All’ONU sono stati presentati i risultati finali del sondaggio più globale che sia mai stato realizzato sul clima ed energia, effettuato il 5 giugno 2015 in 76 Paesi, nel corso di 97 sessioni tematiche a cui hanno partecipato contemporaneamente oltre 10.000 persone.

climate and energy

Il 26 settembre 2015 a New York, durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è svolta una Tavola rotonda ad alto livello organizzata dalla Missione permanente della Francia presso l'ONU, in collaborazione con la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), nel corso della quale sono stati presentati i risultati finali della Campagna World Wide Views on Climate and Energy, coordinata dalla Danish Board of Technology Foundation e attuata dai partner della World Wide Views Alliance, una rete globale costituita da amministratori pubblici, gruppi di riflessione, istituti di ricerca, università, organizzazioni della società civile non governative, che condividono l'ambizione che la partecipazione del pubblico sia parte integrante della governance globale.

In un sol giorno (5 giugno 2015), in occasione del World Environment Day, oltre 10.000 cittadini, rappresentativi delle diverse realtà geografiche, sociali, politiche ed economiche di 76 Paesi, si sono confrontati in 97 dibattiti (in Europa 26, dei quali 2 in Italia: Regione Abruzzo e Regione Toscana) su alcune delle questioni più pressanti del momento:
- importanza della lotta ai cambiamenti climatici;
- strumenti per contrastare i cambiamenti climatici;
- negoziati UNFCCC e impegni nazionali (INDCs);
- equità e distribuzione degli sforzi;
- tener fede alle promesse fatte sul clima.


In precedenza, a tutti i partecipanti delle sessioni tematiche era stato distribuito un opuscolo dove venivano messe a confronto le differenti opinioni sulle politiche, sugli obiettivi e sulle misure da adottare per il clima e l'energia, e dei video tematici. Dopo il dibattito a cui hanno partecipato, i cittadini hanno risposto a una serie di 34 domande relative a clima ed energia, eguali per tutti.

Come è facile intuire, si è trattato del sondaggio più globale che sia mai stato realizzato.


debate worldwide


Ecco i principali e sorprendenti risultati.
- Il 97% dei cittadini globali si rende conto che gli impatti dei cambiamenti climatici lo coinvolge e il 78% si dichiara "molto preoccupato": tra i più preoccupati ci sono gli africani (82%) e gli abitanti degli Stati insulari (87%); mentre i meno impensieriti dal fenomeno sono giapponesi (44%) e russi (49%).
- Il 66% ritiene che le misure per affrontare i cambiamenti climatici siano un'opportunità per migliorare la nostra qualità della vita, con percentuali più alte in alcuni Paesi emergenti (India e Brasile) percentuali sono più alte nei Paesi emergenti.
- Il 63% dichiara che “deve essere fatto tutto il possibile a Parigi per mantenere il riscaldamento al di sotto di +2 °C”.
- Il 45% vuole bloccare tutte le esplorazioni dei combustibili fossili (il 34% dei cittadini dei Paesi esportatori di petrolio).
- Il’88% è a favore dell’introduzione di una tassa sul carbonio.
- Il 79% vuole che il suo Paese prenda misure per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, anche se molti altri Paesi non ne seguano l'esempio (le percentuali arrivano al 95% per statunitensi e brasiliani).
- il 68% delle persone chiede che l’accordo a Parigi contenga l’obiettivo a lungo termine di azzerare le emissioni entro la fine di questo secolo (il 90% dei peruviani e l’80% dei tedeschi).
- Il 71% degli intervistati vuole che l'accordo sia giuridicamente vincolante per tutti i Paesi.
- il 90% chiede che tutti i Paesi pubblichino un report annuale sulle emissioni e sui progressi verso gli obiettivi per i quali si sono impegnati.

Siamo molto contenti per questa World Wide Views su Clima ed Energia e soddisfatti per avervi collaborato - ha dichiarato Christiana Figueres, Segretaria esecutiva della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che ha partecipato alla presentazione del report finale, assieme al Vice-presidente del Gruppo Intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), Jean-Pascal van Ypersele e al Ministro dell’Ecologia di Francia, Ségolène Royal - Il sondaggio ha dimostrato che le persone hanno ovunque una profonda comprensione della sfida che ci attende e delle vie da intraprendere per un futuro sostenibile Il messaggio per i leader è chiaro: c'è un sostegno diffuso per un ambizioso e universale accordo sul clima a Parigi nel mese di dicembre, che si aggiunge alla crescente voce di tante imprese, città, territori e regioni. Supportando questo innovativo e per tanti versi unico approccio, inoltre, crediamo di aver fornito un importante contributo all’implementazione dell’Art. 6 della Convenzione per quanto attiene l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica”.