Meduse, insetti e microalghe: ecco i cibi del futuro. Il CNR li presenterà all’Expo 2015 come i prossimi alimenti fondamentali per un pianeta sempre più affollato. Nuove e preziose fonti di proteine che troveremo in farina, pasta o salamoia.

meduse


I più recenti studi delle Nazioni Unite indicano che nei prossimi quarant’anni sarà necessario raddoppiare la produzione mondiale di cibo per nutrire i 2 miliardi e mezzo di terrestri in più che si aggiungeranno ai 7 attualmente esistenti. Più facile a dirsi che a farsi: oggi un miliardo di persone soffre di fame cronica, sono rimaste pochissime terre vergini per l’agricoltura o l’allevamento, l’acqua sta scarseggiando e i pesci stanno abbandonando gli oceani. Che fare quindi?

Una soluzione sembra venire dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che all’imminente Expo 2015 presenterà i cibi del futuro: meduse disidratate o in salamoia, farina di grilli o cavallette dal colore variabile fra il giallo e il marroncino, e pasta di microalghe verde-azzurra. Alimenti molto nutrienti e ricchi di vitamine, che sono in grado di prevenire il tumore al seno o aiutare cuore e cervello. L’importante è non impressionarsi.

Sono ingredienti completamente diversi fra loro e nuovi al mondo occidentale, ma diffusi da tempo nell’Est asiatico e in America Latina - osserva Graziella Chini Zittelli, dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR (ISE-CNR) - Con le microalghe e le meduse ad esempio, già note agli Aztechi, si possono cucinare ottime tagliatelle. Naturalmente siamo in grado di riconoscere eventuali specie tossiche e lavoriamo solo su quelle sicure per l’uso alimentare. Quello che è certo è che le microalghe (soprattutto quelle marine) hanno un elevato valore nutritivo e alcune specie sono ricche di acidi grassi polinsaturi che fanno bene al cuore e al cervello. E non dimentichiamoci che possono essere coltivate negli oceani (supplendo in questo modo alla crescente mancanza di terre coltivabili e di acqua) e produrre bio-carburanti, riducendo il fabbisogno di fossili inquinanti come petrolio e carbone”.

Sono invece circa 1.400 le specie di insetti commestibili per l’uomo, soprattutto grilli e cavallette, che secondo gli scienziati dell’olandese Wageningen University hanno proprietà nutrizionali eccezionali; inoltre, allevarli costa meno rispetto ai bovini, richiede un minor consumo di acqua e non danneggia l’ambiente con emissioni gassose. Con essi, a seconda della fase di sviluppo, si possono produrre farine di colore giallo-marrone che, lavorate come una comune farina di frumento, risultano ottime per preparare ad esempio dei deliziosi muffin. Questo vale anche per le larve dei coleotteri, che hanno quantità di proteine e sali minerali diverse rispetto a quelle presenti negli adulti. Con le larve di formiche, raccolte dalle radici della pianta di agave, si prepara l’Escamoles o caviale d’insetto, un piatto messicano d’élite che pare ricordi come sapore e consistenza il formaggio. Senza dimenticare i ragni molto amati in Cambogia, soprattutto fritti e insaporiti con zucchero e sale; il vino di serpente che si beve in Cina e in Vietnam e pare sia un ottimo ricostituente. O le vespe e le vipere in Giappone con cui si prepara una bevanda con proprietà, a quanto sembra, afrodisiache.

Insomma, la scommessa dei ricercatori è togliere a questi cibi del futuro, comunque sani e genuini, l’etichetta di alimento esotico o strano.

E’ possibile allevare le microalghe in impianti esterni, mentre le meduse le abbiamo già in abbondanza nei nostri mari - osserva Antonella Leone dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR (ISPA-CNR) - Per esempio, la Cotylorhyza tuberculata o Cassiopea mediterranea, una scifomedusa, è molto diffusa lungo le coste pugliesi e oltre ad essere un candidato per i cibi del futuro, è ricca di un composto attivo contro il tumore del seno. Con le meduse in salamoia viene ad esempio benissimo il tempura”.

Dunque, raccogliere dati scientifici sulle caratteristiche nutrizionali di questi nuovi alimenti è quanto sta facendo la ricerca, ma questo non porterà automaticamente sulle nostre tavole meduse, microalghe e insetti. I dati scientifici potranno essere la base per una necessaria valutazione da parte dell’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e, soltanto dopo il suo via libera, i cibi del futuro potranno arrivare nei nostri supermercati e “gustati” ogni qual volta lo si desidera.