Dal Rapporto dell’IREX International di Althesys, Enel Geen Power tra le “Top 50”.

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Si è svolto stamani a Roma, presso l’Auditorium del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) il Convegno “The global renewable energy industry: companies' strategies and market trends” organizzato da Althesys, Società professionale indipendente specializzata nella consulenza e nella ricerca nei settori ambiente, energia, infrastrutture e utilities, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto dell’IREX international “The strategies of the 50 leading companies in the global renewable energy industry” che verrà illustrato anche a Bruxelles la settimana prossima.

Dallo Studio si evidenzia che nel 2011 le cinquanta aziende top delle energie rinnovabili hanno effettuato 572 operazioni in tutto il mondo per 63,2 GW e un business da 69,3 miliardi di dollari.

L’eolico e' ancora la prima tecnologia, con il 46,3% delle operazioni davanti al fotovoltaico a quota 40,2%, ma se si considera l’intero universo dei player mondiali - e non solo i “Top 50” - per il secondo anno consecutivo il business dell’energia del sole batte quello del vento. Guardando ancora alle “Top 50”, l'Irex International Report individua come più promettenti tra le nuove tecnologie l’eolico offshore (6,7% delle operazioni) e il solare a concentrazione (4,6%). Un minor peso continuano ad avere le biomasse e l’energia da rifiuti (0,9%), l’energia dalle maree (0,9%) e il geotermico (0,4%).

Le operazioni prevalenti sono la costruzione di nuovi impianti (37,9%), seguite da quelle finanziarie (fusioni, acquisizioni, joint venture e partnership) che hanno pesato per il 16,9%. Le società analizzate impiegano più di 350.000 addetti in tutto il mondo, circa il 15,4% del totale.

L’Europa resta leader con il 45,1% degli investimenti, seguita dagli Stati Uniti, ma la Cina, già primo nell’eolico, inizia a puntare forte anche sul fotovoltaico: per fatturato, due delle prime tre posizioni dello scacchiere solare internazionale sono occupate da aziende del gigante asiatico. Se si sommano anche le operazioni dei 50 maggiori gruppi mondiali svolte negli altri Paesi emergenti (India, Brasile, Sudafrica), si raggiunge il 19,4%, attestando che la geografia delle rinnovabili sta cambiando.

In questo contesto i player italiani hanno dimostrato di saper cogliere le nuove opportunità, con Enel Green Power che siede al tavolo delle “Top 50” gestendo oltre 680 impianti nel mondo per una capacità installata di oltre 7.500 MW che includono eolico, solare, idroelettrico, geotermico e biomasse; mentre le aziende più piccole che puntano all’estero. “Il settore delle rinnovabili, anche italiane, è sempre più internazionale - ha confermato Alessandro Marangoni, Amministratore delegato di Althesys e capo del team di ricerca - con alcuni top player che hanno fatto da apripista. Nel 2011 anche società di dimensioni più ridotte hanno realizzato una parte cospicua del proprio fatturato all’estero. Tra i molti trend della nostra analisi due emergono con forza: il settore continua a essere redditizio per le utility, mentre i costruttori di tecnologia pagano la crisi e la guerra dei prezzi".

Commentando i dati della ricerca, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini ha osservato che la crescita verde del nostro Paese è legata ad uno sbocco internazionale. "E' strategico identificare il ruolo degli incentivi nazionali destinati all'innovazione tecnologica avendo in mente che lo sviluppo di tali tecnologie non ha come riferimento il mercato interno. Fino ad oggi, in Italia, è mancata una visione di sistema, ma come Ministero abbiamo già avuto incontri internazionali per proporre un modello Italia, che permetta di promuovere le nostre tecnologie anche nei mercati della Cina e del Brasile – ha affermato Clini - Inoltre, ho saputo ieri sera che nel decreto sviluppo sono previsti 500 milioni per l’occupazione nella green economy”.