Secondo uno Studio pubblicato qualche giorno fa, Soči non potrà più riproporsi ad organizzare un’altra edizione perché, in base alle proiezioni dei futuri scenari climatici, solo 6 delle località che hanno ospitato in passato i Giochi avranno le condizioni per il loro svolgimento.

sochi ru 2014

Tra qualche giorno avranno inizio a Soči (7-23 febbraio 2014), località russa sul mar Nero, le XXII Olimpiadi invernali nel corso delle quali 1.550 uomini e 950 donne, appartenenti a 82 Paesi del mondo, si contenderanno le medaglie in 98 gare di 15 discipline.
Forse, passeranno alla storia per essere stati i Giochi Olimpici con le più massicce operazioni di sicurezza allestite, con circa 30.000 agenti impegnati, in collaborazione anche con i militari della NATO, anche se hanno già conseguito un primato ovvero quello di 36 miliardi di dollari che supera di gran lunga il precedente che con 28 miliardi di dollari era detenuto dalle Olimpiadi estive in Cina (2008).
La cifra è “insostenibile” per qualsivoglia altro Paese che non sia la Russia che, per rilanciare la sua immagine e lo sviluppo economico della regione, non ha badato a spese, anche se le somme sopra indicate contrastano con la dichiarata e perseguita “sostenibilità ambientale” dei Giochi stessi.
Godiamoci, quindi, le gare che si alterneranno tra piste innevate e stadi del ghiaccio, dal momento che sta diventando sempre più difficile trovare località in grado di ospitare tali Giochi, non solo per lo sforzo organizzativo, ma soprattutto per il rischio di non trovare aree che possano garantire la presenza di neve e freddo.

L’Università di Waterloo (Canada) ha pubblicato il 23 gennaio 2014 uno Studio, condotto in collaborazione con Management Center Innsbruck (Austria), dove si sottolinea che al 2080 solo 6 delle sedi dove si sono svolte in precedenza le Olimpiadi Invernali sarebbero in grado di ospitare una nuova edizione alla fine del secolo, secondo le attuali proiezioni climatiche (tra queste Cortina d’Ampezzo).
Inoltre, secondo “The future of the Winter Olimpics in a Warmer Worldsolo 11 siti su 19 dove si sono svolte le precedenti edizioni dei Giochi potrebbero ospitarli anche nel 2050, mentre tra quelli che non sarebbero affidabili da un punto di vista climatico c’è Soči assieme a Grenoble, Garmisch-Partenkirchen e Chamonix.

former winter olympic locations


L'eredità culturale di festa del mondo dello sport invernale è sempre più a rischio - ha affermato Daniel Scott, Direttore del Centro Interdisciplinare sui Cambiamenti Climatici all’Università di Waterloo e co-autore dello Studio – Le regioni tradizionali per gli sport invernali saranno sempre meno in grado di ospitare i Giochi Olimpici Invernali in un mondo sempre più caldo”.

Le temperature medie diurne di febbraio nelle località dove si sono svolti i Giochi invernali sono costantemente in aumento: da 0.4 °C dei Giochi svoltisi tra il 1920 e il 1950, simo passati a 3,1 °C i nel corso degli anni tra il 1960 e il 1990, per arrivare ai 7,8 °C previsti per quelli che si svolgeranno nel 21° secolo.

"Questo Rapporto indica chiaramente le sfide che attendono le Olimpiadi Invernali a causa dei cambiamenti climatici - ha dichiarato Chris Steinkamp, Direttore esecutivo di “Protect Our Winters” (POW) una ONG che ha per mission il coinvolgimento attivo della comunità sportiva globale per condurre la lotta contro i cambiamenti climatici, e non coinvolto direttamente nello Studio - È particolarmente deprimente pensare che le città ospitanti in passato i Giochi olimpici potrebbero essere coinvolte in uno scenario di emissioni più elevate, quindi ci auguriamo che questa previsione possa servire da campanello d’allarme per il Comitato Olimpico Internazionale e i principali leader mondiali affinché si impegnino per la riduzione delle emissioni di carbonio”.


Lo studio ha esaminato, inoltre, come i progressi tecnologici e le strategie sviluppate nell'arco di diversi decenni siano stati utilizzati per gestire il rischio meteo alle Olimpiadi invernali, senza dei quali oggi non sarebbe possibile svolgere Olimpiadi invernali di successo, e lo saranno ancora di più nei prossimi decenni.

"Nonostante i progressi tecnologici, ci sono limiti a ciò che le attuali strategie di gestione del rischio meteo possono far fronte – ha concluso Scott - Entro la metà di questo secolo, tali limiti saranno raggiunti in alcuni delle regioni che hanno ospitato i Giochi olimpici invernali”.

Lo studio fornisce un importante momento di riflessione sulle implicazioni a lungo termine dei cambiamenti climatici globali per il mondo dello sport e del patrimonio culturale collettiva mondiale, simboleggiato dal Movimento Olimpico, indicando ad alcune delle località e regioni interessate ad ospitare in futuro i Giochi olimpici invernali che il tempo per proporsi potrebbe essere più vicino di quanto pensassero.