Le conclusioni di uno Studio GlobEcon.

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Ricercatori tedeschi hanno pubblicato uno Studio che confuta le affermazioni dell’Unione europea, secondo cui il biodiesel di colza ridurrebbe almeno del 35% le emissioni di gas serra rispetto ai combustibili fossili (Gernot Pehnelt and Christoph Vietze “Uncertainties about the GHG Emissions Saving of Rapeseed Biodiesel - Jena Economic Research Papers Nº 2012 – 039).

I due esperti della Jena Schiller University (Germania), che fanno parte dell’Istituto indipendente di consulenza e ricerca GlobEcon, hanno utilizzato lo stesso sistema di calcolo di quello applicato dal Centro Comune di Ricerca (Joint Research Center) della Commissione europea, rilevando che in 8 dei 12 scenari analizzati il biodiesel ottenuto dai semi di colza di coltivazioni locali non soddisfa la riduzione delle emissioni di gas serra, così come previsto dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (2009/28/CE), tanto da affermare che le indicazioni della Commissione UE “sono più che discutibili e nella maggior parte degli scenari ingiustificabili - scrivono i ricercatori - Alla luce di queste notevoli differenze, nonché per la mancanza di trasparenza nei calcoli, l'Unione europea per il biodiesel da colza sembra preferire valori e standard 'politicamente' raggiunti rispetto a quelli scientificamente provati”.

La colza è di gran lunga la più importante fonte di biodiesel prodotto nell’Unione europea e ha registrato tassi di crescita drammatici dopo l’introduzione di vari regimi di sostegno nazionali, non da ultimo indotto dalla Renewable Energies Directive che prevede un obiettivo del 10% per l’uso di energie rinnovabili nei carburanti per il trasporto su strada entro il 2020, con opzioni energetiche che includono i biocarburanti di prima e seconda generazione e l’energia elettrica. La Direttiva ha anche stabilito criteri di sostenibilità ambientale per i biocarburanti consumati nell’UE: un tasso minimo di risparmio di emissioni dirette di gas serra (35% nel 2009 e in aumento nel corso del tempo fino al 50% nel 2017) e le limitazioni sui tipi di terreno che possono essere convertiti alla produzione di colture come materie prime dei biocarburanti (solo cambiamenti diretti nell’utilizzo dei suoli).


Per tutti gli scenari considerati, gli studiosi hanno calcolato le potenzialità di risparmio delle emissioni di gas serra dell’olio di colza raffinato sia quello utilizzato negli impianti energetici (produzione di energia elettrica) sia quello che costituisce la base del biodiesel (FAME) secondo la Direttiva RED, utilizzando le tecnologie di normale esterificazione. Hanno quindi preso in esame tre valori di risparmio delle emissioni di gas serra relativi comparandoli con i corrispettivi combustibili fossili:

• i valori di riduzione delle emissioni di gas serra da olio di colza utilizzato per la produzione di energia elettrica;
• i valori di potenziale riduzione delle emissioni di gas serra per le emissioni di gas serra comparati con quelli del diesel prodotto da fonti fossili, come stabilito dalla Direttiva;
• valori di potenziale risparmio delle emissioni di gas serra del biodiesel da colza nel ciclo di vita (LCA) rispetto ai combustibili fossili.

“Nella maggior parte degli scenari considerati, il biodiesel di colza mostra una prestazione di riduzione delle emissioni di gas serra notevolmente inferiore rispetto a quanto proposto dalla RED, non solo il valore tipico del 45%, ma neppure il valore inferiore (38%) viene comprovato dalla nostra analisi - hanno osservato i ricercatori - Pertanto, la questione se il biodiesel da colza sia una fonte sostenibile può essere sintetizzata nel seguente modo: come ogni valutazione scientifica, dipende dalle condizioni specifiche e dalle tecnologie di produzione, ma le prove fornite indicano che a tale domanda si deve rispondere negativamente. E' estremamente improbabile che il biodiesel da colza europeo, infatti, soddisfi l’attuale definizione di sostenibilità”.

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Risparmio di emissioni di gas serra del biodiesel da colza (FAME) rispetto alle indicazioni dei livelli di emissioni della RED. La linea tratteggiata indica la soglia indicata dalla direttiva (fonte Pehnelt e Vietze, op.cit.).