I sussidi alle rinnovabili spingono l’innovazione dell’Europa

I sussidi alle rinnovabili spingono l’innovazione dell’Europa

Delle 582 misure di sostegno individuate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente nei 32 Paesi associati, il 53% è riferibile alle fonti tradizionali e solo il 41% alle rinnovabili.
In termini di peso finanziario dei sussidi sono stati analizzati i case history di Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.
Anche se avesse voluto, l’AEA non avrebbe potuto includere l’Italia, dal momento che nel nostro Paese la contabilità dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili non esiste, come denuncia il Dossier di Legambiente, nonostante siano stati individuati ben 17,5 miliardi di euro di sussidi nel 2014.

the new kingdom of the golden eagle


I Paesi europei hanno aumentato la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico negli ultimi anni, in parte grazie a sostenere meccanismi per il settore delle rinnovabili, ma politiche di sostegno energetico avrebbero potuto essere meglio mirate a spingere in maniera più efficace l’UE verso la decarbonizzazione del settore energetico
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È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) “Energy support measures and their impact on innovation in the renewables energy sector in Europe” (Le misure di sostegno all’energia e il loro impatto sull’innovazione delle energie rinnovabili in Europa), pubblicato il 15 dicembre 2014.
Le sovvenzioni, scrive l’EEA, svolgono un ruolo importante nell’inviare segnali al mercato dell'energia. Negli ultimi anni il supporto per le energie rinnovabili è aumentato, mentre al contempo hanno ricevuto maggiore attenzione le politiche che prevedono di eliminare gradualmente gli incentivi dannosi all’ambiente.

Tuttavia, sussistono un numero significativo di meccanismi di sostegno per le fonti convenzionali di energia (nucleare e combustibili fossili).
Delle 582 misure di sussidio individuate dall’Agenzia a favore dell’energia nei 32 Paesi associati (ai 28 Paesi membri dell’UE, si devono aggiungere Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia) il 53% erano riferibili ai combustibili fossili e il 41% a fonti di energia rinnovabili.
In termini di peso finanziario a sostegno delle diverse tecnologie energetiche, il Rapporto ha preso in esame solo 4 Paesi: Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.
Dall’analisi approfondita condotta si rileva che il supporto alle energie rinnovabili ha dato un notevole contributo all’ampliamento dei mercati e allo sviluppo delle tecnologie, permettendo all’Europa di mantenersi all’avanguardia, anche se azioni più mirate avrebbero fatto trarre maggiori benefici economici dalle “tecnologie pulite” delle rinnovabili.
Secondo il Rapporto, un prezzo del carbonio più elevato potrebbe concorrere utilmente a spingere l’innovazione, considerando che i Paesi hanno introdotto imposte fiscali basate effettivamente sulle emissioni di CO2, sono in generale quelli che hanno un più alto tasso di domande per la registrazione di brevetti nelle tecnologie energetiche rinnovabili.
Comunque, dall’esame dei 4 casi studio, l’EEA osserva che vi sono anche altri fattori che sono dei driver per l'innovazione, tra cui la volontà politica, le preesistenti capacità all’innovazione e un alto livello di investimenti in ricerca e sviluppo per le tecnologie rinnovabili.

Anche se ne avesse avuto l’intenzione, l’Agenzia Europea dell’Ambiente non avrebbe potuto prendere l’Italia come case history del Rapporto, dal momento che nel nostro Paese la contabilità dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili non esiste, come denuncia il Dossier di Legambiente “Stop sussidi alle fonti fossili”, presentato il 13 dicembre 2014.
Nel documento Strategia Energetica Nazionale (SEN), approvato nel 2013, il tema dei sussidi alle fonti fossili non compare, ma l’Associazione ambientalista, raccogliendo le principali voci, i relativi importi e i riferimenti di legge, è riuscita ad individuare ben 17,5 miliardi di euro di sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili nel 2014.

Secondo Legambiente, l’entità dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili in Italia è un tema che merita trasparenza da parte del Governo e dell’Autorità per l’Energia e di quella, appena nata, dei Trasporti.
È inaccettabile che nel nostro Paese la contabilità dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili non esista e che vi sia una censura su questi numeri da parte del Governo e dell’Autorità per l’Energia che in questi anni hanno avuto ben altro atteggiamento nei confronti degli incentivi alle fonti rinnovabili - ha dichiarato il Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Persino nei report internazionali la nostra situazione viene rappresentata come quella di un Paese che ignora i dati o li censura”.

Le risorse pubbliche, conclude il Dossier, sono tali da meritare di entrare pienamente nel dibattito pubblico per riorientarle verso interventi realmente utili, capaci di aiutare le famiglie attraverso l’efficienza energetica, la sicurezza del territorio e interventi di adattamento ai cambiamenti climatici.

L’immagine di copertina è la fotografia vincente del Concorso indetto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente “Environment & Me”, per il quale avevamo invitato i lettori a votare i 48 finalisti selezionati.
Come previsto, il 16 dicembre 2014 sono stati annunciati i vincitori.
Il primo premio è andato allo spagnolo Jonathan Díaz Marbá con la foto dal titolo “The new kingdom of the golden eagle” (Il nuovo regno dell’aquila reale).

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