Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

Il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili

Nel corso della Conferenza Internazionale “Le Comunità dell’Energia”, Legambiente ha presentato un Documento su cui promuoverà l’adesione di quanti più Sindaci possibile per far sì che l’autoproduzione di energia elettrica e termica in Italia sia sempre più diffusa, a partire dalle comunità locali.

fonti rinnovabili

Si è svolta a Pesaro il 15 maggio 2015 la Conferenza Internazionale “Le Comunità dell’Energia”, organizzata da Legambiente, Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro e Urbino, in collaborazione con il Coordinamento territoriale del Patto dei Sindaci, con lo scopo di illustrare e diffondere esperienze e buone pratiche che hanno dimostrato come l’energia possa diventare una chiave per valorizzare nei territori le risorse e le vocazioni presenti, rispondendo alla domanda di elettricità e calore attraverso gli impianti da fonti rinnovabili.

Se nel corso della Conferenza sono state evidenziate esperienze locali all’estero molto interessanti di generazione distribuita fatta da produttori-consumatori (prosumer) di energia da fonti rinnovabili, come le Community Energy Scotland diventate autonome grazie alle fonti rinnovabili o il Piano del Distretto di Marburg-Biedenkopf (Germania) che punta a diventare 100% rinnovabile entro il 2040, tuttavia non mancano iniziative di investimenti in questa direzione anche in Italia, come peraltro ha testimoniato il Rapporto “Comuni Rinnovabili 2015”, presentato due giorni prima, che ha evidenziato come anche nel nostro Paese vi siano realtà territoriali in grado di soddisfare il proprio fabbisogno energetico con le sole tecnologie di produzione elettrica e di calore da fonti rinnovabili (Campo Tures, in Alto Adige) o di dar vita a progetti innovativi finalizzati alla sostituzione dei combustibili fossili con energie rinnovabili, quale quello messo in piedi dal Comune di Forlì con l’inaugurazione recente di un parco solare termico a concentrazione al servizio delle utenze industriali.

L’evento pesarese ha costituito l’occasione, soprattutto, per presentare il “Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili nei territori” su cui Legambiente lavorerà nei prossimi mesi per promuovere l’adesione di quanti più Sindaci possibile per far sì che l’autoproduzione di energia elettrica e termica in Italia sia sempre più diffusa, a partire dalle comunità locali.
Quello di oggi non è l’ennesimo manifesto, ma una carta che aiuta gli enti locali a mettersi insieme per costruire una rete di Comuni rinnovabili utile al Paese sia dal punto di vista energetico che economico - ha spiegato il Presidente dell’Associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza - È necessario semplificare le regole, facilitare l’accesso alla costruzione di impianti e all’utilizzo dell’energia prodotta da enti locali e cittadini, rivedendo anche la politica fiscale in tale direzione. L’obiettivo è avere case e edifici pubblici che siano ‘prosumer’, cioè produttori-consumatori, in un sistema che premia chi risparmia energia, chi la autoproduce (da impianti solari e eolici, da biomasse e geotermici, mini idroelettrici) e chi investe nella gestione delle reti energetiche e nell’accumulo. Solo così potremo fermare i cambiamenti climatici e dare una speranza di sviluppo fuori da un sistema incentrato sulle fonti fossili”.

Ecco in sintesi i 4 punti del Manifesto necessari per promuovere tale cambiamento.

1. Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni
Dare la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

2. Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale
Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1MW.

3. Muovere l’innovazione energetica nei condomini
Qui vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese
Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per auto produrre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.
 

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