Kyoto sarebbe di circa 24 Mt/anno. Recentemente, nel Dossier Kyoto 2013, presentato il mese scorso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS), nel 2012 le emissioni nel nostro Paese si sarebbero attestate a circa 465-470 milioni di tonnellate di CO2 (meno 20 milioni rispetto al 2011), recuperando il gap.

Il Piano si colloca nella prospettiva di medio periodo al 2020, come la SEN, dal momento che gli scenari emissivi non possono prescindere da quelli energetici. Pertanto, a seguito dell’approvazione della SEN si è provveduto ad un aggiornamento del Piano, la cui proposta originaria era precedente di qualche mese rispetto a quella della SEN.

Poiché le delibere del CIPE devono essere inviate alla Corte dei Conti per la registrazione e successivamente pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, non è possibile conoscere l'esatta natura dei punti siglati in accordo dal Ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico.

Al momento, quindi, bisogna attenersi ai comunicati.
“Tra le misure proposte - si legge in quello del Governo - si segnalano il prolungamento delle detrazioni di imposta per l’efficienza energetica in edilizia, l’estensione fino al 2020 dei certificati bianchi per il risparmio energetico, nuove misure per la promozione di fonti energetiche rinnovabili sia elettriche che termiche, l’istituzione del catalogo delle tecnologie verdi e il rifinanziamento del Fondo rotativo di Kyoto”.

Commenta